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GENNAIO 2002: PENELOPE, IL PENSIERO DEBOLE E QUALC L'ambiente conta poco nelle politiche nazionali ed internazionali, come dimostrato -anche di recente- dai risultati dei grandi incontri mondiali , ove se ne è discusso raggiungendo compromessi che se da un punto di vista diplomatico sono stati, dai più, considerati un successo, in maniera altrettanto evidente hanno portato e porteranno nell'immediato futuro a ben pochi risultati concreti capaci di contrastare i processi di impoverimento e distruzione del patrimonio di natura ed ambiente dell'umanità. Penelope - almeno- scuciva di notte quanto cuciva di giorno e la tela restava sempre allo stesso punto; per dirla in altre parole, le azioni attivate sono corrette, ma la velocità e l'incidenza del consumo e della distruzione delle risorse, sono maggiori e, soprattutto, le priorità sono sempre altre. Terrorismo e guerre hanno modificato l'agenda della politica e della economia mondiale e le mutazioni climatiche conseguenti all'effetto serra hanno esasperato i ritmi della natura e provocano quelli che il Worldwatch Institute chiama "disastri innaturali", ultimi in ordine di tempo il ghiaccio che attanaglia l'Europa ed il fuoco che brucia la vegetazione e gli animali d'Australia. Questa marginalità della politica ambientale è riconoscibile a tutti i livelli - mondiale, nazionale, locale e non è certo su questi temi che si è svolto il confronto, in Italia, alle recenti elezioni politiche, regionali e nei comuni : quello ambientalista è divenuto un pensiero debole.
Pensiero debole, ma pur sempre pensiero ed azione politica soprattutto e così in un periodo così nero l'opposizione e per essa il senatore ds Fausto Giovanelli, può essere soddisfatta che la sua immediata denuncia abbia bloccato un emendamento che di fatto decretava il condono edilizio per tutte le costruzioni abusive realizzate su terreni demaniali, emendamento proposto da alcuni parlamentari siciliani del CCD-CDU. Restiamo in attesa che all'ordine del giorno con cui il parlamento si è impegnato a modificare tale provvedimento seguano atti normativi d'urgenza al fine di evitare che l'art. 71 possa avere alcun effetto. * * * In mezzo a tanti atti molesti e contrari all'ambiente, compiuti da questo governo, un regalo alle città ed ai cittadini italiani sembra averlo fatto il Ministro dell'Ambiente che nei giorni scorsi ha preannunciato una iniziativa di intesa con il Ministero delle Telecomunicazioni, con quello dei Beni Culturali, ma anche con le amministrazioni locali, finalizzata alla sostituzione di antenne e parabole dai tetti e dai balconi, con antenne centralizzate condominiali. Si tratterebbe di un intervento normativo accompagnato da incentivi per la "rottamazione"; Alessandra Arachi in un documentato articolo sul Corriere della Sera del 30 dicembre, stima che le antenne televisive che "devastano i tetti dei palazzi nelle città italiane" sono oltre 35 milioni ed oltre tre milioni le paraboliche per la ricezione dei satelliti. Sergio Saladini
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