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DI NECESSITA', VIRTU' 7 [img1ce] Batterie dal sale marino. In un interessante articolo di Scienzenotizie Angelo Petrone ci informa di una interessante innovazione che potrebbe rivoluzionare il mondo delle Batterie ovvero quelle composte dal sale marino. Molto più economiche da realizzare di quelle attuali, queste batterie sono in grado di abbattere i costi della decarbonizzazione, garantendo maggiori capacità di stoccaggio di energia da fonti rinnovabili, inoltre si tratta di una soluzione in grado di garantire maggiore energia e soprattutto un impatto ambientale minore. “L’invenzione è stata realizzata da Shenlong Zhao della School of Chemical and Biomolecular Engineering dell’Università di Sydney, in Australia, che ha annunciato lo sviluppo della batteria sodio-zolfo (Na-S), il cui utilizzo è stato finora ridotto per la ridotta capacità energetica ed una durata troppo breve.” La batteria viene prodotta dal solfuro di sodio(Na2S), un sale fuso estraibile dall’acqua di mare,con un processo di pirolisi ed elettrodi a base di carbonio per potenziare la reattività dello zolfo e la reversibilità delle reazioni tra zolfo e sodio. Ciò ha consentito agli esperti di avere uno dei sistemi più potenti per densità di energia a basso costo, caratterizzata da una forte stabilità. [img2ce] La batteria realizzata dagli esperti ha mostrato una capacità, più potente di quattro volte a quella delle normali batterie al litio, una durata di circa 1.000 cicli di ricarica e una dissolvenza pari a 0,05% per ciclo.. “Sono in grado di diminuire radicalmente i costi nel lungo termine garantendo parallelamente una capacità di stoccaggio quadrupla – ha spiegato Zhao– . Si tratta di una vera svolta notevole per la produzione delle energie rinnovabili. Grazie ad una tecnologia che abbatte i consumi, speriamo di raggiungere più velocemente possibile energia pulita, perché più rapidamente giungeremo alla decarbonizzare, maggiori saranno le possibilità di ridurre il riscaldamento del pianeta”. Fonte : Angelo Petrone Scienzenotizie. 20 Dicembre 2022 [img1ce] Un pannello solare che si attacca alle prese di casa: si chiama plug and play. I pannelli fotovoltaici plug and play sono pannelli solari di dimensioni contenuti pensati appositamente per l'utilizzo domestico, poiché consentono, attraverso un'installazione semplice e intuitiva, di sfruttare l'energia solare immettendola poi direttamente nella rete casalinga attraverso la presa della corrente. "Plug and play" letteralmente significa "inserisci la spina e utilizza", ed è così che funziona: inserendo lo spinotto del pannello nella presa della corrente, il pannello trasferisce l'energia prodotta nel sistema elettrico di casa, dove viene così riutilizzata immediatamente. Tutto questo avviene grazie alla struttura del pannello, che è formato da un modulo fotovoltaico (il pannello), da un microinverter e dalle staffe di fissaggio. La posizione migliore in cui piazzare questi pannelli fotovoltaici per l'autoproduzione di energia varia a seconda della posizione dell'abitazione: giardini, balconi, tetti… L'ideale sono gli spazi più colpiti dalla luce diretta del sole, esposti a Sud. I pannelli plug and play sono pensati per un utilizzo casalingo e per questo non producono enormi quantità di energia. La loro potenza attiva nominale è tendenzialmente uguale o minore a 350W. Di conseguenza, un paio di pannelli (più o meno) permetteranno di risparmiare il 20% dei costi in bolletta. Che autorizzazioni servono? Se hai in mente di utilizzare un pannello fotovoltaico plug and play non avrai bisogno di nessuna autorizzazione (se non quella paesaggistica o storica nel caso ci siano vincoli comunali), e di conseguenza potrai collegarlo alla presa della corrente casalinga in quattro e quattr'otto. Così come avviene, peraltro, per tutti gli impianti di potenza inferiore a 800W. Ricorda, tuttavia, che questo tipo di impianto prevede che l'utilizzatore o l'utilizzatrice rinunci alle remunerazioni dell'energia prodotta e immessa nella rete (cosa che avviene con i normali impianti fotovoltaici). Per questo, è necessario comunicare al distributore dell'energia elettrica il fatto di avere installato questi pannelli, compilando anche una comunicazione unica per potere essere abilitati alla connessione. Fonte : Sara Polotti OHGA. 12 Novembre 2022 [img1ce] In Abruzzo un progetto di fotovoltaico in mare da 101 MW. La società Fred Olsen Renewables ha chiesto la concessione demaniale marittima per realizzare un parco FV al largo di Ortona, comprensivo di un sistema di accumulo da 20 MW. [img3ce] Anche in Italia alcuni operatori delle rinnovabili iniziano a puntare sul fotovoltaico galleggiante, non solo su laghi o bacini idrici ma anche in mare. È il caso di Fred Olsen Renewables, società norvegese specializzata nelle rinnovabili offshore, che ha chiesto una concessione demaniale marittima quarantennale per costruire un parco fotovoltaico da 101 Mw. Fonte: QualEnergia. [img1ce] Collettori aerotermici, usare “aria arsa dal sole” per riscaldare la casa. Capt'Air Solaire è una piccola azienda francese a conduzione familiare che produce collettori solari ad aria per riscaldare gli edifici in modo sostenibile ed economico. [img4ce] Con un mondo che sembra sull'orlo di una grave crisi energetica tra clima e guerra in Ucraina, è sempre alta l'attenzione verso grandi e piccole alternative verdi e a basso costo ai combustibili fossili. In tema di energia rinnovabile, ad esempio, spesso ci si concentra sulla produzione di elettricità, ma esistono altre opzioni. Come quella di Capt'Air Solaire, piccola ditta francese "a conduzione familiare", che produce collettori solari ad aria per riscaldare gli edifici in modo sostenibile ed economico. Il sistema di riscaldamento solare ideato da Pierre Morrin e dai suoi figli Florent e Jérôme si chiama SolarVenti, e si basa sulla cattura della luce solare per generare calore. Invece di convertire l'energia solare in elettricità come i pannelli fotovoltaici, questo sistema utilizza una piastra solare con uno strato di vetro trasparente che permette alla luce di passare e riscaldare l'aria fresca che entra dal retro del pannello. Un ventilatore integrato poi spinge l'aria calda, una volta filtrata, verso il condotto di uscita. Un'invenzione che non richiede costi di gestione o manutenzione. [img5ce] Per evitare la formazione di muffe, la bocca di insufflazione è dotata di un disco antiumidità che interrompe automaticamente la circolazione dell'aria quando il sistema viene spento. Insomma, una soluzione efficiente e all'avanguardia per il riscaldamento domestico sfruttando l'energia pulita del sole. I collettori solari ad aria proposti da quest'azienda (si chiama SolarVenti) non solo fanno risparmiare sui costi di riscaldamento, ma hanno anche il vantaggio di arieggiare e purificare l'aria all'interno dello spazio abitativo. Con un pizzico di orgoglio tutto francese, la famiglia Morrin incoraggia tutti a scegliere un sistema di riscaldamento che definisce "intelligente, economico, ecologico, inesauribile, non inquinante e rinnovabile". Voilà. E l'efficienza di questi sistemi? Beh, dipende da diversi fattori, come la dimensione del modulo solare. Tuttavia, secondo Florent Morin, i modelli più grandi sono in grado di riscaldare facilmente un appartamento fino a 70 m². In altre parole, questo sistema può sostituire un tradizionale radiatore. Fonte: Gianluca Riccio Futuro prossimo. 18 12 2022. Sergio Saladini
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