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STELLANTIS E SUSTAINERA. Tutti i giornali ed i telegiornali si sono occupati delle “cosiddette” dimissioni del manager di Stellantis Carlo Tavares, ma soprattutto della buonauscita che secondo alcune voci di stampa, smentite però dagli interessati, ammonterebbe a 100 milioni di euro. La realtà è che si tratta di “dimissioni indotte” ovvero di un licenziamento, a peso d’oro, ma sempre resta tale. Non è così per i lavoratori di Stellantis che saranno condannati alla disoccupazione e nel migliore dei casi a rapporti precari. Ancora peggio per le aziende dell’indotto (5.500 imprese e 270 mila lavoratori). La prima a saltare è stata la Trasnova, (97 lavoratori, 300 a Teknoservice, Logitech,Csa) dove gli operai avevano ricevuto le lettere di licenziamento, poi Stellantis ha deciso di rinnovare la commessa di un anno per l’intero indotto, ovvero 400 lavoratori: cambio di strategia? Premesse per un accordo quadro con il Governo italiano? Staremo a vedere. Le cause delle dimissioni di Tavares sono da ricercare nelle crescenti tensioni con il consiglio di amministrazione a causa dei mancati risultati , degli obiettivi per il futuro ritenuti irrealistici ed anche per i suoi rapporti conflittuali con fornitori, concessionari e sindacati. A Termoli 400 lavoratori in cassa integrazione (CIG). Doveva essere il fiore all’occhiello, con la riconversione alla produzione di batterie elettriche. Ma la Gigafactory è per ora solo una promessa. Lo stabilimento Stellantis di Cassino nel 2017 contava 4.500 dipendenti; oggi sono 2.700. E vanno avanti con CIG e contratti di solidarietà. E a pensare che secondo l’inchiesta di Milena Gabanelli il 40% degli investimenti Fiat sono stati finanziati dallo Stato italiano. Dal 2016 a oggi, prima a Fca e poi a Stellantis, i governi hanno concesso 100 milioni in incentivi. Inoltre tra 1991 e 2020 lo Stato ha destinato 3,5 miliardi per costruire l’impianto di Melfi e per l’indotto. Nel 2021, alla nascita di Stellantis, i dipendenti erano 6.800, oggi 5.300. La situazione è in movimento ,l’incontro con il governo è previsto per il 17 dicembre, ma vista la cadenza mensile dell’Officinadellambiente, i nostri scritti rischiano di essere preceduti dagli avvenimenti, per tanto restiamo anche noi in attesa degli eventi. Unico esempio, per ora, positivo è Sustainerra, a Mirafiori, hub di Economia circolare, azienda che ridà vita alle vetture esauste e recupera le materie prime. 350 lavoratori impiegati nelle sue quattro aree e altri 500 addetti alla revisione e recupero dei cambi ibridi presso la eDct. Ne ha recentemente parlato anche il Corriere, in occasione del primo anno di vita, quando si sono festeggiati i primi 10.000 motori e cambi revisionati, L’impianto eDct produce circa 600 mila cambi e trasmissioni ibride per il gruppo Stellantis. Poiché la richiesta è in aumento e si stima che preso la produzione aumenterà a 800 mila pezzi. E’ questa una opportunità anche per ricollocare, almeno una parte, degli esuberi degli stabilimenti Stellantis di produzione auto, visto che ad oggi ne sono già stati ricollocati 400. https://youtu.be/GcJ5225-X0s [youtube1] Alla base di questa azienda i principi dell’Economia Circolare, implementati attraverso la strategia delle 4R: Reman (Rigenerazione), Repair (Riparazione), Reuse (Riuso) e Recycle (Riciclo), per prolungare la vita utile dei prodotti e ridurre l’utilizzo di risorse naturali, reinserendo scarti e materiali nel ciclo di produzione. L’azienda calcola che il risparmio di materie prime sia pari al 80% con vantaggio per i clienti che a parità di prestazioni godono di un rapporto favorevole tra qualità e prezzo. Vantaggi anche per le officine potendo avere pezzi del tutto compatibili con gli originali, batterie incluse: rigenerazione e sostituzione delle parti usurate ,componenti elettronici completamente rinnovati. Una luce di speranza per l’ambiente, per gli automobilisti e per chi opera nel settore. Fonti: youtube, Il fatto quotidiano, Corriere della Sera, sustainera.com Sergio Saladini
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