PIROLISI O GASSIFICAZIONE
Gli impianti di "pirolisi o gassificazione" sono "ormai superati" dai nuovi progetti in tema di "gestione di rifiuti" approvati dalla Giunta regionale della Val d’Aosta
Gli impianti di "pirolisi o gassificazione" sono "ormai superati" dai nuovi progetti in tema di "gestione di rifiuti" approvati dalla Giunta regionale della Val d’Aosta (con la delibera numero 2.452 del 2014), tra i quali il "trattamento a freddo".

Lo scrivono i giudici della quinta sezione del Consiglio di Stato nella sentenza con cui hanno confermato lo stop all'appalto da 200 milioni di euro che, nell'ambito del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, prevedeva la costruzione di un pirogassificatore in Valle d'Aosta.

Per questo i provvedimenti della Regione seguiti alla sentenza della Consulta, al contrario di quanto "rilevato dai giudici di primo grado", non "possono essere interpretati come una semplice reiterazione del divieto di realizzare nel territorio regionale termovalorizzatori, questa sì in contrasto con quanto statuito dalla Corte Costituzionale".

La Valle d'Aosta infatti ha dato il via a un "nuovo disegno degli obiettivi", che "permette di superare la lettura riduttiva operata dai giudici di primo grado". A partire da "un diverso tipo di smaltimento dei rifiuti, ampliando al massimo gli obiettivi di raccolta differenziata e riducendo al minimo i conferimenti in discarica attraverso la raccolta separata della frazione organica".

A ciò si sono aggiunti "progetti di impianto adeguati sia sotto il profilo tecnico, sia sotto quello economico" e il "cosiddetto 'trattamento a freddo' dei rifiuti, con il superamento dei sistemi di 'trattamento a caldo', ritenuti antieconomici". I provvedimenti degli organi regionali inoltre "risultano coerenti o quanto meno non incompatibili con la direttiva del Parlamento europeo 19 novembre 2008 numero 98", in particolare per quanto riguarda la "gerarchia dei rifiuti" e il "riutilizzo dei prodotti".

Il piano regionale di gestione di rifiuti per il quinquennio 2016-2020, poi, "non trova disarmonie con le norme statali".
A seguito dell'accordo nella Conferenza delle Regioni e delle Province autonome raggiunto il 6 febbraio 2016, infatti, "nella macro area del Nord Italia, cui è inserita la Valle d'Aosta, non è prevista la realizzazione di termovalorizzatori e dunque appare ormai irrilevante anche la questione di legittimità costituzionale della predetta normativa".

Riguardo all'indennizzo chiesto dalle imprese (capofila Noy Ambiente), i giudici di secondo grado ricordano che "la giurisprudenza di questo Consiglio ha più volte chiarito che la possibilità che all'aggiudicazione provvisoria della gara d'appalto", come nel caso valdostano, "non segua quella definitiva è un evento del tutto fisiologico".
ANSA - AOSTA, 21 Aprile 2016