febbraio 2006
WWF: ORCA BATTE ORSO POLARE NELLA CLASSIFICA DEI MAMMIFERI
L’ARTICO E’ UN SERBATOIO TOSSICO
Gland- L’Orca norvegese si aggiudica il primato dei mammiferi maggiormente
contaminati dell’Artico. Questi i risultati, resi noti per la prima volta, della
ricerca condotta dall’Istituto Norvegese Polare (NPI) e, in parte, finanziati
dal Consiglio Norvegese della Ricerca. Ricerche precedenti conferirono questo
“onore” all’Orso polare, ma uno studio più recente rileva che le Orche hanno
persino livelli più alti di PCB, pesticidi e di un ritardante di fiamma
bromurato. I risultati si basano su campioni di tessuto adiposo sottocutaneo
prelevati da Orche nel Tysfjord, un fiordo nella Norvegia artica. L’allarme è
stato lanciato dal WWF alla vigilia di un appuntamento importante, domani
infatti verrà votato dal Consiglio dei Ministri Europeo il REACH.
“Questo recente studio sulle Orche riconferma - Brettania Walzer, Responsabile
tossicologo per il WWF Programma Internazionale Artico - che l’Artico è
attualmente un serbatoio tossico. I prodotti chimici nei prodotti di uso
quotidiano stanno inquinando la natura artica. Il Consiglio dei Ministri Europeo
deve accordarsi per la sostituzione di tutte le sostanze chimiche dannose con
alternative più sicure ogni qualvolta queste siano disponibili. “La
contaminazione delle Orche evidenzia – secondo Helen Bjornoy, Ministro Norvegese
per l’Ambiente - il risultato di un uso insostenibile di sostanze chimiche a
livello internazionale. Si tratta di una delle più grandi minacce ambientali a
livello mondiale. I Ministri dell’Unione Europea hanno ora la possibilità di
rafforzare le leggi sulla chimica in Europa e farò pressione in tal senso. E’
imperativo che REACH diventi uno strumento per fermare l’utilizzo delle sostanze
chimiche più pericolose”.
“Le Orche norvegesi possono essere considerate - spiega Hans Wolkers,
ricercatore del NPI - come indicatori dello stato di salute del nostro ambiente
marino. Gli elevati livelli di contaminanti sono molto allarmanti e mostrano
chiaramente che i mari artici non sono puliti quanto dovrebbero essere, cosa
che, in particolare, coinvolge gli animali al vertice della catena alimentare”.
Il WWF ha finanziato un nuovo monitoraggio, che prenderà avvio a novembre, sulle
Orche per valutare la presenza anche di un altro ritardante di fiamma bromurato
chiamato deca-BDE, utilizzato nei materiali elettrici e rivestimenti domestici
come i tappeti. I risultati sono attesi per il 2006. Il dato emerso di un
potenziale ritardante di fiamma bromurato nelle Orche è di particolare
rilevanza, perché, diversamente dai PCB e dei pesticidi più nocivi, i ritardanti
di fiamma bromurati più rischiosi non sono comunemente proibiti. Tali composti
possono influenzare le funzioni neurologiche degli animali, il comportamento e
la riproduzione.
Per informazioni ulteriori:
12 dicembre 2005
Ufficio stampa WWF Italia- tel. 06-84497377, 256. 213
SCHEDA
-Le Orche sono particolarmente vulnerabili ai contaminanti perché si trovano al
vertice della catena alimentare e quindi accumulano tossici dalle specie
predate. Tali sostanze nocive si accumulano nel grasso sottocutaneo e in altri
tessuti adiposi. Le Orche possono vivere fino a 40 anni e, in tal modo, possono
avere livelli molto elevati di sostanze pericolose nei loro tessuti. I livelli
di sostanze chimiche tossiche aumentano lungo la catena alimentare , un processo
chiamato bioaccumulo, e sono più elevati per i predatori al vertice, come l’Orso
polare.
-I campioni di grasso prelevati da individui maschi di Orca in Norvegia, a
Tysfjord, nel novembre 2002, vennero testati per il PCB 153, il toxafene, il
clordano, DDE e PBDE 47.
-Il PBDE (difeniletere polibromurato), classe di ritardanti di fiamma bromurati,
è simile strutturalmente ai PCB e aumento esponenziali di PDBE sono stati
documentati in natura e per l’uomo recentemente. PBDE vengono adoperati per
apparecchiature elettriche , materiali da costruzione, rivestimenti, prodotti in
poliuretano e fibre tessili.
-I PBDE, composti ritardanti di fiamma bromurati, rilevati nelle Orche
norvegesi nel campionamento del novembre 2002, era il
2,2’,4,4’-tetrabromodifenil etere, chiamato anche PBDE 47, spesso studiato per
la sua caratteristica di essere persistente e bioaccumulabile. Studi nei topi
hanno permesso di stabilire un collegamento tra esposizione dei neonati al PBDE
47 e alterazioni permanenti del comportamento.
-Molti inquinanti che interessano l’Artico non sono stati prodotti o utilizzati
lì, ma sostanze chimiche di uso domestico quotidiano, industriale e agricolo, da
altre aree del pianeta, percorrono lunghe distanze trasportate dalle correnti,
aeree e marine, per finire nell’Artico. Inverni lunghi, bui e gelidi inibiscono
inoltre la decomposizione di tali sostanze nell’Artico.
-REACH (Registrazione, Valutazione e Autorizzazione delle Sostanze Chimiche) à
la legge redatta dall’Unione Europea che dovrebbe portare all’identificazione e
alla graduale messa al bando delle sostanze chimiche più pericolose. Se
diventerà legge sarà fatta osservare in tutti i Paesi dell’Unione Europea. REACH
porterà inoltre modifiche nelle regole e nella produzione di sostanze chimiche
fuori dall’Unione Europea. L’attuale sistema che regola il settore nell’Unione
Europea, simile ad altri nel mondo, considera le sostanze chimiche “sicure fino
a dimostrazioni contrarie”. Maggiori informazioni sono disponibili su
https://detox.panda.org/
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