NATURA
novembre 2005
BLOCCO DEI FONDI REGIONALI: A BREVE LA CHIUSURA DELLE RISERVE NATURALI ABRUZZESI
L’ennesimo rinvio della discussione della variazione al bilancio regionale pone a rischio decenni di programmi di sviluppo e tutela ambientale. Presto clamorose iniziative per sbloccare la situazione.
Centinaia di operatori licenziati, comuni verso il dissesto finanziario, programmi di monitoraggio ambientale (come quelli sugli uccelli utilissimi in questo periodo) annullati, progetti comunitari per i quali non è più possibile prevedere il dovuto co-finanziamento, attività di ecoturismo e didattica ambientale sospese: questo è il quadro che tra qualche giorno caratterizzerà il mondo delle 21 Riserve Naturali Regionali abruzzesi.

Queste aree protette, gestite da altrettanti comuni che hanno promosso una tutela partecipata dal basso delle risorse naturali, tra breve saranno costrette ad abdicare definitivamente al loro ruolo di custodi del patrimonio naturalistico abruzzese poiché il Consiglio Regionale tarda ad approvare una variazione al bilancio che reintegri il fondo per le aree protette. Infatti il bilancio approvato dal precedente consiglio ha apportato un taglio del 35% ai bilanci delle riserve regionali. Allo stesso tempo nella finanziaria i consiglieri regionali istituivano tre nuove aree protette regionali.

Questo fatto ha portato all’impossibilità per gli uffici regionali di assegnare i fondi per l’anno in corso e attualmente, quindi, i comuni e le società di gestione stanno esponendosi per garantire responsabilmente le attività.

La nuova Giunta Regionale ha varato a fine Luglio una variazione al bilancio regionale che accoglie le richieste delle riserve. Ora questo provvedimento è approdato in Consiglio Regionale e lì appare essersi fermato malgrado le ripetute rassicurazioni ottenute dai rappresentanti istituzionali delle riserve durante numerosi incontri avuti ai massimi livelli presso il Consiglio. Nella stessa riunione dei capigruppo si era concordato sulla necessità impellente di discutere il provvedimento nel consiglio di domani, 20 ottobre. E’ notizia di poche ore fa che neanche domani avverrà la discussione del provvedimento.

Le Riserve Naturali Regionali con profondo rammarico prendono atto che il percorso “istituzionale” finora seguito per senso delle Istituzioni non sta portando ai risultati sperati e che, quindi, sarà necessario ricorrere a forme diverse di mobilitazione. Constatato il mancato rispetto di quanto concordato, hanno deciso di autoconvocarsi la prossima settimana per decidere clamorose iniziative di protesta, come la riconsegna delle chiavi delle strutture delle riserve. Rimangono quindi pochi giorni perché le forze al consiglio regionale si assumano interamente le proprie responsabilità per risolvere urgentemente il problema senza arrivare ad iniziative di rottura che equivarrebbero al fallimento delle politiche di salvaguardia ambientale in quella che viene correntemente e solennemente chiamata la Regione dei Parchi. Occorre sottolineare che le 21 riserve regionali corrispondono ad altrettante Leggi regionali istitutive.
wwf Abruzzo

 
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