NATURA
gennaio 2006
Le piante del Natale.
E’ un classico, ogni anno in questo periodo in tutte le case si prepara l’albero di Natale, alcuni usano alberelli finti (sintetici, di carta ecc.) altri piantine vere (vi ricordate di trattarli come esseri viventi e dopo le feste tutti a ripiantarli nei posti giusti?), ci sono disponibili anche le punte d’albero ottenute da potatura, questi non vivono, dopo, vanno solo smaltiti.

E naturalmente, si spera che tutti nella preparazione degli alberelli, facciano attenzione anche alla sicurezza della casa, è purtroppo molto facile innescare incidenti o incendi dovuti a luminarie non a norma o non ben isolate, o da lampadine che scaldano troppo appese a rami ormai secchi, magari vicino a un calorifero e perché no, il tutto attaccato ai tendoni di casa (viste anche le dimensioni medie delle case di noi poveracci la cosa è facilmente attuabile). Per non parlare di prese multiple di corrente che servono ai vari lampeggi, mal connesse, con bambini che ci infilano dentro le dita. Facciamo sempre in modo che una festa resti tale, di disgrazie ce ne sono anche troppe. Naturalmente il tutto vale anche per i Presepi, fatti di carta pressata con muschi e licheni ben secchi e magari dietro le casette le solite lucine ereditate da nonni, zii o altri antenati che danno i natali anche ai fili elettrici. Facciamo tutto bene e con un pochino di attenzione, cambiare delle cose insicure con altre nuove e garantite, nel budget schizofrenico del Natale, risulta una spesa che tutti possiamo permetterci.

Ma stavamo parlando di piante del Natale e tra i vari alberi e alberelli, vi sono delle piantine o dei sempreverdi, che vuoi perché vanno di moda, o perché aiutano finanziariamente questa o quella associazione per la malattia tale o talaltra, o anche solo perché sono belle, ci viene voglia di regalarle. Tra le tante, una particolare che fiorisce proprio in questi periodi, troviamo la Stella di Natale Euphorbia Pulcherrima, questa è un sempreverde di origine sudamericana fa dei fiorellini giallo/bianchi che non hanno rilevanza decorativa all’interno di meravigliose brattee (sono foglie che si modificano per sembrare dei fiori, un altro esempio è la Boungavillea) di solito di un colore rosso acceso, possono anche variare dal bianco al crema o a un più scuro sangue di bue.

La pianta non è necessariamente destinata a morire subito dopo il Natale, tranne magari quelle troppo sforzate dai serricoltori, non è difficile farla campare anche per i Natali successivi. Non sopporta i climi rigidi, quindi inverno in casa ed estate sul balcone, le annaffiature dovranno essere saltuarie su terriccio ben drenato ad evitare infezioni fungine è sufficiente non far seccare completamente la terra, la concimazione va fatta con prodotti a lenta cessione e per favorire le fioriture vanno aggiunte, da fine autunno a tutto l’inverno, sostanze con sali di fosforo e potassio, non si abbia paura in primavera di mettere in atto una buona potatura da eseguirsi con strumenti molto affilati, usare dei guanti e dopo lavarsi accuratamente, attenzione il lattice contiene il triterpene, sostanza tossica per ingestione e contatto. Va detto che una caratteristica di questa piantina (che può nei climi giusti superare i due metri di altezza), è che è fotoperiodica, vuol dire che la nostra beneamata, genera le fioriture quando le giornate si accorciano, pertanto se rivogliamo vedere le bellissime (pulcherrime) brattee rosse, dobbiamo diminuirle l’esposizione alla luce diretta, o meglio passare dal buio alla luce al buio senza allungare troppo l’esposizione e visto che valgono anche i lampadari, gli acquari, televisioni ecc., occorrerà trovarle un posticino un pochino in disparte. Nel Messico, sua zona elettiva di provenienza, viene irradiata mediamente 8/10 ore in estate e 4/5 ore in inverno, pertanto se la Natura l’ha selezionata così, noi possiamo riprovare con questi tempi e vedere la nostra Euphorbia (qualcuno la cita anche come Poinsettia) rigenerare sotto le feste di Natale i fiori e le magnifiche brattee.

Buon Anno.
PIETRO FERRARI

 
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