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LA SITUAZIONE DELLO SMANTELLAMENTO DELLE CENTRALI NUCLEARI ITALIANE Il World Nuclear Industry Status Report 2021 (WNISR2021), disponibile gratuitamente su www.worldnuclearreport.org/World-Nuclear-Industry-Status-Report-2021-773 descrive lo stato e le tendenze dell'industria nucleare internazionale e contiene diversi capitoli di focus, tra cui una prima valutazione dell'energia nucleare e della resilienza ai cambiamenti climatici. Nel capitolo dedicato ai singoli Stati è descritta, alla pagina 255, la situazione sullo smantellamento delle centrali nucleari italiane. A seguito di un referendum sull'uso dell'energia nucleare nel novembre 1987, innescato dall'incidente di Chernobyl nell'aprile 1986, l'Italia ha accettato di non produrre più elettricità nucleare. Il PWR Enrico Fermi (Trino) ha prodotto i suoi ultimi kilowattora nel marzo 1987, il GCR di Latina e il BWR di Caorso nel 1986 e il BWR Garigliano nel 1978. Nel 2017 l'Italia ha stimato il costo per la disattivazione dei quattro reattori e la relativa gestione dei rifiuti a 7,2 miliardi di euro, più che triplicati dalla chiusura dei reattori. (Tra l’altro al 2021 tali costi risultano essere lievitati a € 8 miliardi e secondo indiscrezioni di stampa, Sogin sarà commissariata per ragioni economiche e di bilancio – nota del traduttore) Responsabile del decommissioning è la società statale Sogin (Società Gestione Impianti Nucleari SpA), costituita durante il processo di privatizzazione dell'Enel. Dalla pubblicazione del WNISR2020, non è successo molto per quanto riguarda il decommissioning in Italia. Tutti e quattro i reattori chiusi sono nella fase di riscaldamento e sono stati svuotati. Sogin prevede di completare lo smantellamento del PWR Enrico Fermi (Trino) in un sito dismesso entro il 2029, il BWR Garigliano entro il 2026 e il BWR Caorso entro il 2031. Nel 1999, Sogin ha rilevato la proprietà dell'unico GCR in Italia; lo stabilimento di Latina ha esaurito il combustibile all'inizio degli anni '90 e si prevede che la disattivazione fino al Brownfield Stage, con unità di stoccaggio dei rifiuti in loco, sarà completata entro il 2027 e costerà 313 milioni di euro. I rifiuti sono attualmente stoccati in loco, ma il GCR Latina dipende più di ogni altro reattore dall'apertura di un deposito nazionale poiché lo smantellamento del reattore produrrà circa 2.000 tonnellate di grafite altamente radioattiva. L'infrastruttura di smaltimento dei rifiuti mancante, non solo ostacola la completa disattivazione dei reattori, ma l'Italia deve anche fare affidamento su altri paesi per il trattamento della gestione dei rifiuti. Ad esempio, il combustibile esaurito dei LWR è stato inviato in Francia per il ritrattamento e il combustibile esaurito del reattore Magnox di Latina nel Regno Unito. Gli ex rifiuti operativi sono inviati in Slovacchia per l'incenerimento e il condizionamento, mentre i rifiuti metallici provenienti dalla disattivazione del reattore del Garigliano sono stati inviati a Cyclife Sweden AB, filiale di EDF Cyclife in Svezia, per il trattamento. Per ulteriori dettagli sul processo di disattivazione in Italia, vedi i rapporti: WNISR2019 WNISR2020 Legenda: BWR – Boiling Water Reactor PWR – Pressuruzed Water Reactor LWR – Light Water Reactor GCR – Gas Cooled Reactor Magnox – reattore di tipologia GCR (moderato a grafite e raffreddato a gas) Traduzione di Sergio Zabot
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