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QUANDO ACQUISTIAMO RIFIUTI Provate a entrare in un supermercato non con l'atteggiamento ansioso di chi deve mettere insieme in fretta e nello stesso tempo "saggiamente" la spesa settimanale. Guardatevi bene intorno e osservate i colori dei prodotti, la loro disposizione sugli scaffali e la disposizione degli scaffali stessi nello spazio di vendita, osservate l'illuminazione
Sono cose arcinote: entrare in un supermercato, fatta eccezione per gli spiriti più forti, significa intraprendere un percorso in balia di una filosofia di mercato prevalentemente basata sulla pubblicità, sull'induzione all'acquisto, che porta a ritrovarsi alle casse con un carrello colmo di prodotti quando l'idea iniziale era quella del "compro giusto due cose". In questo "gioco", spesso anche sleale, un ruolo non indifferente è giocato dalla presentazione del prodotto attraverso il suo imballggio. Non da quello tecnicamente detto terziario, che serve per la movimentazione e lo stoccaggio delle merci ma da quello primario che è parte integrante del prodotto destinato alla vendita al pubblico. Ma l'impegno che le istituzioni devono profondere, non ci esime personalmente dalla partecipazione al contenimento del problema. Nel suo piccolo (apparente) il consumatore può eleggersi un criterio di premiazione o punizione del prodotto da acquistare: per esempio sulla base della quantità e inutilità di rifiuto connesso (non compro, come si diceva, un dentifricio con doppio imballo,o un etto di prosciutto in vaschetta di plastica così-non-si-schiaccia e così via) e, soprattutto, sulla base della possibilità di scegliere prodotti in contenitori a rendere, o riutilizzabili o riciclabili. Non si tratta solo di fare attenzione alla sostanza del prodotto al di là della sua presentazione pubblicitaria, ma anche di rinunciare alle "comodità" e alle abitudini a cui l'impiego di contenitori usa e getta ci ha assuefatti e di pensare al costo ambientale che lo smaltimento comporta. Anche in questo ambito dunque, come per tutte le problematiche ambientali, si ripropone il discorso dell'educazione al consumo consapevole mirata a rendere ciascuno di noi cosciente dell'importanza delle proprie scelte anche quando agisce nella veste di cittadino-consumatore. Una per tutte, particolarmente rappresentativa, è l'esperienza della Coop - Lombardia che realizza un programma di educazione al consumo consapevole, dedicato soprattutto alle scuole dell'obbligo, e che affronta ambiti complessi e molto impegnativi che vanno dall'educazione ambientale, a quella alimentare, alla mondialità, alla cooperazione. Virginia Mazzuchetti
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