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L' UMAREL 28 – RISPETTO [img1ce] Adesso voglio un po’ di rispetto. Tutti credono di poter parlare di noi, senza rispetto, ci prendono per il culo, come se fossimo dei rompiballe e basta. Invece noi siamo i pezzi fondamentali della catena di trasmissione culturale del “fare”. Andiamo lì, guardiamo solo per capire come lavorano ma se vediamo uno sbaglio, glielo diciamo, poi lo sanno, poveretti, non gli insegnano a guardare tutto il lavoro, cosa c’è sotto quello che vedono. Una volta ero lì che scarificavano l’asfalto per farlo nuovo e non alzarlo troppo, se non portano via quello vecchio, dopo dieci anni arriva alla tua porta e ti fa un gradino. Vedo che a lato, sul marciapiede, c’è un tubo metallico con una cassettina sopra, mi giro per dirgli di stare attento ma troppo tardi, aveva già tirato su l’asfalto e tutti i cavi del contatraffico. Un altro ufficio li aveva fatti installare una settimana prima e nessuno aveva avvisato, una cassettina chissà cos’è, chi se ne frega. Buttati via cinquemila Euro. L’anno scorso vedo che interrano dei tubi, la retina che stava sopra dava fastidio e uno la strappa e la butta via. Collegano, sbattono sopra la terra, schiacciano bene. Era la rete col filo di riconoscimento, puoi passare sopra col rilevatore magnetico e ti dice dov’è e cos’è. Niente retina e, al prossimo scavo, il tubo verrà strappato dallo scavatore. Avete mai visto quando uno scava, la benna va giù e porta via, va giù e porta via, finché non trova un tubo per l’acqua, lo scavatore era al cellulare coi problemi suoi, l’acqua è in pressione, fa una fontana che sembra quella di Como sul Lago. Come formiche impazzite corrono in giro a cercare la saracinesca, uno telefona in ufficio, uno entra in un negozio a chiedere, un altro si allontana per non bagnarsi, il più furbo appoggia sopra una lamiera e crea un nuovo Naviglio, l’altro gli bestemmia tutti i morti perché dovranno svuotare il fosso, tutti insultano tutti. Finalmente la fontana si calma e smette, venti condomini sono senz’acqua, arriva il padroncino della ditta di scavi che urla più di tutti, minaccia licenziamenti, di far pagare i danni, emette la sua quota di insulti, giusto perché è appena arrivato, ci guarda a noi come se fossimo i colpevoli, noi lo guardiamo fisso, vediamo se ha il coraggio di dirci qualcosa. Sono invidiosi, ecco, perché noi sappiamo le cose e loro non capiscono un cazzo. Folco de Polzer
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