Il caso-Abruzzo all'attenzione del secondo Forum Mondiale Alternativo
sull'Acqua di Ginevra
Oggi durante una conferenza stampa i rappresentanti del WWF e del
Forum Acqua dell'Abruzzo Social Forum hanno illustrato la partecipazione
abruzzese al secondo Forum Mondiale Alternativo sull'Acqua che si
terrà a Ginevra dal 17 al 20 marzo (FAME2005).
All'evento prenderanno parte i maggiori esponenti dei movimenti
che nel mondo si battono contro la privatizzazione dell'acqua e
contro l'enorme impatto ambientale causato da megadighe e captazioni.
Tra questi ricordiamo Medha Paktar, del Narmada Valley Movement
indiano, che si è battuta contro la realizzazione di un sistema
di centinaia di dighe e che è oggi uno degli esponenti di
maggiore spicco della società indiana, e Omar Fernandez,
della Coordinadora del Agua della Bolivia, dove i cittadini si sono
battuti con successo contro la privatizzazione degli acquedotti
che aveva causato la crescita esponenziale dei prezzi. Saranno presenti
rappresentanti di associazioni locali, movimenti e ONG da tantissimi
paesi di tutti i continenti, come, ad esempio: Cile, Argentina,
Honduras, India, Camerun, Burkina Faso, Niger, Nigeria, Palestina.
Israele, Kurdistan, Bosnia, Iraq, Siria, Nepal, Indonesia, Benin,
Spagna, Italia, Francia, Messico.
La delegazione abruzzese del WWF (che nell'occasione rappresenterà
anche il WWF Italia) e del Forum Acqua dell'Abruzzo Social Forum
sarà presente a Ginevra con diversi documenti sulla situazione
dell'acqua in Abruzzo per confrontarsi con centinaia di rappresentanti
di ONG e movimenti di tutto il mondo.
Dichiara Angela Di Giovannantonio del Forum Acqua "Il 2°
Forum alternativo mondiale dell'acqua ha come obiettivo quello di
sviluppare e promuovere le istituzioni e le politiche pubbliche
che permettano un accesso a tutti gli esseri umani all'acqua potabile
ed una gestione democratica, solidale e sostenibile dell'acqua.
La delegazione abruzzese vuole portare il proprio contributo alla
discussione, portando due documenti. Il primo approfondirà
i casi del terzo traforo del Gran Sasso e della vendita dell'acqua
alla Puglia attraverso la multinazionale Black and Veatch. Il secondo
è un'analisi condotta in questi ultimi giorni sugli Statuti
delle SPA abruzzesi che oggi gestiscono l'acqua. La tabella che
abbiamo preparato mostra chiaramente come gli Statuti delle aziende
aprono la strada alla possibilità di vendere, del tutto o
in parte, le azioni a privati. E' bene sottolineare che anche quando
viene previsto che il 51% delle azioni rimanga sotto controllo pubblico
di fatto i privati riescono a controllare la società.
Su questo aspetto chiediamo ai tre candidati alla Presidenza della
Regione cosa faranno, se eletti, per evitare la privatizzazione
del Servizio Idrico nella Regione."
Dichiara Augusto De Sanctis, del WWF "Da questo studio emerge
chiaramente come una tra le regioni europee più ricche di
acqua abbia di fatto scelto di privatizzare progressivamente le
aziende che gestiscono il servizio idrico integrato. Esiste il rischio
di porre sotto il controllo di privati un settore vitale per la
nostra vita anche se a parole i nostri amministratori continuano
a dirsi contrari alla sua privatizzazione. I privati, tra l'altro,
non garantiscono una gestione efficiente sotto il profilo ambientale
perché ovviamente non saranno interessati a ridurre il consumo
di acqua.
Tra pochi mesi, allo scadere delle proroghe concesse dalla legge,
bisognerà procedere alla vendita delle quote ai privati e
non sarà più possibile mantenere la gestione completamente
pubblica attraverso lo strumento dell'affidamento della gestione
del Servizio Idrico Integrato "in house" previsto dalla
legge. Questo tipo di gestione prevede che l'azienda rimanga sotto
pieno controllo degli Enti Locali e che svolga la sua attività
esclusivamente nell'Ente d'Ambito assegnato. Ovviamente, per poter
gestire "in house" il Servizio Idrico è necessario
che i 6 ATO abruzzesi deliberino in tal senso e che contestualmente
vengano adeguati attentamente gli Statuti delle aziende acquedottistiche.
L'unica Azienda che si era dichiarata pronta a trasformarsi "in
house", l'ACA (dichiarazione alla stampa del 2/6/2004), ad
oggi non ci risulta aver attuato alcuna trasformazione reale dello
Statuto. Finora la gestione pubblica è stata deludente ma
la mercificazione dell'acqua e l'ingresso dei privati non è
la soluzione al problema; un'ampia partecipazione democratica dei
cittadini alla gestione pubblica dell'acqua è la vera soluzione
necessaria per garantire una gestione efficiente del Servizio Idrico
Integrato".
Oltre alla problematica relativa alla privatizzazione del servizio
idrico integrato si porrà l'accento sulla necessità
di affrontare il governo delle acque attraverso l'approccio ecologico-geografico
di bacino idrografico e con la partecipazione pubblica, così
come intesa dall'art.14 della Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE,
come strumento fondamentale per favorire un governo pubblico, nel
pieno significato di pubblico interesse) delle acque (governo inteso
come pianificazione, gestione, monitoraggio ecc. secondo principi
ecologici, di solidarietà e di sostenibilità.
PUBBLICHE O PRIVATIZZATE? LA PREVISIONE DEGLI STATUTI DELLE 6
AZIENDE ACQUEDOTTISTICHE ABRUZZESI
Azienda |
Località |
Possibile quota dei privati |
ACA Spa |
Pescara |
* |
CAM Spa |
Avezzano |
49% |
GRAN SASSO ACQUE Spa |
L'Aquila |
100% |
RUZZO SERVIZI Spa |
Teramo |
49% |
SACA Spa |
Sulmona |
100% |
SASI Spa |
Lanciano |
100% |
* l'ACA ha inviato una nota il 14/02/2005 dichiarando che è
in corso la modifica statutaria per l'affidamento "in house"".
Questa trasformazione era stata annunciata (Il Centro, 02/06/2004)
otto mesi prima.
INFO: Augusto De Sanctis, 3683188739
Dichiarazione di intenti preparata dall'Ufficio dell'Associazione
Forum Alternativo Mondiale dell'Acqua, Ginevra, Maggio 2004
www.fame2005.org
LA PROBLEMATICA
L'attuale problematica mondiale dell'acqua, analizzata dai promotori
del Forum alternativo Mondiale dell'Acqua, si può riassumere
intorno a quattro grandi punti critici:
Secondo il rapporto 2003 delle Nazioni Unite sulle risorse
idriche, 1,1 miliardo di persone al mondo non ha accesso all'acqua
potabile, e 2,4 miliardi sono privi delle strutture igieniche elementari.
L'acqua, come risorsa fondamentale della vita umana, animale
e vegetale, è minacciata di distruzione e di deterioramento
dagli sprechi, dai prelevamenti eccessivi, dagli usi agricoli e
dalle produzioni industriali inquinanti.
Le normative dell'acqua non dispongono di regole mondiali:
oggi infatti l'acqua è considerata come una merce, ed i poteri
di controllo sull'acqua sfuggono sempre più alle possibilità
di gestione da parte delle comunità locali.
Le attuali problematiche dell'acqua esigono l'esame e la
valutazione di soluzioni di gestione già praticate nel mondo,
attraverso politiche sia pubbliche che private.
I promotori del Forum alternativo mondiale dell'acqua sono convinti
che, se niente sarà intrapreso per cambiare le istituzioni
e le politiche attuali nella proprietà dell'acqua, queste
non riusciranno a fare in modo che tutti gli esseri umani abbiano
accesso all'acqua potabile di qualità e in quantità
sufficienti, nonché non valorizzeranno le risorse idriche
del pianeta.
LE PRIORITÀ
Il Forum alternativo mondiale dell'acqua, convocato a Ginevra nel
2005, si iscrive nella continuità delle azioni condotte da
qualche tempo in tutti i continenti attraverso movimenti associativi
e organismi internazionali convinti che non esiste altra soluzione
ai problemi dell'acqua se non quella di mobilitarsi per cercare,
proporre, concretizzare delle istituzioni e delle politiche alternative.
Esso avrà come priorità la formulazione dei piani
d'azione concreti rispondenti ad orientamenti presi al primo Forum
tenutosi a Firenze nel Marzo del 2003, il quale ha riunito più
di 800 rappresentanti in due giorni e ha inoltre annunciato i quattro
principi fondatori di un servizio pubblico mondiale dell'acqua:
1. "L'accesso all'acqua in quantità e di qualità
sufficiente alla vita (40 litri al giorno per gli usi domestici)
deve essere riconosciuto come diritto costituzionale umano e sociale,
universale, indivisibile e imperscrittibile."
2. "L'acqua deve essere riconosciuta costituzionalmente come
un bene comune ( a tutti i livelli di organizzazione della società),
appartenente alla vita sul Pianeta ed all'umanità. Gli ecosistemi
devono essere considerati come dei beni comuni."
3. "Le collettività pubbliche (dal Comune allo Stato,
dalle Unioni continentali alla Comunità Mondiale) devono
assicurare il finanziamento degli investimenti necessari per assicurare
il diritto di accesso all'acqua potabile per tutti e l'uso sostenibile
dell'acqua come 'bene comune'."
4. "I cittadini devono partecipare, su base rappresentativa
e diretta, alla definizione e alla realizzazione di una politica
dell'acqua, a livello locale e a livello mondiale."
GLI OBIETTIVI
Tenuto conto delle sue priorità, il 2° Forum alternativo
mondiale dell'acqua si prefigge come principali obiettivi di:
Definire una strategia comune per la definizione, nel più
breve tempo possibile, di un Contratto Mondiale, Convenzione Internazionale
o qualsiasi strumento giuridico che eriga esplicitamente e formalmente
l'accesso all'acqua potabile allo status di diritto dell'uomo e
delle generazioni future, e di bene comune all'umanità tutta.
Perseguire e sviluppare le riflessione sui metodi concreti
di promozione delle forme di finanziamento sostenibili, da un lato,
e di democrazia partecipativa, dall'altro lato, nella gestione dell'acqua
a tutti i livelli di organizzazione politica locale, regionale,
nazionale e internazionale;
Stendere un bilancio di azioni, di collaborazioni e di esperienze
di gestione e di mobilitazioni condotte in questi ultimi anni nel
dominio nell'acqua, rafforzare le sinergie tra le associazioni e
i movimenti che cercano di realizzare i quattro principi fondanti
del Forum alternativo Mondiale dell'Acqua e coordinare le nuove
azioni su un piano regionale e internazionale.
Informare il grande pubblico sui pericoli legati alla gestione
dell'acqua e sensibilizzarlo sui problemi delle istituzioni e della
politica pubblica in materia di approvvigionamento e di gestione
dell'acqua.
GLI ORGANIZZATORI
L'organizzazione del 2° Forum Alternativo Mondiale dell'Acqua
è stata posta sotto la responsabilità congiunta di
un Comitato internazionale composto dai membri del Contratto mondiale
dell'acqua e della Coalizione mondiale contro la privatizzazione
dell'acqua e di un Comitato svizzero costituito in Associazione
e composto da rappresentanti delle ONG svizzere nonché da
persone impegnate a titolo individuale.
Il comitato internazionale, in collaborazione con il comitato svizzero,
definisce una linea politica e la strategia del Forum. Il comitato
svizzero coordina l'impegno delle ONG svizzere e di altri paesi
nella preparazione e nello svolgimento del Forum.
I PARTECIPANTI
Le associazioni e i movimenti del Nord e del Sud impegnati sui temi
dell'acqua