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CARO ENERGIA: LA RISPOSTA VIENE DAL LEGNO
La risposta alla bolla dell'energia e dei combustibili di origine fossile, successiva alla guerra in Iran e in Ucraina, si chiama legno. Toglierci dalla dipendenza di gas e petrolio è possibile, almeno per tutto il comparto del riscaldamento, dell'energia termica. Scaldarsi con il legno dei boschi pianificati, gestiti, certificati FSC e PEFC, è possibile e Uncem dice da vent'anni che la prima rinnovabile d'italia, insieme all'idroelettrico, viene dalle foreste. Con 10mila posti potenziali. Filiere bosco-legno-energia che sono determinanti per il Paese-forestale-Italia, che grazie alla legge forestale e alla Strategia forestale nazionale può dare valore a 12 milioni di ettari di foreste. Il legno cippato e il pellet per impianti grandi e piccoli per produrre energia termica sono prodotti "in cascata" successivi a lavorazioni di materiale per paleria, case, carpenteria. Ma la filiera energetica, fatta bene come già in tanti Comuni di Alpi e Appennini, diventa modo per smarcarsi dalla dipendenza di fossili dall'estero, come precisa da anni AIEL. Abbiamo l'urgenza di investire sul sistema forestale, potenziando imprese di esbosco, prima e seconda lavorazione, sbloccando il Conto termico 3.0 per gli impianti, che vedono in Italia costruttori primi al mondo, per tecnologia e design. Abbiamo urgenza - e Uncem lo dice da due decenni - di agevolazioni per cambiare il parco macchine domestiche e dei Comuni: se gli impianti sono obsoleti, si possono sostituire con altri molto più efficienti, che fanno risparmiare materiale combustibile. "Il legno via per indipendenza e forse sovranità energetica - possiamo affermare - Vale la pena di investire sulla filiera, a vantaggio dei cittadini, delle intere comunità. Percorsi che fanno bene al sistema forestale, ma soprattutto all'Italia, Paese-forestale che sta imparando a esserlo". Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Fonte: UNCEM - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
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