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L'ENERGIA NUCLEARE E LE RINNOVABILI: LE VERITA' NASCOSTE 1E’ opinione diffusa, soprattutto tra i fautori del ritorno all’energia nucleare, che la de-carbonizzazione della produzione di energia elettrica passi attraverso un opportuno mix di produzione ripartito tra un 20-30% di elettricità da nucleare e il resto da fonti rinnovabili.Ma questa impostazione è assolutamente fuorviante. Bruno Burger, ricercatore senior del Fraunhofer Institute, sostiene che “l’energia nucleare e le rinnovabili non vanno d’accordo” (1). A sostegno della sua tesi cita il caso francese, dove il mix elettrico è dominato dal nucleare. In Francia “l’energia solare viene ridotta quasi quotidianamente perché la maggior parte delle centrali nucleari sono troppo lente ad adeguarsi e non riescono a ridurre sufficientemente la loro produzione”. Il risultato di tale dinamica è che sempre più spesso i prezzi dell’elettricità scendono sotto zero. In altre parole, i produttori devono pagare per poter immettere la propria energia in rete. 2Il tema dell’approvvigionamento dell’uranio è un’altra verità nascosta. Secondo Gail Tverberg (2) non c’è abbastanza uranio a costi ragionevoli per alimentare centinaia se non migliaia di piccoli reattori modulari (SMR) nei quali si prevede di utilizzare combustibile arricchito (U 235) dal 5% al 20%. L’Uranio arricchito può provenire dalla Russia, che ne è il maggiore produttore mondiale, o dal cosiddetto “down-blending” (riduzione) delle bombe atomiche in dismissione.Per molti anni, gli Stati Uniti sono stati in grado di “ridurre” (down-blend) le testate nucleari, sia acquistate dalla Russia, che dalle proprie forniture, per aggirare la carenza di uranio. Non è un caso che nel sanzionare la Russia per l’invasione dell’Ucraina, ci si sia “dimenticati” di sanzionare l’importazione di Uranio russo, che copre il 50% del fabbisogno americano e francese. Per contro il prezzo dell’uranio, dal 2015 al 2025 è aumentato del 200%. Secondo Gail Tverberg, a meno che non si verifichino reali progressi nel riciclaggio dei combustibili esauriti o nell'estrazione dell'uranio, la produzione di energia elettrica mediante l'energia nucleare potrebbe gradualmente scomparire in molte parti del mondo che attualmente la utilizzano. 3Un’ulteriore verità nascosta riguarda il costo dei reattori nucleari e conseguentemente il prezzo dell’energia che sarà prodotta. La storia insegna che i costi dei reattori con tecnologia matura sono lievitati di 3-4 volte rispetto ai costi preventivati; così pure i tempi di realizzazione. Quindi anche i costi dell’energia lieviterà. Enel ha posto un obiettivo di 70-110 €/MWh per i Piccoli Reattori Modulari (SMR); ma per il progetto di SMR di NuScale in Idaho (poi abortito) era stato accertato un prezzo di oltre 180 $/MWh, contro i 25 Dollari/MWh per l’eolico terrestre e il fotovoltaico.Ma il Ministro Picchetto non demorde; vuole il ritorno all’atomo per “aumentare la competitività nazionale e contenere i costi dell’energia” (3). Ma come rendere competitiva l’energia nucleare? Semplice: ostacolando le fonti rinnovabili e limitandone la diffusione; così i prezzi dell’elettricità aumentano. Su questo obiettivo ha già molti alleati. Molte Regioni infatti stanno ponendo forti vincoli all’installazione di pale eoliche e di impianti PV utility scale; non ultima la Governatrice della Regione Sardegna che ha fatto dichiarare non idoneo all’istallazione di impianti per energia rinnovabile il 99% del territorio sardo. (1) www.qualenergia.it/pro/articoli-pro/mix-sbagliato-nucleare-solare-mandano-tilt-reti-europee/ (2) ourfiniteworld.com/2024/11/11/nuclear-electricity-generation-has-hidden-problems-dont-expect-advanced-modular-units-to-solve-them/ (3) www.qualenergia.it/articoli/nucleare-pichetto-quando-conosceremo-i-costi-valuteremo-gli-incentivi/ Sergio Zabot
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