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BATTAGLIA DI RETROGUARDIA NELLA MAGGIORANZA DI GOVERNO La maggioranza parlamentare ha recentemente approvato alla Camera, con 167 favorevoli e 123 contrari, una durissima mozione (vedi allegato) contro la nuova direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici, la EPBD. Per i firmatari, praticamente quasi tutti leghisti, la direttiva europea è un chiaro attacco all’economia e al patrimonio edilizio italiano e, pertanto deve essere oggetto della più dura opposizione. Secondo i firmatari, “risulta evidente che, differentemente dai Paesi nordici, ove gli immobili sono quasi tutti di recente costruzione, l'Italia ha alle sue spalle una lunga storia edilizia che non può essere di colpo adeguata a standard moderni imposti dalle pressanti richieste di ambientalismo ideologico.” Balla colossale: basta guardare il grafico seguente per rendersi conto della panzana che ci vogliono rifilare: [img1ce] Se vogliamo andare più in dettaglio è possibile consultare un’infografica ben fatta pubblicata da ilsole24ore al seguente indirizzo: www.infodata.ilsole24ore.com/2021/02/04/scopri-quanto-e-vecchio-il-patrimonio-residenziale-europeo/ Più avanti si legge che “l'Italia è un Paese che si compone di un'intricata rete di borghi, comuni e piccole frazioni arricchite da immobili storici e secolari. Molti di questi sono adibiti ad abitazione principale oppure sono sede di istituzioni ed enti. Pare evidente, quindi, che la direttiva proposta risulterebbe di impossibile applicazione sul territorio nazionale;” Probabilmente gli estensori della mozione non si sono mai mossi dalla Padania e non hanno mai viaggiato in Austria, in Germania, in Francia, né tantomeno in Belgio, Spagna e in tutti quei paesi europei dove borghi medioevali arricchiti da immobili storici e secolari abbondano e fanno parte del tessuto urbanistico contemporaneo. Forse dovremmo mandare loro qualche cartolina illustrativa o suggerire loro di concedersi una vacanza studio in giro per l’Europa. Secondo la mozione poi, le abitazioni contribuiscono per appena l’1% delle emissioni di CO2 a livello mondiale. Peccato che il report 2021 della IEA (International Energy Agency) attribuisca agli edifici, a livello mondiale, il 30% dei consumi energetici e il 27% delle emissioni totali. In Europa gli edifici sono il primo settore per i consumi finali di energia, circa il 45%, e il secondo settore per emissioni di gas a effetto serra (116 milioni di tCO2 equivalente). La mozione si scaglia poi contro le Pompe di Calore alimentate da fonti rinnovabili, colpevoli di voler sostituire le Caldaie a Gas, impiegate dall’80% delle abitazioni italiane, “obiettivo in netta controtendenza all'uso degli incentivi per efficientamento energetico fatto sin qui e che ha visto protagonista proprio l'installazione di nuove caldaie a metano ad alta efficienza”. Ma la sostituzione delle Caldaie a Gas con le Pompe di Calore rappresenta l’ultima frontiera delle tecnologie ad elevata efficienza energetica e a basso impatto ambientale. Basti pensare che il rendimento di «secondo principio della termodinamica» di una Caldaia a Gas raggiunge a malapena il 3%, mentre quello di una Pompa di Calore è mediamente dieci volte superiore. Ciò è dovuto al fatto che, nelle moderne Pompe di Calore, per ogni kWh di energia elettrica assorbito per il funzionamento del compressore, se ne possono recuperare gratuitamente almeno tre dall’ambiente esterno. Inoltre le Pompe di Calore lavorano a basse temperature, riducendo drasticamente le dispersioni entropiche. Se, poi, il kWh elettrico è prodotto da un impianto fotovoltaico o proviene comunque da energia rinnovabile, tutto l’impianto di riscaldamento o di raffrescamento risulta a zero emissioni di carbonio. Successivamente si rileva un’altra mistificazione del testo di revisione della direttiva EPBD. Il testo della mozione recita: “la proposta di direttiva, stabilendo che al 2030 possano essere edificati solo edifici a emissioni zero e prevedendo che negli stessi il residuo fabbisogno energetico possa essere soddisfatto solo da fonti rinnovabili generate in loco, comporta che solamente un singolo vettore energetico sia in grado di soddisfare tale requisito, con la conseguenza che tutte le altre tecnologie che non possono garantire il rispetto del principio della «generazione in loco» verrebbero di fatto escluse.” Ora l’articolo 2 della revisione EPBD distingue due fattispecie: 1 – “edifici a emissioni zero": edifici ad altissima prestazione energetica, nel quale il fabbisogno molto basso di energia è interamente coperto da fonti rinnovabili generate in loco da una comunità di energia rinnovabile o da un sistema di teleriscaldamento e tele raffrescamento. 2 - "edifici a energia quasi zero": edifici ad altissima prestazione energetica, nel quale il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo dovrebbe essere è coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l'energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze; Per energia da fonti rinnovabili la direttiva enumera poi: energia da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare (eliotermica e fotovoltaica) aerotermica e geotermica, idrotermica da calore ambientale, maremotrice, del moto ondoso e altre forme di energia marina, energia idroelettrica, energia della biomassa, dei gas di discarica, dei gas residuati dai processi di depurazione, e biogas. La disamina è molto ampia e quindi non è vero che un solo vettore energetico sarà in grado di soddisfare i requisiti richiesti. Per quanto riguarda il biometano, il biogpl e gli e-fuel in generale, che la mozione incensa come settore in cui l’Italia vanta eccellenze nazionali, si rimanda all’articolo pubblicato su Qualenergia.it da Alessandro Conegoni:/www.qualenergia.it/articoli/e-fuel-ultimo-espediente-per-farci-per-perdere-tempo/ Ma la chicca è nella successiva affermazione: “le citate limitazioni penalizzano in modo rilevante il nostro Paese, con il risultato che progetti come quelli attualmente in essere per la produzione di gas rinnovabili e di apparecchiature ad elevatissimi rendimenti energetici verrebbero bloccati, quando al contrario questi risultano fondamentali per la de-carbonizzazione non solo degli edifici di nuova costruzione, ma di tutto il patrimonio edilizio già esistente, tenendo altresì in considerazione il fatto che l'impiego di gas nella climatizzazione invernale consente di minimizzare l'impatto del settore del riscaldamento anche sulla qualità dell'aria di molte aree del Paese”. Se da una parte non si capisce come la produzione di gas rinnovabile possa essere bloccata poiché il biogas è inserito nelle fattispecie di energia rinnovabile; d’altra parte son sono specificate quali siano le fantomatiche apparecchiature ad elevatissimi rendimenti energetici. Non certo le Pompe di Calore, giacché gli estensori della mozione le detestano. Ma l’arcano è svelato: la difesa del Metano, contrapposto addirittura alle Pompe di Calore alimentate da energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, rivela: la sottovalutazione del problema climatico di questa maggioranza; fa scomparire la questione della sicurezza energetica e del “caro energia” e soprattutto auspica un futuro che pone l’Italia come hub del gas con il nuovo gasdotto EastMed che, partendo dal Mediterraneo orientale sostituisca il gas russo. Vedi la recente visita di Netanyahu a Roma e le dichiarazioni della Meloni: “vogliamo accelerare l’export di gas verso l’Italia”. Qui sotto in ALLEGATO: CAMERA dei DEPUTATI - MOZIONE 1/00038 Sergio Zabot
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