ACCIAIO PULITO
Recentemente ho avuto modo di vedere un servizio televisivo che la trasmissione “Report” ha dedicato ad alcuni impianti di produzione dell’acciaio situati in provincia di Brescia.
Confesso che ero totalmemte all’oscuro delle qualità ambientali possedute da questi impianti.

La stampa nazionale sempre impegnata a denunciare la vetustà e le problematicità possedute dai grandi impianti storici, quello di Taranto in primis, non ha dato il giusto rilievo alle eccellenze italiane ed all’esempio che esse costituiscono di una prospettiva possibile.
Gli impianti in questione sono quelli della società Feralpi ed hanno sede nei comuni di Lonato, Calvisano, Nave, oltre che a Riesa in Sassonia.

Alcune delle scelte organizzative e produttive adottate sono state assunte dopo avere effettuato una valutazione dell’impatto nel territorio circostante delle proprie attività, dei prodotti e servizi, al fine di gestire e prevenire gli impatti ambientali, promuovendo l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili .
L’azienda ha aderito alla Carta dei Principi per la Sostenibilità di Confindustria e ha adottato i sette principi proposti dalla World Steel Association (WSA) nel documento Sustainable Steel Policy and Indicators 2016, a loro volta basati sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, riconoscendoli come parte integrante degli obiettivi aziendali di breve e lungo periodo.

(Sette princìpi e 17 obiettivi. Questi i numeri per rendere l’acciaio più ecocompatibile presentati dalla World Steel Association nell’ultima pubblicazione dedicata a «policy and indicators 2016» per l’acciaio sostenibile.
I sette principi sono: salute, ambiente, valore per gli stakeholder, trasparenza, standard etici, attenzione alle comunità locali ed allargamento degli interlocutori.
Per quanto riguarda l’elenco degli obiettivi invece prevede: lotta alla povertà, lotta alla fame, salute, educazione, uguaglianza di genere, nessuna contaminazione per l’acqua, attenzione ai consumi energetici, condizioni di lavoro e una crescita economica sostenibile, innovazione delle industrie, riduzione delle disuguaglianze, costruzioni e città sostenibili, consumi responsabili, azioni climatiche, attenzione alla vita acquatica, attenzione alla vita sulla terra, pace e giustizia nel mondo e l’avvio di partnership per il raggiungimento degli obiettivi.)


Poi, l’adozione dello standard ISO 14001:2015 ha comportato la revisione della “Politica per l’Ambiente e la Sicurezza” di Feralpi Siderurgica, a partire da gennaio 2018.
A tale fine sono stati enfatizzate tutte le conseguenze della attività produttiva nel contesto e soprattutto sono state adottate modalità atte ad innescare una vera economia circolare adottando inoltre tutte le precauzioni per la prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti (RIR) per gli stabilimenti di Lonato e Calvisano, in ottemperanza agli obblighi di legge.

Riguardo all’utilizzo delle risorse energetiche, necessarie a sostenere i processi produttivi nel bilancio ambientale della Feralpi si legge che “La quota di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili è stimabile intorno all’8,9%, per quanto riguarda il principale fornitore in Italia e intorno al 40,6% per quanto riguarda la fabbrica operante in Germania. …
Grazie all’impianto fotovoltaico in funzione presso lo stabilimento di Lonato, Feralpi produce una modesta quantità di energia rinnovabile .

L’energia non rinnovabile, ma a impatto ambientale zero, è rappresentata dalla possibilità di utilizzare il vapore dell’impianto di Riesa che permette di ridurre negatività su terzi derivanti dall’utilizzo di altre forme di energia non rinnovabile, così come dallo scambiatore di calore dell’impianto di raffreddamento della Acciaierie di Calvisano.

A Lonato, è proseguita l’espansione della rete di teleriscaldamento ottenuto dallo sfruttamento del calore dei fumi di acciaieria. …
L’applicazione sistematica del principio di economia circolare ha permesso a Feralpi di riutilizzare e recuperare materiale derivante dalle diverse fasi di lavorazione. …
I principali risultati dell’applicazione dell’economia circolare sono:

• recupero della frazione di metalli non ferrosi risultante dalla selezione del rottame;
• recupero della scoria nera e sua trasformazione in sottoprodotto denominato Green Stone, per utilizzo in edilizia;
• recupero della scaglia di laminazione, venduta ai cementifici come additivo;
• recupero parziale della frazione di ossido di zinco delle polveri da abbattimento fumi;
• conduzione di ricerche per la valorizzazione termica della frazione non metallica proveniente dalla frantumazione delle carcasse automobilistiche. …

Durante la loro operatività, gli impianti di produzione e lavorazione a caldo richiedono il raffreddamento ad acqua.
Negli stabilimenti di Lonato e di Calvisano l’acqua viene prelevata direttamente dalla falda sottostante mediante pozzi. …
La raccolta delle acque meteoriche avviene su tutte le superfici impermeabilizzate ed è seguita dal trattamento negli impianti di depurazione.

Parte delle acque viene successivamente utilizzata nel processo industriale.
Le acque in eccesso vengono raccolte dalla rete fognaria interna agli stabilimenti, avviate all’impianto di depurazione e rilasciate in corpo idrico superficiale nei siti di Lonato e Calvisano e nella rete fognaria urbana, nel sito di Riesa.
Feralpi riesce a riciclare dal 95% al 99% dell’acqua utilizzata per il raffreddamento dei propri impianti. …
Riguardo all’utilizzo delle acque, Feralpi si pone un duplice obiettivo: diminuirne il prelievo, attraverso il funzionamento ottimale dei circuiti di raffreddamento; assicurare una depurazione a norma di legge delle acque rilasciate all’esterno degli impianti.
Grazie all’utilizzo di circuiti chiusi in tutti gli impianti, il riciclo continuo dell’acqua impiegata evita che il prelievo eserciti impatti ambientali significativi.

Il futuro porterà ad un ulteriore sviluppo dell’economia circolare, in particolare attraverso l’adozione della tecnologia del forno elettrico ad arco e il recupero del rottame per la produzione di acciaio.
Si ricorda che i prodotti dell’Azienda sono costruiti con oltre il 99% da materiale riciclato. …
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Nel corso degli anni l’applicazione del principio dell’economia circolare è diventata sempre più completa con il raggiungimento dei seguenti risultati:

• recupero del calore della Acciaierie di Calvisano per ottimizzare la temperatura delle vasche di allevamento dello storione nella bassa bresciana;
• ottenimento nel 2011 della Dichiarazione ambientale di prodotto (EPD) per tondo in acciaio in barre e rotoli per calcestruzzo armato;
• estensione della Dichiarazione EPD ai prodotti laminati a freddo e alla rete elettrosaldata nel 2015;
• recupero produttivo della scoria nera di acciaieria nel 2014, attraverso la trasformazione in sottoprodotto marcato CE 2+, secondo norme UNI EN, denominato Green Stone, che permette diversi impieghi edilizi;
• costruzione di un impianto di recupero energetico, con generazione di vapore presso lo stabilimento Feralpi Stahl di Riesa (Sassonia), a partire dal 2016;
• recupero del calore dei fumi di acciaieria a Lonato e costruzione di una rete di teleriscaldamento al servizio di edifici industriali e urbani a partire dal 2017;
• recupero di parte dei refrattari esausti delle siviere, che permette un risparmio nell’utilizzo di calce nel processo di fusione.

Nel corso del 2018 sono proseguiti i lavori di sviluppo della rete del teleriscaldamento in direzione di Lonato e da gennaio 2019 è stata attivata la nuova utenza Comeca S.p.A. Gli stabilimenti di Lonato e di Riesa continuano il loro impegno nel miglioramento ulteriore della selezione del rottame, che permette la cernita di materiale non ferroso (come alluminio e rame), avviato al recupero nella filiera specifica. …

Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera le soluzioni adottate hanno permesso di raggiungere risultati di primo piano, come dimostrato dal monitoraggio dei valori di concentrazione dei vari inquinanti, di gran lunga inferiori ai limiti di legge autorizzati, grazie a:

• adozione delle tecnologie disponibili più avanzate e del loro continuo miglioramento;
• monitoraggio in continuo della concentrazione delle polveri e della portata aspirata;
• mantenimento dell’efficienza degli impianti grazie a programmi di manutenzione ad elevata frequenza;
• interventi tempestivi in caso di segnalazione dei sistemi di monitoraggio.

Attualmente, nonostante i maggiori volumi produttivi, Feralpi è riuscita a ridurre le emissioni complessive di gas a effetto serra del 2,8%.”

Fonti:
WordSteel.org,
feralpigroup.com,
feralpi bilancio sociale 1918,
feralpi bilancio di sostenibilità 2017,
bioecogeo.com,
Sergio Saladini