PERSONAGGI PER L’AMBIENTE: FARLEY MOWAT
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Nasce il 12 maggio 1921 a Belville, viene definito uno scrittore etologo e conservazionista. Affascinato dalla natura, a 13 anni fonda un bollettino, Nature Lore e scrive regolarmente sul Saskatoon Star-Phoenix. Utilizza i guadagni per cibare anatre ed oche che non erano riuscite a partire in tempo per il sud.

Va nell’Artico con lo zio. Fa il militare in guerra, partecipa all’invasione della Sicilia e diventa agente dell’Intelligence. Torna in Canada e studia biologia. Colpito dalle condizioni di vita degli Inuit, pubblica “People of the Deer”, con successo tale che il governo cambia la propria politica verso di loro.

Nei suoi più di 40 libri, espone la preoccupazione per le specie selvatiche in estinzione, viene tradotto in 52 lingue. La sua abilità di scrittura, le descrizioni dei desolati paesaggi, della vita dei nativi, delle acque, della strana bellezza del grande nord, hanno contribuito alla grande diffusione dei libri e delle tesi contenute.

Il libro più famoso è “Never Cry Wolf” nel quale un lupo racconta in prima persona la propria vita e descrive l’habitat. Spiega così: Abbiamo condannato il lupo non per quello che è, ma per quello che deliberatamente e erroneamente percepiamo che sia: l'incarnazione mitologica di un killer selvaggio e spietato.

Scrive anche “The Dog Who Wouldn’t Be”, per bambini, da “Walk well my brother” fu tratto un film, un pilota si schianta nei territori del nord, cammina nella tundra, aiutato da una donna Inuit che gli insegna le tecniche di sopravvivenza in quella terra. In Sea of Slaughter se la prende così tanto con la politica USA verso la caccia alle balene e la pesca senza regole, che gli negano il visto per entrare e presentare un libro (1985).

Scrive una biografia di Diane Fossey, che lui ammira molto. Muore nel 2014.
Folco de Polzer