A GENOVA

La violenza delle cariche contro manifestanti inermi, le spedizioni punitive di alcune frange di uomini in divisa, l'odio distruttore del black bloc, l'ambiguo ruolo svolto da alcuni membri di questo governo, la perdita di prestigio internazionale: di questo si parla e si deve parlare alla ricerca di verità e giustizia.


Ci pare però che il dato politico più importante sia che duecentomila e più, giovani e non, con riferimenti culturali ed ideali diversi sono convenuti per testimoniare una presenza antagonista alla arroganza di un sistema economico ingiusto nei confronti dei popoli più poveri ed alla incapacità di un sistema politico che non riesce a governare e correggere i nuovi processi e nemmeno a rappresentare le nuove sensibilità che su questi argomenti si stanno formando.


Dalle elaborazioni che hanno preceduto questo appuntamento sono stati individuati con chiarezza conflitti socio-economico-ambientali trasversali a tutto il mondo sviluppato e non, intorno ai quali una nuova generazione sta formando proprie opinioni, definendo legami tra agire economico nell'uso delle risorse finanziarie ,tecnologiche, ambientali e conseguenze sulla qualità del vivere.


Egualmente, per le generazioni precedenti, vi è l'opportunità e forse la necessità, di reinquadrare i processi economici e sociali nei quali sono attori.


La critica al capitalismo si deve aggiornare se vuole essere incidente e recuperare le speranze e le idealità che hanno accompagnato l'educazione politica di tante precedenti generazioni.


L'ambiente in questo contesto non è un valore aggiunto dei processi socioeconomici, ma la risorsa strategica attraverso la cui gestione si stanno ridefinendo a livello mondiale poteri, ruoli, libertà.


Qualcuno a livello internazionale ed anche nel nostro paese crede vi siano ancora "margini di liberismo" da attivare per una crescita puramente quantitativa, senza sviluppo, spostando alle generazioni future l'onere di fare i conti con la sostenibilità ambientale di vecchi e nuovi processi di produzione di beni e servizi.


A noi, ambientalisti, il compito di continuare nel nostro percorso politico che negli anni scorsi è stato spesso elitario e quasi sempre minoritario, ma che oggi ha la possibilità di divenire di massa, di coinvolgere l'intera sinistra e di stendersi a tutte le presenze democratiche della nostra società.

Ignazio Ravasi