ECOLOGIA ED ENERGIA
aprile 2006
RACCOLTA E IMPIEGHI DEI RESIDUI ORGANICI DELLA CITTA’ DI MILANO NELLA SECONDA META’ DEL XIX SECOLO
seconda parte
Come anticipato nella prima parte, tratto qui in maniera assai succinta ma con l’augurio di essere esaustivo e non noioso, un argomento ai più sconosciuto ma molto interessante.
Quello della raccolta ed impiego degli escrementi umani è un argomento che di certo ai giorni nostri non viene trattato, anzi pare che non esistano nemmeno.
Nel XIX° secolo Milano, città in forte espansione e con un forte incremento demografico si trovava in una vera e propria emergenza rifiuti: i dati lo confermano, tonnellate di feci rischiavano di sommergere la città!
Già nel 1781, da quanto emerso da alcuni documenti, vi erano delle persone che avevano quale attività quella di vuotare i pozzi neri. I primi operatori ecologici sono sempre stati poco considerati dalla storia economica del Paese.
Era questa un’attività oscura e non certo gradevole che non permetteva facili guadagni. Si aveva infatti a che fare con un prodotto molto particolare, anche disgustoso, e gli operatori economici di allora raramente si erano interessati di questo ramo merceologico.
Aveva per questo bene una sua domanda e un suo mercato che interessava chi lavorava la terra.
Ma qual’era il valore economico di questo particolare prodotto?
L’attenzione viene rivolta a tre elementi della costituzione delle feci, importantissimi per la concimazione della terra.
Questi non sono altro che l’azoto, l’acido fosforico e il potassio.
Sopratutto l’azoto è costituente fondamentale della materia vivente: un uomo adulto ne contiene circa 2 Kg. Per la maggior parte combinato nelle proteine. Le piante assorbono dal terreno l’azoto combinato in forma inorganica (ammoniaca, nitrati e nitriti).
Diversi studiosi, chimici ed agronomi, hanno studiato le varie proprietà di questi elementi.
Per quanto riguarda invece il valore economico ripeto che le feci non hanno mai goduto di una vera e propria considerazione come prodotto commerciale.
Chi le produceva generalmente le consumava per i propri benefici, ma come detto la città si stava trasformando.
Alcuni studiosi pertanto si sono cimentati a calcolare il valore di questo “bene” in maniera molto precisa e dettagliata come il Bruttini (“I concimi”, Casale, 1912) che aveva prodotto una tabella nella quale apparivano le quantità medie espulse dall’organismo umano in un giorno ed in un anno di questi elementi in esame.
Pertanto da questa ricerca è risultato che una persona mediamente produce Kg. 5,183 di azoto, Kg. 1,258 di acido fosforico e Kg. 1,077 di potassio.
I chimici valutavano all’epoca questi valori per un Kg di questi tre elementi: Lire 1,30 l’azoto, Lire 0,45 l’acido fosforico e Lire 0,50 il potassio.
Sempre il Bruttini faceva una semplice operazione: moltiplicava il numero degli abitanti dell’Italia che allora era di circa 32 milioni per i Kg. prodotti dei tre componenti chimici e successivamente per i valori economici predetti. Questo era il risultato:

COMPONENTE CHIMICO Tonn. in un anno Valore
Azoto………………………………………….165.856……………………….Lire 215.612.800
Acido fosforico………………………………. 40.256……………………… Lire 18.115.200
Potassio………………………………………. 34.464……………………… Lire 17.232.000
TOTALE………………………………………………………………………. Lire 250.960.000

Indubbiamente una cifra considerevole se valutata in quell’epoca e che attualmente corrisponderebbe a circa Euro 839.931.003 (rivalutazione della Lira fonte Istat).

Limitandomi al caso Milano, ed utilizzando i dati forniti dal Bruttini, anch’io ho predisposto due tabelle che ha portato i seguenti dati riferiti all’anno 1911:

TAB. 1
Popolazione Kg di feci Kg di azoto Kg di acido fosforico Kg di potassio
598.870…….. 21.858.755…..3.103.943……753.378…………… 644.983

TAB. 2
ANNO 1911 prezzo al Kg totale
Kg. di azoto 3.103.943……...Lire 1,30……………Lire 4.035.126
Kg. di acido fosf. 753.378…… . Lire 0,45……………Lire 339.020
Kg. di potassio 644.983…….. Lire 0,50……………Lire 322.491
TOTALE Lire 4.696.637

Questa marea di “rifiuti” costituiva una ricchezza di inestimabile valore. Infatti applicando le tariffe indicate dal Bruttini si ottiene la ragguardevole cifra di Lire 4.696.637 e che attualmente corrisponderebbe a circa Euro 15.719.042 (rivalutazione della Lira fonte Istat).
Un indicatore molto utile per poter comprendere ulteriormente il valore di questi escrementi è il prezzo al quintale del frumento che allora corrispondeva a Lire 26,81.
Dividendo l’ipotetica cifra di Lire 4.696.637 con Lire 26,81 si ottiene il numero di quintali di frumento che era possibile acquistare, ed esattamente 175.182 pari al 3 per mille della produzione nazionale dell’epoca.
Ovviamente tutto questo, ed è bene ricordarlo, nella sola città di Milano che contava allora poco meno del 2% della popolazione nazionale.
Scusandomi per il bombardamento di cifre, ma solo con tali strumenti ritengo sia possibile far conoscere la portata dell’argomento sotto l’aspetto economico, invito tutti alla lettura della successiva parte. (2° parte)
Federico Di Lucchio

 
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