ODORI: IN TRENTINO SPECIFICHE LINEE GUIDA
Le linee guida si applicano sia a nuove attività produttive che agli impianti già esistenti
La Giunta provinciale di Trento ha adottato, qualche mese fa, specifiche linee guida finalizzate a definire un metodo chiaro per la caratterizzazione delle emissioni odorigene e del loro impatto sul territorio circostante.
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Obiettivo finale è quello di ridurre i conflitti fra attività produttive e popolazione, consentendone e favorendone la coesistenza.
Per fare ciò è necessario valutare l’impatto olfattivo presso chi viene disturbato dall'odore, partendo quindi dal recettore e risalendo alla fonte, per poi individuare ed imporre prescrizioni e limitazioni alle attività che disturbano.

Mentre le linee guida non si attuano nel caso di pratiche agricole e zootecniche, autorizzazioni di competenza comunale e scarichi civili, le stesse si applicano invece a

- tutte le nuove AIA e nuovi impianti di gestione dei rifiuti organici autorizzate dalla Provincia autonoma di Trento

- impianti esistenti soggetti ad autorizzazione ambientale (anche diversi di quelli di cui al punto precedente) in presenza di ricorrenti e significative segnalazioni di disturbo olfattivo da parte della popolazione.

Per quanto riguarda le nuove attività produttive si prevede che alla domanda di autorizzazione il proponente alleghi un apposito studio che dimostri l’assenza di impatto odorigeno per la popolazione posta all’esterno del nuovo previsto insediamento. Per dimostrare ciò, il proponente deve auto-definire dei propri limiti di emissione di odore, idonei a garantire che presso il recettore non si avverta odore.

Le linee guida a tal proposito definiscono dei criteri di riferimento differenziati in base a

- destinazione urbanistica (aree residenziali/non residenziali),

- distanza dalla sorgente (maggiore di 500 metri; tra i 200 e i 500 metri; inferiore ai 200 metri)

- intensità dell'odore (fra 1 e 4 unità olfattometriche per metro cubo)

I limiti all'emissione sono definiti per ogni singola specifica attività ai fini di consentire il rispetto dei valori di accettabilità presso i recettori.

La Provincia (Servizio Autorizzazioni e valutazioni ambientali), con il supporto di APPA e Azienda provinciale per i servizi sanitari, valuta lo studio ed autorizza il nuovo impianto solo se i dispositivi proposti dall’azienda sono ritenuti idonei ad evitare odori molesti presso la popolazione.

Nel caso delle attività produttive già esistenti sono previste tre fasi successive:

- raccolta delle segnalazioni da parte della popolazione a cura del Sindaco: tali segnalazioni devono dimostrare l'esistenza di un problema reale e avvertito diffusamente e non di una situazione casuale/saltuaria/transitoria; per rendere per quanto possibile oggettiva tale raccolta, le linee guida prevedono specifici criteri;

- intervento dell'Agenzia provinciale per la protezione ambientale (APPA Trento) che verifica quanto lamentato e, anche grazie all'ausilio del “naso elettronico”, individua l'origine del disturbo;

- APPA convoca la Conferenza dei Servizi per arrivare alla modifica dell'autorizzazione ambientale dell'attività produttiva fonte degli odori, integrandola con nuove prescrizioni ritenute idonee a risolvere il problema; la Provincia (Servizio Autorizzazioni e valutazioni ambientali) rilascerà poi la nuova autorizzazione.

Le linee guida sono state testate in primo luogo nel Comune di Rovereto, dove tra i mesi di maggio ed agosto si è svolta l'indagine e la valutazione del disturbo olfattivo che ha permesso di individuare le fonti delle molestie olfattive sul territorio del Comune ed in particolare a Lizzana.

Le stesse linee guida potranno essere aggiornate o modificate in base alle esperienze maturate dalla loro prima applicazione o a seguito dell'evoluzione delle conoscenze tecniche sviluppate in ambito scientifico e produttivo o presso altri enti territoriali.
ARPA TOSCANA