ONDA SU ONDA….

Il fatto che l'aria di una grande città sia sporca lo percepiamo
facilmente. E'anche intuitivo che se respiriamo aria inquinata, la nostra
salute ne risente.


Sin da piccolissimi ci insegnano a lavarci le mani prima di toccare degli
alimenti o delle parti del corpo. La motivazione è ovvia: lo sporco
è veicolo di elementi dannosi che possono entrare in contatto con
il nostro organismo.


Da pochi anni si sente parlare con sempre più insistenza di un
altro inquinamento, a volte definito elettrosmog. Smog sta ad indicare
la presenza di qualcosa che può farci male. Qualcosa che non si
vede e non si sente e si fa molta fatica a capire come agisce. E' un pericolo
invisibile ancora più strettamente legato allo stile di vita dei
paesi ricchi dell'ultimo decennio.


La parola elettrosmog è un termine generico utilizzato per indicare
la presenza di campi elettrici, campi magnetici e campi elettromagnetici.

Il campo elettrico descrive l'azione di una carica elettrica sullo
spazio circostante. L'estensione di un campo elettrico diminuisce proporzionalmente
al quadrato della distanza. Quindi la produzione di qualsiasi effetto
da parte di un campo elettrico dipende dalla distanza e dall'intensità
della sorgente. Le cariche elettriche all'interno del campo elettrico
determinano un moto ordinato che si manifesta come corrente elettrica.


Il campo magnetico è invece generato dalle correnti elettriche
e si manifesta come una forza che agisce su altre cariche in moto. Ad
esempio un corpo percorso da una corrente elettrica è una sorgente
di campo magnetico. I campi magnetici sono utilizzati per trasformare
l'energia elettrica in energia meccanica o viceversa.


Il campo elettromagnetico è prodotto dalla contestuale
presenza di campi elettrici e di campi magnetici tra loro connessi. Ha
origine dalle cariche elettriche e dal movimento stesso delle cariche.

L'oscillazione delle cariche elettriche produce campi elettrici e magnetici
che si propagano nello spazio sottoforma di onde.

L'oscillazione dei campi elettrici e magnetici è di tipo sinusoidale.
Ogni onda è definita dalla sua frequenza che è rappresentata
dal numero di oscillazioni compiute in un secondo e si misura in Hertz.
L'energia trasportata è direttamente proporzionale alla frequenza
dell'onda elettromagnetica.


Lo spettro elettromagnetico costituisce la totalità delle
onde elettromagnetiche.

La radiazione solare emette onde elettromagnetiche aventi lunghezza d'onda
che coprono l'intero spettro, anche se la maggior parte sono nel campo
del visibile.


Grafico


Immagine tratta dal sito on-line dell'Agenzia Regionale per la Protezione
dell'Ambiente del Veneto www.arpa.veneto.it




Le radiazioni elettromagnetiche possono essere distinte in due tipologie:
ionizzanti (aventi un'energia sufficiente a rompere i legami tra gli atomi
e a strappare loro elettroni) e non ionizzanti.

Le radiazioni ionizzanti comprendono la parte dello spettro che va dalla
luce ultravioletta ai raggi gamma (altissima frequenza).


Le radiazioni non ionizzanti sono quelle che occupano la porzione dello
spettro a più bassa frequenza fino alla luce visibile.

Quando si parla di inquinamento elettromagnetico ci si riferisce alle
radiazioni non ionizzanti con frequenza inferiore all'infrarosso.


Possiamo distinguere le radiazioni non ionizzanti in due gruppi: quelle
a bassa frequenza (ELF - Extremely low frequency) che inducono delle correnti
nei tessuti cellulari e quelle ad alta frequenza (radiofrequenza) che
provocano il surriscaldamento delle cellule.

Generano campi elettromagnetici ELF gli elettrodomestici in genere e gli
elettrodotti.

Sono invece fonti di campi elettromagnetici ad alta frequenza gli impianti
di telecomunicazioni (ripetitori radiotelevisivi, stazioni radio-base,
telefoni cellulari), i forni a microonde ecc..


Si tratta quindi di radiazioni diverse che hanno effetti diversi sugli
organismi biologici.

Gli effetti prodotti possono essere per facilità distinti in due
gruppi.


Effetti acuti (dovuti a periodi brevi di esposizione). La legge
stabilisce un valore limite di esposizione che dovrebbe essere sufficientemente
cautelativo per non incorrere in effetti negativi. Per quanto riguarda
i campi ELF, sono stati segnalati degli effetti acuti che determinano
disturbi della vista, del sistema nervoso e dei meccanismi cardiovascolari.
L'esposizione acuta alle alte frequenze può invece causare disturbi
della vista, del sistema nervoso, della fertilità e depressione
del sistema immunitario


Effetti cronici (dovuti ad esposizioni prolungate anche se lievi.
Aumenta la probabilità di sviluppare effetti negativi che
è proporzionale al tempo di esposizione). In questo caso non è
possibile determinare dei valori limite perché qualsiasi livello
di esposizione può determinare l'insorgenza di effetti negativi.
La possibilità che questi si verifichino è solo legata alla
maggiore probabilità che una ripetuta esposizione comporta. La
legge stabilisce pertanto dei livelli operativi di riferimento per
limitare l'insorgenza del danno. E' stato dimostrato che le radiazioni
ELF sono responsabili di un incremento significativo dei casi di leucemia
infantile tra i bambini esposti. L'esposizione prolungata alle alte frequenze
accentua la promozione di eventi cancerogeni al cervello.


Quelli elencati sono solo dei disturbi per i quali è stata scientificamente
accertata la connessione tra l'esposizione alle onde elettromagnetiche
e l'insorgenza di patologie. Molti altri effetti non citati devono essere
considerati con maggiore attenzione.


Come al solito ci sono fiumi di pareri tra loro contrastanti. Ci sono
fiumi di studi abbozzati, in corso o terminati ma con conclusioni che
hanno una valenza statistica facilmente opinabile. In questo campo trovano
facile gioco quelli che sostengono che l'elettrosmog non esiste, che è
solo il frutto di fanatismi che hanno come unico obiettivo quello di arrestare
il progresso tecnologico e lo sviluppo del mondo occidentale.


Noi riteniamo invece di essere in presenza di un fenomeno reale, che
non ha proporzioni catastrofiche ma verso il quale è necessario
prendere dei provvedimenti soprattutto attraverso un'adeguata pianificazione
e riqualificazione del territorio. Noi riteniamo che sia possibile concepire
uno sviluppo tecnologico che sia compatibile con una migliore qualità
della vita.


D'altra parte le stesse normative nazionali ed internazionali sembrano
essere sempre più attente all'esistenza del fenomeno. Anche se
restiamo perplessi quando vediamo abitazioni, campi giochi per bambini,
intere aree residenziali attraversate da linee elettriche aeree ad alta
tensione. Anche se restiamo perplessi del fatto che, nonostante il problema
sia oramai documentato, si continui a promuovere un utilizzo maniacale
del telefonino attivando di conseguenza un sempre più capillare
sistema di connessione tra le stazioni radio base e gli altri elementi
della rete radiomobile.


Michele Arcadipane