NATURA
luglio 2005
Il progetto PEVi (Virunga Environmental Programme)
Conciliare le priorità umanitarie con gli obiettivi di conservazione nel Parco Nazionale dei Virunga è il principio che sta alla base del progetto del WWF nella regione. Ogni progetto sul campo deve darsi obiettivi chiari e misurabili. Nonostante il contesto drammatico nel quale è costretto ad operare, questo progetto WWF indica come la conservazione di ecosistemi delicati e di singole specie in via di estinzione si basi sul tentativo di intervenire su fattori apparentemente lontani. L'attenzione per gli aspetti sociali e la prospettiva di lungo periodo costituiscono gli elementi che determinano il successo degli sforzi di conservazione della biodiversità. Il paese sta lentamente ritornando alla pace ed è quindi il momento per piani di ricostruzione che offrano benefici di lungo termine al popolo congolese.
Il contesto
La RDC è il paese africano con il massimo potenziale per uno sviluppo rapido improntato alla sostenibilità e per un miglioramento del benessere della sua popolazione.
In aggiunta a quello che si può definire “lo scandalo geologico dell'Africa” a causa delle enormi quantità di minerali di pregio, questo paese possiede la maggiore superficie di foreste di tutto il continente e riveste quindi una grande importanza per la conservazione della biodiversità e delle risorse genetiche.
Negli ultimi dieci anni però, la RDC ha subito un costante declino sotto diversi aspetti: anni di guerra e conflitti hannoportato ad un crollo dell'economia, ad un peggioramento della situazione sanitaria, del sistema scolastico e degli altri servizi sociali. Milioni di persone hanno perso i loro beni ed altri milioni sono stati trasferiti o privati delle loro case.
Ciò che è stato chiaramente dimostrato è il doppio legame tra questi conflitti e lo sfruttamento delle risorse naturali:
• In primo luogo, dato che i conflitti sono pilotati politicamente, è emerso che tutte le fazioni coinvolte hanno avuto un interesse diretto nel controllo delle aree di sfruttamento delle risorse naturali. Tutto ciò è avvenuto a danno delle popolazioni locali che si sono viste depredare le risorse naturali dalle quali dipendono senza usufruire di alcun miglioramento delle loro condizioni di vita.
• In secondo luogo, gli spostamenti di massa dei rifugiati e la loro lunga permanenza nei campi profughi o nelle vicinanze dei villaggi distanti dai loro luoghi di origine, hanno avuto un impatto negativo sulle risorse naturali dei dintorni. La regione ha inoltre subito il disastro naturale, l'eruzione del vulcano Nyiragongo, che ha distrutto buona parte della città di Goma ed ha provocato una aumentata domanda di legname per la ricostruzione degli edifici.

Le attività del WWF nel Parco Nazionale dei Virunga

Il WWF è rimasto presente ed attivo nel Nord-Kivu dal 1988, nonostante la guerra e i conflitti.
Il continuo supporto e la collaborazione con l'ICCN (Istituto Congolese per la Conservazione della Natura), l'autorità per i parchi nazionali e l'aiuto alle comunità locali sono stati possibili grazie al progetto PEVi (Virunga Environmental Programme). Esso è stato determinante al fine di ridurre i danni causati dalla presenza dei rifugiati nella zona.
Il progetto ha tre obiettivi principali:
• Lo sviluppo di un programma di riforestazione e sviluppo agricolo a supporto delle comunità e di iniziative private.
• Un programma di educazione ambientale e sviluppo della coscienza ambientale.
• Supporto all'ICCN e alle autorità in varie aree all'interno del Parco dei Virunga.
Il programma di riforestazione ha avuto un enorme successo: più di 5 milioni di piante sono stati messi a dimora dalla sua attivazione. Molte di queste piantagioni hanno avuto un ruolo fondamentale durante i conflitti nel fornire il legname per costruzione e la legna da ardere ai rifugiati, alle popolazioni locali e a quelle trasferite. L'UNHCR (Alto Commissariato dell'ONU per i Profughi) e altre organizzazioni umanitarie hanno collaborato con il WWF per ridurre l'impatto negativo dovuto alla presenza di centinaia di migliaia di persone trasferite negli ultimi otto anni.
Il progetto PEVi ha anche stabilito forti collegamenti con le comunità dei villaggi occupandosi di diversi problemi, quali l'aumento della produzione agricola, la gestione di micro-crediti (in particolare per i gruppi di donne) e l'aiuto alla ricostituzione delle infrastrutture sociali di base. La forte componente di educazione ambientale ha permesso un forte impegno nelle attività svolte con i bambini, con le donne e con i più poveri. Grazie alla partnership con CARE, WORLD VISION e altre agenzie di cooperazione il progetto ha potenziato la propria capacità di creare i collegamenti tra la conservazione e il sostegno allo sviluppo.

Le prospettive future
Il paese sta lentamente ritornando alla pace ed è quindi il momento per piani di ricostruzione che offrano benefici di lungo termine al popolo congolese. La provincia del Nord-Kivu ha una collocazione privilegiata nel quadro di ricostruzione nazionale dopo gli anni di guerre civili.
• La regione del Nord-Kivu costituisce l'area della RDC più martoriata. Più di settecentomila persone sono qui improvvisamente sfuggite al genocidio in Ruanda e centinaia di migliaia sono rimaste per anni nei campi profughi istituiti nell'area.
• La maggior parte della regione possiede la più alta densità di popolazioni rurali del paese, le quali dipendono pesantemente per la loro sopravvivenza dall'utilizzo delle risorse naturali.
• I villaggi, le abitazioni, le scuole e le infrastrutture devono essere ricostruite e nella maggior parte dei casi il legno costituisce il materiale principale. La mancanza di energia elettrica nella maggioranza dei nuclei familiari genera il consumo di legna da ardere e di carbone di legna.
• Dopo lo sfruttamento delle piantagioni, se non si farà nulla, la completa distruzione delle poche foreste naturali sarà inevitabile. Ciò porterà ad un inevitabile ulteriore degrado ambientale tra cui l'erosione dei suoli in importanti bacini idrici e la perdita di produttività dei terreni agricoli.
• Il Parco Nazionale dei Virunga, la più antica e più preziosa area protetta dell'Africa subirà ulteriore pressione e rischi e perderà la propria capacità di contribuire allo sviluppo economico locale con il turismo. Quella che un tempo era la principale destinazione del turismo internazionale e nazionale forniva essenziali risorse economiche e occupazione. Il potenziale eco-turistico è enorme e spazia dall'osservazione della fauna nella zona di Rwindi, agli scimpanzè a Tongo, all'ascesa del Ruwenzori, alla visita dei vulcani attivi fino ai gorilla di montagna. Le visite organizzate ai gorilla di montagna per esempio possono fruttare più di 2 milioni di dollari l'anno come proventi diretti dalla sola concessione dei permessi.
Il progetto in sintesi vuole soddisfare i bisogni immediati delle popolazioni trasferite e ricostruire gli ambienti naturali da cui dipendono le popolazioni originarie ed allo stesso tempo garantire la tutela del Parco Nazionale dei Virunga, dichiarato dall'UNESCO “Sito Patrimonio dell'Umanità”.

Contatti
Laura Ciacci, Responsabile cooperazione internazionale WWF Italia
l.ciacci@wwf.it
WWF
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