PRODUZIONE DI RIFIUTI IN LOMBARDIA
estratto da 'La gestione dei rifiuti urbani in Lombardia - dati 2002-2003', ARPA LOMBARDIA

L'incremento della produzione totale dei rifiuti urbani, dopo anni
in cui era mediamente del 3%, sta sensibilmente rallentando. La
sua crescita tra il 2001 e il 2002 è stata appena dell'1,5%,
per un totale di 4.682.553 tonnellate. Nel 2003 sono state prodotte
4.615.534 tonnellate e quindi si registra per la prima volta una
evidente diminuzione rispetto all'anno precedente, pari a 1,4%.
I dati del 2004 non sono ancora disponibili in quanto i comuni lombardi
stanno proprio in questi giorni compilando la scheda rifiuti relativa.
Se il dato premia sicuramente anche tutti gli sforzi che le amministrazioni
locali e gli organi di governo regionale stanno attuando da quasi
10 anni (era il 1995 quando scoppiarono le emergenze rifiuti in
Lombardia) e l'effetto di politiche e campagne di sensibilizzazione
che hanno sempre messo come primo obiettivo quello della prevenzione,
non va trascurato che proprio nell'ultimo biennio abbiamo assistito
a un netto rallentamento della crescita economica. In Lombardia
negli ultimi anni la crescita del PIL è stata pressoché
costante, ma nell'ultimo biennio è stata prima decisamente
ridotta per poi diminuire, parallelamente alla produzione pro-capite
dei rifiuti che, dopo anni di incrementi consistenti, ha invertito
decisamente rotta, diminuendo del 2,1%.
La raccolta differenziata continua a migliorare, sia in quantità
che in qualità, anche se con risultati non omogenei nelle
singole province. La Lombardia ha raggiunto quota 39% nel 2002 e
addirittura il 40,8% nel 2003 superando con anticipo l'obiettivo
del Decreto Ronchi (D.Lgs. 22/97) del 35% per il 2003, unica regione
insieme al Veneto.
Con riferimento ai dati nazionali (Rapporto rifiuti 2003 di APAT-ONR)
la Lombardia risulta la regione che produce più rifiuti urbani
(circa un sesto del totale nazionale), ma la produzione pro-capite
risulta sensibilmente inferiore sia al dato nazionale che a quello
delle regioni del nord (nel 2002, 508 kg/anno.abitante contro 522
e 532 rispettivamente).
La recente legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 finalizza concretamente
la gestione dei rifiuti al riciclo e recupero di materia ed energia:
al 2005 ogni Provincia dovrà raggiungere l'obiettivo di riciclaggio
e recupero di materia pari al 30% in peso dei rifiuti prodotti (urbani
e speciali), e del 40% di riciclaggio e recupero complessivo tra
materia ed energia. Al 2010 le percentuali sono elevate al 40% e
60% rispettivamente.

La restante parte (RU indifferenziati + frazione residuale) ha un
andamento oscillante.
L'andamento dei quantitativi pro-capite meglio evidenziano i risultati
raggiunti dalla Regione Lombardia soprattutto negli ultimi anni,
sia in termini di produzione totale che di quello relativo alle
raccolte differenziate: se sul lungo periodo il dato più
eclatante è quello dell'aumento della percentuale di raccolta
differenziata (dal 1995, +245% con un incremento medio di 18 kg/anno),
l'evidenza degli ultimi tre anni è stata quella della diminuzione
della produzione totale e ancor più di quella dei rifiuti
indifferenziati (-7,8%, pari a 8 kg in meno all'anno).
La diminuzione della produzione dei rifiuti urbani è anche
il frutto di scelte, sia regionali che locali, come l'introduzione
della tariffa sui rifiuti, il passaggio a modalità di raccolta
più spinte, le numerose campagne di comunicazione verso la
cittadinanza e di partecipazione alla "responsabilità
condivisa" nella gestione dei rifiuti, e la realizzazione di
impianti dedicati al recupero delle frazioni raccolte.

Il lavoro di comunicazione e divulgazione dei dati da parte degli
Osservatori Rifiuti della Lombardia inoltre sta assumendo grande
rilevanza per le amministrazioni locali perché si pone, oltre
che come raccolta dei dati sul territorio, anche e soprattutto come
occasione di confronto e incentivo verso il raggiungimento di migliori
risultati.

L'andamento della produzione tra le province lombarde è molto
diversificato. Milano e provincia contribuiscono da sole al 41%
della produzione totale di rifiuti in Lombardia, percentuale che
inoltre rispecchia il rapporto relativo alla popolazione residente,
mentre il pro-capite è in linea con la media regionale; al
secondo posto risulta la provincia di Brescia con una percentuale
del 14,5%, che ha anche il valore più alto del pro-capite,
insieme a Pavia e Mantova.

La Provincia di Sondrio produce il minor quantitativo di rifiuti
(ed ha anche la minor produzione pro-capite, pari a 409 e 418 kg/ab*anno
nel 2002 e 2003 rispettivamente, tra le più basse anche a
livello nazionale).

Ancor più marcate sono le diminuzioni dei rifiuti urbani
non differenziati (frazione residuale) destinati allo smaltimento:
in particolare si distinguono le province di Cremona, Lodi e Varese
che hanno raggiunto una forte diminuzione dei quantitativi di urbano
indifferenziato (Cremona 10,2% sul pro-capite nel 2002; Lodi 11,7%
e Varese 13,3% nel 2003).

Le motivazioni di una tale riduzione si possono ritrovare soprattutto
nell'introduzione della raccolta differenziata della frazione umida
in diversi comuni delle province. A Cremona inoltre il Piano Gestione
Rifiuti ha introdotto per i comuni una tariffa differenziata per
il conferimento agli impianti di smaltimento, nata per stimolare
una gestione dei rifiuti urbani che si ponga come obbiettivo prioritario
quello della riduzione dei rifiuti che sono avviati allo smaltimento,
raggiungibile appunto anche con l'introduzione della raccolta dell'umido:
dal 2000 infatti il numero di comuni interessati da questa raccolta
è incrementato da 27 a 94.

Le province di Bergamo, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Sondrio e
Varese hanno superato l'obiettivo del 35% di raccolta differenziata
già nel 2002. Como e Mantova lo hanno raggiunto nel 2003.
Brescia si è fermata al 32,9%, mentre Pavia, che si trova
al 23,3%, è addirittura sotto il precedente obiettivo del
25% per il 2001. Bergamo è stata l'unica provincia dove è
diminuita la percentuale di RD nel 2003.
In accordo con le disposizioni nazionali e regionali si registra
una diminuzione del conferimento diretto in discarica a favore della
termovalorizzazione che rappresenta lo smaltimento diretto preferito
per il 47% del totale dei rifiuti indifferenziati prodotti. Dal
1995 la Lombardia ha ridotto a un sesto i quantitativi di rifiuti
urbani avviati a discarica.
Il quadro generale per quanto riguarda l'incenerimento dei rifiuti
urbani in Lombardia si dimostra all'avanguardia rispetto al panorama
nazionale. Dei 46 impianti censiti in Italia (APAT/ONR 2003), 11
sono in Lombardia. Negli ultimi anni si è avviato un processo
di ammodernamento degli impianti sia attraverso la ristrutturazione
di quelli esistenti, sia attraverso la costruzione di nuovi impianti
ad alta tecnologia.

Barbara Bonori