ITALIA, TANTO SOLE POCO SOLARE
In questo periodo si parla molto della necessità di affrancare per quanto possibile, il nostro Paese dall’importazione di energia, soprattutto gas e metano, necessari per le famiglie e per il nostro sistema produttivo.

Tra le diverse fonti rinnovabili, cerchiamo di capire quale è la situazione relativa allo sfruttamento dell’energia ricavabile dal sole che, stante la nostra felice posizione geografica, potrebbe costituire una importante fonte in quanto a costo e disponibilità.
Partiamo innanzitutto dalla esposizione solare, che riguarda l’ltalia e che, come si può vedere dalla carta è significativamente diversa da Regione a Regione, molto più alta nel sud e nelle isole, significativamente più bassa nelle regioni del Nord.
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Affianchiamo la carta ai dati riferiti agli impianti fotovoltaici attivi in Italia.
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Ricordiamo innanzi tutto che ci si riferisce ai pannelli
solari fotovoltaici che sfruttano i raggi solari per produrre energia elettrica e non ai pannelli solari termici che sono utilizzati per scaldare l'acqua delle case.

Ebbene balza subito agli occhi che la maggiore dotazione di impianti non corrisponde alle regioni che registrano la maggiore insolazione.
Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte sono le Regioni con maggiore dotazione di impianti, ma sono anche quelle con minore insolazione annuale.

Inoltre, prevalgono impianti di piccola o piccolissima dimensione, a fronte di una scarsa presenza di impianti con classe di potenza installata elevata.
Vediamo ora cosa prevedono i documenti di piano italiani in merito al problema dell’utilizzo di fonti rinnovabili.

Sulla base delle indicazioni della Agenzia Internazionale dell’Energia che fissa il 90% come dato di produzioni energetiche provenienti da fonti rinnovabili, dato da raggiungere entro il 2050 e per rispettare l’’obiettivo fissato dell'UE di raggiungere almeno il 32% di consumi provenienti da FFR (Fonti energetiche rinnovabili) entro il 2030, il Piano di Ripresa e Resilienza PNRR e il Piano nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima PNIEC, hanno fissato gli obiettivi per l’Italia.

In particolare, entro il 2030 dovremmo installare impianti, non solo fotovoltaici, capaci di produrre 70GW, ovvero 7GW mediamente per anno, ma questo dato stride con la realtà dei fatti giacché il dato annuo più recente segnala la dotazione di nuovi impianti per soli 0,8 GW,

Va da sé che tutti gli obiettivi contenuti nei nostri piani andranno riscritti, alla luce anche dell’attuale conflitto tra Ucraina e Russia che ha modificato e modificherà i contesti di riferimento.

Sempre nei documenti di programmazione italiani, si prevede che la produzione di energia da fonti rinnovabili sia basata sull’ idroelettrico (26,4%) , sull’eolico (22,2%) sul geotermico (3,8%), sui biocombustibili (8,4%) e sul fotovoltaico ( 39,1% pari a 73,1 TWh).

Come si può ben vedere l’Italia assegna un ruolo decisivo all’eolico ed al fotovoltaico.
Ad oggi come riportato anche nella tabella relativa agli impianti installati, più sopra riportata, abbiamo una dotazione capace di produrre circa 24 TWh pari circa al 8% della produzione nazionale di energia e per quanto riguarda l’eolico 19 TWh pari a circa il 6,5%, su un totale di 294 TWh.

Occorre considerare che l’eolico a causa delle variabilità dei venti, in Italia, è in grado di lavorare alla massima potenza per cui è stato progettato, solo per il 22% e il fotovoltaico dipende dalle modalità di esposizione al sole (giorno/notte ed orari) pari mediamente al 13%.

Riassumendo, e semplificando, per raggiungere gli obiettivi posti dal PNIEC sarà necessario avere installato nel 2030 nella rete elettrica italiana circa 20 GW di eolico e 50-60 GW di fotovoltaico, oppure quasi 70 GW di solo fotovoltaico”
(Francesco Suman intervista Andrea Barbieri, direttore di ricerca all’ISOF (Istituto per la sintesi organica e la foto-reattività) al CNR di Bologna. Bo Live, il giornale dell'Università di Padova).

Nel passato le politiche di attivazione di fonti rinnovabili furono sostenute da incentivazioni economiche (conto energia) destinate a chi immetteva le proprie produzioni in rete, lo stesso andrebbe fatto anche ora riproponendo forme di incentivazioni, che negli anni più recenti (2013) sono state sostitute da detrazioni su quanto speso per la installazione degli impianti.

Un significativo aiuto potrebbe venire dai lavori all’interno del superbonus 110% che tra le forme previste per il salto di due classi energetiche prevede appunto gli impianti fotovoltaici
La strada è ardua dovendo passare dagli attuali 0,8 GW a cifre cinque volte superiori nel prossimo quinquennio ed addirittura dieci volte più alte per il 2030, occorreranno pertanto fantasia e soprattutto tante risorse da destinare.

In questo scenario è da segnalare l’iniziativa della Falck Renewables —che sulla piattaforma “white label” -Coltiviamo energia- ha permesso ai cittadini siciliani di partecipare alla transizione energetica beneficiando di un investimento particolarmente redditizio.

Ora è Green Enesys a sbarcare sulla piattaforma Ener2Crowd.com, con 2 campagne di lending crowdfunding finalizzate alla realizzazione di due differenti impianti fotovoltaici in Sicilia, per una potenza complessiva di 12 MWp.
Volendo coinvolgere maggiormente la cittadinanza locale, gli interessi proposti al crowd sono diversificati, prevedendo il 6,25% per i residenti in Sicilia ed il 5,25% per il resto degli investitori.

Su queste prime campagne proposte dalla società sarà inoltre applicabile la formula del «codice amico» che permette di invitare un amico, un conoscente o un parente, a finanziare la raccolta, ottenendo un bonus del +0,5% per entrambi, chi invita e chi viene invitato


Fonti:
Fonti WWW. GSE.it,
wikipedia,
wekiwi solar,
Sharig media 02032022.
AJCOM, r
adiobue.it
Università di Bologna.
Sergio Saladini