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LA BOTTIGLIA DIVENTA UNO SCIVOLO Produzione di rifiuti, differenziazione, riciclaggio e utilizzo del prodotto ottenuto. Tutto nello stesso luogo. Per una loro piccola percentuale i rifiuti prodotti ricalcheranno il ciclo della natura, dove non esiste il concetto di rifiuto ma tutto si trasforma in una nuova risorsa per qualcun'altro. E così Correggio, comune di 20.000 abitanti in provincia di Reggio Emilia, ha portato all'interno del suo territorio la filiera della plastica proveniente dalla raccolta differenziata. Qui si fa la raccolta della plastica e grazie alla collaborazione dell'azienda ex municipalizzata AGAC questi quantitativi vengono portati alla ditta Fortec srl che li utilizza come materia prima per la fabbricazione di componenti per l'arredo urbano come panchine, barriere fonoassorbenti, cordoli stradali, giochi per parchi, etc che il comune di Correggio utilizzerà per arredare gli spazi pubblici della città. Questa operazione ha richiesto la collaborazione di diversi soggetti che a vario titolo potevano essere interessati a un investimento di spessore sia economico che socio-ambientale. In primis la Provincia di Reggio Emilia che ha voluto incentivare forme alternative di recupero dei rifiuti e ha sottoscritto un protocollo d'intesa con l'Università di Modena e Reggio, che ha reso possibile lo studio e la sperimentazione di un sistema di utilizzo di materiali polimerici da riciclo per l'ottenimento di nuovi prodotti per arredo urbano. Grazie al finanziamento di AGAC e alla collaborazione del Comune di Correggio e della ditta Fortec questo progetto ha potuto concretizzarsi con l'avvio della produzione. Gli spazi pubblici si presteranno per testare questi prodotti che se capaci di rispondere alle caratteristiche richieste daranno l'impulso allo sviluppo e alla ricerca di nuove applicazioni e naturalmente al mercato. Non solo si può ipotizzare una domanda da parte dei comuni limitrofi, ma anche da parte di privati cittadini. Notevole l'abbattimento dei costi e dell'inquinamento legati a questa filiera, a partire dai trasporti sia della materia prima all'impianto di produzione che dall'impianto alla distribuzione. La mobilitazione di tutti i soggetti coinvolti fa ben sperare all'inizio di una fruttuosa collaborazione alla ricerca di nuovi sistemi di recupero dei rifiuti, che a Correggio si sta trasformando nella specializzazione sulla frazione polimerica, ma c'è spazio per tutti coloro che vogliono investire sulla ricerca di nuove applicazioni su tutta la vasta gamma dei rifiuti urbani. Per ultimo, ma non per importanza, l'effetto sulla cittadinanza di una tale operazione, che se comunicata (!) e comunicata bene (!!!) può scatenare una reazione a catena, in cui più si raccoglie più si produce. Perché no, con fierezza. Questo per chi non crede ancora alla raccolta differenziata. Barbara Bonori
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