CAMBIAMENTI CLIMATICI: QUEL CHE POSSIAMO FARE &quo

E almeno questa l'abbiamo vinta!. Una società civile unita
con le forze politiche, sociali ed economiche locali ha fatto capire che
il tempo delle imposizioni è finito ed il problema delle scorie
nucleari residue, provenienti dal passato, è problema nazionale
da affrontare e risolvere con e non contro le Regioni e le popolazioni.


Chi sa se il Ministro Giovanardi è stato pervaso da rossore, viste
le sue recenti affermazioni sul nucleare (" per me si potrebbe ricominciare
anche subito").


Ora è davanti agli occhi di tutti che il nucleare, anche come
fonte di produzione energetica ad usi civili, è una scelta sbagliata
per motivi etici, di sicurezza e politico-economici, vista la difficile
e costosa gestione delle scorie esauste.


Ma questo è per il mondo, l'Italia e Milano in particolare,
il mese del COP9 ovvero di una scadenza i cui esiti saranno determinanti
per il futuro del clima.


Noi parteciperemo e daremo il nostro contributo all'evento quali aderenti
al coordinamento COP9ITALIA.


Le attese sono tante, una per tutte, la posizione della Russia, perché
la annunciata e ma i formalizzata adesione agli accordi di Kyoto (sia
pur riveduti e corretti) da parte delle Russia, è un passaggio
decisivo per capire se i cambiamenti climatici saranno fronteggiati e
mitigati o alle popolazioni colpite dai loro effetti negativi, altro non
resta che subire.


Comunque vada restano per l'Europa ed in essa per l'Italia, gli impegni
assunti a Kyoto ovvero la ridurre del 5/6 % le emissioni globali nel 2008-2012
rispetto ai livelli del 1990.


Oltre a "marcare stretto" il Governo perché assuma decisioni
dirette o con effetti incentivati verso tale obiettivo non si possono
e non si devono assolvere dalle loro responsabilità gli Enti locali
ed i comportamenti dei singoli cittadini.


Nel primo caso è opportuno ricordare che possiedono patrimoni
immobiliari da riscaldare, illuminare, manutenere, che gestiscono direttamente
od indirettamente i sistemi di mobilità locale, che possono orientare,
favorendoli ed incentivandoli comportamenti virtuosi dei cittadini: quindi
ad essi sta la responsabilità di conseguire, nel proprio territorio,
i risultati previsti dall'accordo di Kyoto, "a prescindere"
da quanto vorrà o saprà fare il governo centrale.




Lo stesso vale per noi cittadini del nostro Comune, Provincia, Regione
che con le scelte di gestori della nostra casa e della nostra mobilità,
di consumatori, insomma con il nostro stile di vita possiamo in misura
significativa aiutare a conseguire i risultati previsti dall'accordo di
Kyoto, "a prescindere" da quanto vorrà o sapranno fare
i nostri amministratori.


Grande ed importante il ruolo delle associazioni ambientaliste, sia nei
confronti delle Amministrazioni e delle Forze politiche locali per quanto
attiene la assunzione di comportamenti ed iniziative che si muovano nella
direzione giusta, sia nei confronti dei cittadini per proporre e promuove
stili di vita di maggiore qualità ambientale.


Sergio Saladini