dicembre 2005
NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA NELL’ATO DI LANCIANO
PER UNA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO PUBBLICA, TRASPARENTE E PARTECIPATA
Nelle prossime settimane l’assemblea dei sindaci dell’ATO di Lanciano dovrà decidere il futuro della gestione dell’acqua per i prossimi 20-25 anni. Per l’Alleanza Abruzzese per l’Acqua l’affidamento “In House” è l’unica strada per scongiurare la privatizzazione e l’ingresso delle multinazionali nella gestione dell’acqua sul nostro territorio.
L’Alleanza Abruzzese per l’Acqua interviene per scongiurare la privatizzazione dell’acqua in vista dell’assemblea dell’ATO di Lanciano prevista per le prossime settimane ed avente per oggetto di discussione l’affidamento del Servizio Idrico Integrato nell’ATO. Si tratta di una scelta epocale perché verosimilmente riguarderà la gestione dell’acqua per i prossimi decenni.
Durante una conferenza stampa svoltasi oggi a Lanciano i rappresentanti dell’Alleanza hanno chiesto che venga riaffermato il completo controllo pubblico della Società affidataria del servizio al fine di scongiurare la privatizzazione dell’acqua. Il nuovo Statuto dovrà prevedere la cosiddetta “Gestione in House”. Questo tipo di affidamento prevede che le SpA siano a totale capitale pubblico degli Enti Locali e restringano la loro attività nel proprio ambito territoriale. La possibilità di affidare il Servizio Idrico Intergrato direttamente a società pubbliche “In House” è previsto dall’ordinamento nazionale vigente che indica tre possibili forme di affidamento: “In House”, a società pubblico-private (in cui il privato sia scelto tramite gara) e a società completamente private (anche in questo caso scelta tramite gara europea). È importante sottolineare come la Legge non preveda alcun tipo di preferenza tra le tre forme gestionali, rimandando completamente all’autonomia decisionale di ogni singolo ATO.
L’Alleanza ricorda, tra l’altro, che anche l’Assessore Regionale Srour si è schierato per la gestione pubblica. E del resto sempre più ampi strati della società civile stanno evidenziando la pericolosità di affidare ai privati la gestione di un bene primario come l’acqua: ricordiamo, ad esempio, come persino Adriano Celentano, nel corso della sua ultima trasmissione televisiva, ha evidenziato “L’acqua è rock, chi la vuole privatizzare è lento”. E la stessa Accademia Pontificia delle Scienze attraverso monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, ha evidenziato in una dichiarazione a Radio Vaticana: “Tra le principali emergenze di oggi c'è la tendenza a privatizzare l’acqua. Naturalmente, se le risorse idriche vengono privatizzate, sarà poi molto difficile che gli stati possano in qualche modo occuparsi della distribuzione dell'acqua.Come diceva già Paolo VI, tutti i beni della Terra hanno una destinazione universale, cioè sono per tutti gli uomini, e in questo caso per tutte le specie viventi. Quindi, con la questione di trovare l'acqua potabile e di capire come conservarla, c'è il problema di sapere come distribuirla: il problema della distribuzione. E naturalmente, se viene privatizzata non è facile la distribuzione” (Agenzia MISNA del 13 Novembre).
Secondo l’Alleanza Abruzzese per l’Acqua assicurare la gestione pubblica dell’acqua è la premessa per avviare una nuova gestione della risorsa su tutto il territorio regionale dal punto di vista ecologico e sociale. Questa gestione potrà essere migliorata attraverso il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali. La partecipazione dei rappresentanti dei consumatori, dei lavoratori e delle associazioni ambientaliste nei consigli di amministrazione (senza remunerazione e senza diritto di voto, ma con diritto di parola), la possibilità di intervento nelle assemblee più importanti di ATO e SASI (come quelle per la discussione dei bilanci), l’individuazione di figure istituzionali sull’acqua in ogni comune sono solo alcune delle proposte per rendere pubblica, democratica ed efficiente la gestione del Servizio Idrico Integrato e risolvere annosi conflitti che riguardano la gestione dell’acqua nel territorio dell’ATO di Lanciano.
L’Alleanza chiede ai presidenti di ATO e SASI, ai membri dei Consigli di Amministrazione dei due organismi, ai Sindaci e ai rappresentanti di tutti i partiti di prendere una posizione pubblica sulla questione, visto che si tratta di decisioni che riguardano un bene pubblico fondamentale e, quindi, la vita quotidiana di centinaia di migliaia di cittadini. Bisogna smentire le tesi secondo le quali vi sarebbero ipotesi circa un primo ingresso nella Sasi di privati con il 20% delle quote. Si tratterebbe di un vero e proprio “cavallo di Troia” per alienare la gestione di un bene comune a chi vuole operare per il proprio esclusivo profitto. L’Alleanza è disponibile ad incontrare questi amministratori per fornire tutte le ragioni che sono alla base della lotta che sta avvenendo in tutto il mondo affinché la gestione dell’acqua rimanga in mano pubblica.
Hanno aderito finora all’Alleanza per l’Acqua: WWF, Adiconsum, Abruzzo Social Forum, Rifondazione Comunista, CGIL Abruzzo, Giovani Comuniste/i, Abruzzo Pro Natura, COBAS, Marevivo, Mila Donnambiente, Comitato No-WTO L’Aquila, Laboratorio Politico L’Aquila, Movimentazioni, Radiocittà, Kabawill, Abruzzo Crocevia, Coop. Il Mandorlo Commercio Equo e Solidale, Partito dei Comunisti Italiani, Federazione Italiana dei Giovani Comunisti, Codacons Abruzzo, ARCO Chieti, Montesilvano Sostenibile, Sinistra Giovanile Abruzzo, Comitato per la Tutela delle Acque del Gran Sasso, E.Co.Fe.Bio., Coraggio e Fermezza, Comitato No-Bolkestein Abruzzo, Verdi, Passage to the South, I Girotondi, FILCEM-Cgil, Rif. Sebastiani, ARCI Abruzzo, Deposito dei Segni, Aprile – Sinistra DS., PMLI, Ass. Costambiente.
Segreteria: WWF Abruzzo, via D’Annunzio 68, 65127 Pescara, Tel/fax: 0854510236, E-mail: abruzzo@wwf.it, WEB: www.wwf.it/abruzzo
ALLEANZA ABRUZZESE PER L’ACQUA