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Poesie e pensieri d’acqua Vicenda d'acque (Atonia Pozzi)
La mia vita era come una cascata inarcata nel vuoto; la mia vita era tutta incoronata di schiumate e di spruzzi. Gridava la follia d’inabissarsi in profondità cieca; rombava la tortura di donarsi, in veemente canto, in offerta ruggente, al vorace mistero del silenzio. Ed ora la mia vita è come un lago scavato nella roccia; l’urlo della caduta è solo un vago mormorio, dal profondo. Oh, lascia ch’io m’allarghi in blandi cerchi di glauca dolcezza: lascia ch’io mi riposi dei soverchi balzi e ch’io taccia, infine: poi che una culla e un’eco ho trovate nel vuoto e nel silenzio. Milano, 28 novembre 1929 Silenzi (Emily Dickinson,135) ”L’acqua, la insegna la sete.” Haiku (Matsuo Basho) Nello specchio antico D’acque morte S’immerge Una rana. Risveglio d’acqua. (Ozaki Osai) Nel buio di un pozzo ravviso il mio volto (Naito Joso) “Ho visto il fondale dell’acqua e rieccomi qui” Sembra dire il musetto di un anatroccolo Il grande Oceano ( Pablo Neruda) …. Non è l’ultima onda col suo peso di sale quella che stritola cosate e produce La pace di sabbia che attornia il mondo: è il volume centrale della forza, la potenza diffusa delle acque, l’immoto deserto pieno di vote. …. Chiare fresche dolci acque ( Francesco Petrarca) ……. Cerchi nell’acqua ( Memo Remigi) Cominciavi così, coi tuoi primi perché, sulle rive dell’acqua che cantava per te tra i discorsi del vento e la tranquillità di un canale fra i campi e il mulino che va era il tuo passatempo, quando stavi laggiù, fare cerchi nell’acqua, non chiedevi di più. (P.B. Shelley) Ci fermamma accanto agli stagni Cche giacciono sotto i rami del bosco ognuno sembra un piccolo cielo, di colpo inghiottito in un mondo di sotto (P. Neruda) Penso ad un giorno rotondo violetto trasparente di zucchero a grappoli e di grani spessi e azzurri che sgocciolano nella mia bocca le loro coppe colme di delizia (E. Dickinson) Cadde una goccia di pioggia gigante poi, come si fossero disgiunte le mani che reggevano le dighe, le acque straziarono il cielo, e tuttavia scansarono la casa di mio padre, svellando solo un albero ….. (F.G. Lorca) …O pioggia silenziosa, senza burrasca, senza vento, pioggia tranquilla e serena di campane e di dolce luce, pioggia buona e pacifica, vera pioggia quando amorosa e triste cadi sopra le cose… O pioggia francescana che porti in ogni goccia Anime di fonti chiare e di umili sorgenti. …O pioggia silenziosa che gli alberi amano E sei al piano dolcezza emozionante… (P.Neruda) Datemi il silenzio l’acqua la speranza Nel Cimitero Protestante di Roma, c'è una tomba senza nome, su di essa un epitaffio recita:“Qui giace uno il cui nome fu scritto sull'acqua” Quel qualcuno è in realtà uno dei più grandi poeti inglesi: John Keats. da “Marcovaldo – Dov’è più azzurro il fiume” di ITALO CALVINO “E’ quella la via”, si disse Marcovaldo. Ma il fiume lì in città, che raccoglieva spazzature scoli e fogne, gli ispirava una profonda ripugnanza. “Devo cercare un posto, - si disse – dove l’acqua sia davvero acqua, i pesci davvero pesci. Lì getterò la mia lenza”. Le giornate cominciavano ad allungarsi: col suo ciclomotore, dopo il lavoro Marcovaldo si spingeva a esplorare il fiume nel suo corso a monte della città, e i fiumicelli suoi affluenti. Lo interessavano soprattutto i tratti in cui l’acqua scorreva più discostata dalla strada asfaltata. … a un tratto, spostando certi rami, vide, a poche braccia sotto di sé, l’acqua silenziosa – era uno slargo del fiume, quasi un piccolo calmo bacino -,d’un colore azzurro che pareva un laghetto di montagna. da “Acque” in “Parnassius”, EMI, CD 1993 di FRANCESCO GUCCINI (…) E l’acqua passa e gira e colora e poi stinge, cos’è che mi respinge e m’attira; acqua come sudore, acqua fetida e chiara, amara senza gusto né colore. Ma l’acqua gira e passa… E mormora e urla, sussurra, ti parla e ti schianta, evapora in nuvole cupe rigonfie di nero e cade e rimbalza e si muta in persona e in pianta diventa di terra, di vento, di sangue e pensiero. Ma a volte vorresti mangiarla sentirtici dentro, un sasso che l’apre, che affonda e sparisce e non sente, vorresti scavarla, afferrarla, lo senti che è il centro di questo ingranaggio continuo, confuso e vivente. Acque del mondo intorno di pozzanghere e pianto di me che canto al limite del giorno, fra il buio e la paura del tempo e del destino freddo assassino della notte scura |