L'A. B. C. DELL'AMBIENTALISTA
A come ambiente.
Nei giorni scorsi la Regione Lombardia ha reso pubblici i risultati di
una indagine realizzata dall' ISPO ( Istituto per gli Studi per la Pubblica
Opinione) su un campione di 3013 famiglie rappresentative della popolazione
residente nella Regione.
L'indagine aveva come obiettivo la percezione, da parte dei cittadini,
della Istituzione Regionale e della attività svolta in termini
di servizi, ecc.
Agli intervistati è stato altresì richiesto di esprimere
un giudizio sull'operato della Regione negli ultimi mesi e di indicare
quali interventi reputavano prioritari.
Tra i settori che più sono stati positivamente valutati vi è
"la cultura e lo spettacolo", "l'ambiente e l'ecologia",
"il turismo", mentre tra quelli peggio valutati "l'integrazione
degli extracomunitari", i "trasporti e la viabilità",
"la sicurezza e l'ordine pubblico".
Se poi si passa ad osservare gli interventi che i cittadini intervistati
ritengono più urgenti ecco che turismo e cultura crollano agli
ultimi posti, nella gerarchia dei bisogni espressi, mentre sanità,
ambiente, sicurezza e trasporti sono gli ambiti sui quali più si
chiede che l'Istituzione Regionale intervenga di più e con urgenza.
Osservando anche la risposta ad altri quesiti appare che, per quanto
riguarda l'ambiente, il giudizio espresso è quello che l' istituzione
lavora positivamente, con maggior impegno del quinquennio precedente,
ma che bisogna fare di più, mentre giudizi negativi, anche in confronto
alla situazione preesistente sono espressi, in tema di trasporti e viabilità.
Come sempre l'opinione pubblica è più avanti dei propri
governanti: centinaia di milioni di lire sono stati spesi per una campagna
elettorale basata sulla paura per il fenomeno della immigrazione, la privatizzazione
dei servizi sanitari ed educativi, la devoluzione da Roma e poi i cittadini
chiedono, prima di tutto, migliori servizi sanitari, migliore ambiente
e poi, più sicurezza.
B come bicicletta.
In questo numero della rivista troverete parecchi articoli che parlano
di bicicletta, intesa come mezzo da usare nel tempo libero ed anche in
questo caso non pare che ne sia facilitato l'uso e soprattutto il trasporto
a mezzo treno.
Ospitiamo infatti alcune foto, scattate a Pasqua sulla linea Milano-Venezia
che ci testimoniano le carenze di strutture adatte al trasporto, solo
simbolico, di biciclette: quando si superano le otto/dieci per carrozza
il trasporto diventa possibile solo a costo di diminuire la sicurezza
nelle piattaforme e nei corridoi.
Quel che ci pare interessante segnalare è che la attenzione degli
esperti si sta spostando alla bicicletta intesa anche come mezzo di trasporto
urbano, alternativo all'auto ed al motorino e che, per tanto, può
e deve essere favorito e facilitato, come è il caso di Berlino,
che ha saputo cogliere la straordinaria opportunità di "rifondazione"
della città conseguente alla caduta del muro che divideva due nazioni,
due culture, due modi intendere la vita e la civiltà urbana.
A quando la caduta del "muro" anche nelle nostre città?
A quando la costruzione di città a misura della mobilità
sostenibile con meno macchine private, più mezzi pubblici, più
biciclette?
C come Cina, ma anche come Città per l'uomo.
Abbiamo già ospitato articoli che ci hanno parlato della Cina
e di come la scelta compiuta dal Governo Cinese dal 1994 di favorire un
sistema di trasporti basato sulla automobile è, in prospettiva,
alternativa a quella di sfamare la popolazione.
Per costruire le strade ed i parcheggi che necessiteranno le autorità
cinesi dovrebbero asfaltare 16 milioni di ettari di terra ovvero la metà
circa della superficie che attualmente ospita coltivazioni di riso destinate
a sfamare gli 1,3 miliardi di abitanti: riso o automobili ? questo era
il quesito, non tanto paradossale, che ci ponevamo.
Anche in quel lontano paese sta, per fortuna, nascendo "un pensiero
diverso" che cerca di opporsi alla adozione acritica di modelli occidentali
ed anche un gruppo di autorevoli membri della Accademia cinese delle Scienze
sta elaborando proposte finalizzate ad evitare di riproporre esiti a noi
già noti quali la dipendenza dall'importazione del petrolio, l'inquinamento
atmosferico e la congestione del traffico.
Queste iniziative si saldano oggettivamente con le proposte e le esperienze
che si vanno diffondendo in tutto il mondo occidentale, finalizzate a
rivedere la progettazione di città dedicate alle auto, dai costi
economici, sanitari e psicologici non più sostenibili, in città
per l'uomo: ciò sta avvenendo in tante città degli USA,
in Brasile, a Singapore, in Olanda, in Norvegia, in Irlanda, in Austria,
ecc. la quota di spostamenti casa-lavoro attraverso veicoli privati sta
calando a favore del trasporto pubblico e della bicicletta: spiace dire
che in Italia tale movimento di idee e progettualità è quasi
assente, nonostante la gran parte delle città metropolitane sia
governata dal Centro Sinistra!
Su questi temi troppo si è rincorso il pensiero di destra ed una
malintesa idea di mobilità che oggi è divenuta, per lo più,
immobilità.