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PERSONAGGI PER L’AMBIENTE: MARIA DE SOCORRO SILVA [img1ce] Vive nello stato del Parà, nord del Brasile. Dice “io sono un quilombo” parola che definisce il luogo nel quale si raccoglievano gli schiavi fuggiti a formare una comunità. Discende da schiavi ed è nipote di indios, è la personificazione della foresta. Trasuda orgoglio, la schiavitù è stata ufficialmente eliminata in Brasile nel 1888. A margine va detto che a Salvador de Bahia i non bianchi sono il 75% della popolazione ma non c’è mai stato un sindaco nero, fa capire che la schiavitù non è ancora realmente terminata. Queste comunità sono 2.962 con circa 16 milioni di persone. Maria de Socorro conosce i bianchi a 13 anni ed ottiene scarpe, dei vestiti, stupri, un bambino finito come feto in realtà, e la coscienza della distruzione delle persone e della foresta. Silva combatte da anni contro industrie come la raffineria di bauxite Hydro Alunorte dei norvegesi, a Barcarena, la miniera di Albras, i politici, la deforestazione. È presidente della Assciation of Caboclos, Indigenas e Quilombas da Amazonia, anche Cainquiama, organizza proteste e cause in tribunale contro Hydro Alunorte. Questa naturalmente dice di rispettare tutte le leggi ma le piogge hanno fatto tracimare una enorme vasca di decantazione costruita abusivamente in area protetta, causando inquinamento da solfati e piombo, alluminio, arsenico, mercurio nel fiume Murucupi. La popolazione prende acqua dal fiume quindi dolori di stomaco e diarree. La società ha dovuto ridurre la produzione del 50% e pagherà 250 milioni di dollari di danni. Il prodotto è l’allumina, che è impermeabilizzante di tessuti, ottimo dielettrico, serve nella ceramica e nei laterizi. Maria de Socorro continua la lotta accompagnata da un cancro come altre sette persone della sua famiglia, ma non demorde. Folco de Polzer
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