luglio 2026
(2005) URAGANI E VENTO DELL'EST
L’America ed il mondo interno sono rimasti sorpresi dello scatenarsi di violenti uragani che hanno seminato morte e distruzione, prima nella zona di New Orleans e poi in Texas.

La potenza di questi cicloni tropicali e la velocità dei venti che li hanno trasportati, secondo i più accreditati studi, è quasi raddoppiata negli ultimi decenni e ciò è oggi in maniera inequivocabile fatto risalire al surriscaldamento del globo (effetto serra) e all’aumento della temperatura superficiale dei mari tropicali.

Nei prossimi decenni sono previsti cicloni ancora più violenti con il prevedibile aggregato di danni e lutti, giacché il clima locale e generale è mutato e ciò enfatizzerà ancor più la forza e la velocità dei fenomeni che si verificheranno.

Le misure previste dal protocollo di Kioto risultano già da oggi inadatte ed inferiori a quelle che andrebbero attivate per contrastare tali fenomeni, “baby step” passi di bambino, le giudica Kerry Emanuel - noto meteorologo del MIT- e ciò mentre alcuni grandi Stati , India, Cina ed USA per primi, non hanno ratificato il protocollo e quindi non hanno assunto alcun impegno specifico in materia.

Per molto tempo gli “scienziati di regime”, negli Stati Uniti in particolare, hanno sostenuto che non necessitava aderire agli impegni di Kioto in quanto non erano certi i legami tra emissione di anidride carbonica, cambiamenti climatici e disastri ”naturali” e così, dopo la originaria adesione al protocollo data dal Presidente Clinton, l’amministrazione Busch ha tenuto fuori l’America da qualsiasi impegno.

Oggi dopo “Katrina e le sue sorelle” la consapevolezza di questi legami sta crescendo e già nove Stati nel Nord-est americano, autonomamente dal Governo Federale, stanno adottando misure di contenimento ed abbassamento drastico delle emissioni.

Non si tratta di realtà marginali, ma degli stati di New York, l’intero New England, il Connecticut, il Delawere, il New Jersey ed a questi si stanno aggiungendo California, Oregon, Washington; anche a livello locale molte le città che stanno assumendo iniziative analoghe, San Francisco per prima.

Per la prima volta la politica nazionale è scavalcata dalle decisioni assunte in periferia e si attende un effetto valanga che di fatto attivi localmente processi capaci di genere effetti positivi ed efficaci sull’ambiente.



N.B.
Non guasta ricordare quanto recentemente riportato in un articolo di Karima Isd su Il Manifesto, ovvero che le forze armate del mondo consumano un quarto del combustibile bruciato dagli aerei civili e calcolando l’effetto delle guerre in Iraq, qualora non ci fossero state, le emissioni di anidride carbonica si sarebbero ridotte di 3.700 milioni di tonnellate: un motivo in più per dire No alla guerra!
Sergio Saladini

 
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