ECOLOGIA ED ENERGIA
marzo 2006
RACCOLTA E IMPIEGHI DEI RESIDUI ORGANICI DELLA CITTA’ DI MILANO NELLA SECONDA META’ DEL XIX SECOLO
Il titolo, assai impegnativo, è quello di una tesi di laurea scritta anni fa per la cattedra di Storia dell’Agricoltura presso l’Università Statale di Milano.
Si penserà che non vi è nulla di nuovo in questa ricerca: è risaputo che i residui organici, e precisamente il letame, è sempre stato utilizzato in agricoltura quale concime.
Vero, ma forse per pudore o forse per non sconvolgere le folle, il titolo cela il reale argomento dello studio.
Infatti addentrandosi nella lettura si scopre che si parla di tutt’altro: non solo di letame, composizione degli escrementi degli animali, ma di escrementi umani.
Forse, riflettendo un attimo, prendendo una pausa dalla nostra vita sempre più frenetica, non ci siamo mai posti il problema dei nostri “prodotti”, del “dopo” la loro produzione.
Ebbene sì, anche questi in agricoltura venivano utilizzati.
In una agricoltura che non conosce l’avvento dell’industrializzazione e dei concimi chimici, tutto si utilizza. Non vi sono rifiuti.
Ecco che allora ci addentriamo in uno scenario ancora più grande ed in un contesto forse non considerato.
Quello dei rifiuti, dell’industria, degli scarti di lavorazione…problemi oggi di attualità.
Allora in una agricoltura “tradizionale”, oggi denominata “biologica”, non vi erano rifiuti. Tutto faceva parte di un circolo che permetteva l’utilizzo e l’impiego per un’altra fase.
E’ semplice, forse anche inutile ricordarlo, ma è sempre un esempio che ha la sua efficacia:
l’erba viene mangiata dalla mucca, la mucca oltre a produrre quello che a noi serve (latte e carne) “produce” i suoi escrementi, i suoi escrementi si posano sulla terra ed impiegati come concime poiché contengono elementi utili per arricchire la terra che può produrre l’erba che viene mangiata dalla mucca.
Tutto qui il discorso pare assai scontato.
Ma come si inserisce la ricerca in questo contesto?
Semplicemente nel fatto che Milano, in quel preciso periodo storico, la seconda metà del XIX secolo, conosce un notevole incremento demografico, la popolazione non è più dedita principalmente all’agricoltura: sorgono le prime officine, fabbriche.
Milano si trasforma, inizia ad essere una “metropoli” con le sue problematiche, tra le quali anche quella di smaltire i rifiuti organici umani, che non possono essere usati in agricoltura direttamente dagli stessi proprietari che non posseggono alcun appezzamento di terra.
Corre l’obbligo ricordare che non vi era la rete fognaria e sorgono perciò problemi di tipo igienico-sanitari, molti buttano il loro “prodotto” direttamente nei canali, creando sicuramente disagi.
Alcune persone con un certo intuito commerciale si propongono di raccogliere questo “articolo” per poi darlo a chi ne ha bisogno.
Insomma un bell’argomento, corposo e di un certo peso.
Proprio in tal senso e per non smentire quanto detto ecco alcuni numeri inseriti in una tabella annunciando che una persona, in buona salute, produce circa 100 grammi di questo rifiuto al giorno (e perciò 36,5 Kg in un anno).

ANNO POPOLAZIONE DI MILANO KG. DI FECI ANNUE
1780 133.160 4.860.340
1826 147.842 5.396.233
1848 195.194 7.124.581
1861 245.058 8.944.617
1881 320.292 11.690.658
1901 491.460 17.938.290
1911 598.870 21.858.755
Bene, ora abbiamo un quadro più preciso del problema da trattare.
Smaltire nel 1911 ben 21.858.755 Kg non è certo una cosa da poco. Ma anche nel 1881 la cifra non è da sottovalutare: 11.690.658 Kg.
E per non tediare oltre modo l’attenzione dei lettori invito tutti alla lettura della successiva parte al mese prossimo. (1 segue)
Federico Di Lucchio

 
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