La campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Milano
comincia ad entrare nel vivo ed il Candidato del Centro Sinistra, Filippo
Penati si accinge a concludere la prima parte del suo "tour di
ascolto", che lo ha visto impegnato in una serie interminabile
di incontri con le varie realtà dell'associazionismo locale. Prima
che parta la sfida finale per la conquista di Palazzo Isimbardi abbiamo
pensato di lanciargli dalle pagine del nostro giornale una serie di domande,
o forse più propriamente, di sollecitazioni e di inviti alla discussione,
ai quali ci auguriamo voglia farci pervenire un suo commento.
Ci interessa, ovviamente, dal punto di vista in qualche modo "settoriale"
del nostro osservatorio, cercare di comprendere il progetto di fondo che
Penati intende promuovere, circa il ruolo della nuova Provincia
nell'ambito delle politiche ambientali e del territorio.
E' necessario tuttavia, partire con due premesse di fondo.
La prima considerazione è che l' Ente è oggi mortificato
e piegato dalle politiche inerti dell'attuale Amministrazione, al punto
tale che sarebbe per chiunque impresa ardua non riuscire a segnare un
punto di rottura, un'inversione di tendenza rispetto allo stallo presente.
Noi ovviamente ci attendiamo molto di più dal candidato di Centro
Sinistra, un vero e proprio "riposizionamento" del ruolo,
dell'azione di coordinamento dell'Amministrazione Provinciale. In tutti
gli ambiti di propria competenza, evidentemente, ma in particolar modo,
per quanto concerne i settori dell'ambiente, del territorio, della mobilità
e dei trasporti.
La seconda osservazione è che ci interessa qui, più che
una semplice enunciazione dei singoli provvedimenti che costituiscono
i punti del programma di Penati in qualche modo attinenti alle varie tematiche
ambientali (rifiuti, inquinamento atmosferico, traffico, tutela delle
acque etc.) comprendere se il candidato Presidente intenda farsi promotore
di un differente approccio alla materia. A nostro avviso i temi della
difesa dell' ambiente e dello sviluppo sostenibile devono integrarsi con
l'azione politica nel suo complesso, più che costituire l'ennesimo
settore di intervento avulso dagli altri e a sé stante.
Su questo tema specifico crediamo che vada segnato il maggior punto di
differenziazione rispetto all'azione dell'attuale giunta, legata alla
gestione burocratica delle politiche attuative in campo ambientale, assecondando
al più la logica delle emergenze.
Ma dal punto di vista strettamente operativo ci aspettiamo anche che,
qualora eletto, Penati voglia farsi promotore di un rilancio dell'attività
di coordinamento ed integrazione della Provincia con le Amministrazioni
Comunali da un lato, e dall'altro con la Regione.
La Provincia deve cioè tornare ad esercitare appieno il suo ruolo
di Ente di secondo livello, riannodando le fila spezzate del dialogo istituzionale
mortificato da una gestione attuale personalistica ed accentratrice, caratterizzata
da un tasso di litigiosità ed arroganza quasi patologico, dilaniata
da mortificanti dispute che hanno visto paradossalmente scontrarsi istituzioni
"politicamente omogenee" , come il Comune e la Provincia di
Milano.
Noi crediamo invece che debba essere rilanciata nel suo complesso l'attività
di coordinamento e di sostegno anche economico ai Comuni minori, quasi
prestando loro competenze e risorse non sempre disponibili diffusamente
sul territorio.
Le competenze, le capacità organizzative, finanziarie, manageriali
della Provincia di Milano dovranno porsi al servizio delle Amministrazioni
territoriali e locali, e segnatamente di quelle impossibilitate a promuovere
risorse significative in tutti i campi dell'azione di salvaguardia ambientale
e valorizzazione del territorio.
Questo dovrà avvenire sia che si vada a pianificare in tema di
rifiuti (aiutando per esempio le amministrazioni comunali nella realizzazione
di impianti di compostaggio), piuttosto che in ambito energetico (laddove
potrà essere interessante mettere a disposizione dei comuni e delle
multiutilities comunali incentivi per il co finanziamento di progetti
nel settore del risparmio energetico e delle energie rinnovabili), così
come per gli alti capitoli della voce "ambiente".
Un'innovazione quindi, prima che nei contenuti, metodologica, quanto
ci attendiamo da parte del Candidato Presidente. Che promuova simultaneamente
processi di co - decisione dal basso e di diffusione delle pratiche ambientalmente
sostenibili, sia orizzontalmente che verticalmente.
Il tutto va raccordato ovviamente con gli strumenti della democrazia
partecipativa che trovano nelle tematiche della salvaguardia ambientale
e della difesa del territorio, uno dei terreni di applicazione più
fecondi ed interessanti (anche attraverso l'introduzione di metodologie
sperimentali ed innovative, come il Bilancio Ambientale). Un ambito nel
quale la Provincia di Milano deve recuperare i ritardi accumulati negli
ultimi anni, allineandosi alle esperienze positive già sperimentate
a Torino, Roma, Napoli, per citare le principali realtà metropolitane
italiane.
Su questo ci sentiamo di chiedere a Penati un impegno molto forte, perché
i temi dell'ambiente non siano un semplice slogan retorico, un'appendice,
un vuoto corollario al resto del programma, perché si segni un
elemento di profonda discontinuità con le politiche attuali della
Provincia di Milano, perché non ci basta la gestione delle emergenze
e delle quotidianità.
Da Penati che così efficacemente ha gestito la difficile transizione
di una realtà industriale in declino quando, da Sindaco di Sesto
San Giovanni ne ha promosso la rinascita a città dell'innovazione
tecnologica, ci attendiamo molto più che una semplice politica
dell'ordinario.
L'ambiente è il territorio dell'innovazione, di un nuovo concetto
di modernità sostenibile, di cui vorremmo la Provincia di Milano,
la nuova Provincia, riuscisse ad essere promotore e diffusore.
Ci aspettiamo una risposta ed un impegno preciso.