NOTIZIE DAL PARLAMENTO.
DOVE VANNO GLI SFALCI?
Dove vanno gli sfalci

Ho aderito a un’interrogazione a risposta in Commissione rivolta al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e al Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali a proposito dei rifiuti vegetali e dei rifiuti da attività agricole e agro-industriali.

La norma che regola il loro smaltimento o riutilizzo, magari in agroenergie, non è di facile applicazione e genera conseguenze non indifferenti in termini di costi e complicazioni di ordine burocratico, in particolare nei piccoli comuni rurali, per lo smaltimento dei residui verdi, in particolare sfalci e potature, destinati a essere eliminati seguendo le procedure di smaltimento, commercio e intermediazione dei rifiuti.

Spesso gli scarti vegetali possono essere reimpiegati in un ciclo produttivo, divenendo così una risorsa e dando priorità al riutilizzo e al recupero, e possono essere destinati alla produzione di energia o alle normali pratiche agricole o zootecniche, anche per il mantenimento dei livelli di sostanza organica nei terreni, oltre che utilizzati per la produzione di concimi.

La Direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento del Ministero dell’Ambiente aveva già emanato un parere per dipanare la matassa dei dubbi, ma a oggi persistono segnalazioni che evidenziano un’applicazione difforme della norma sul territorio nazionale a causa di interpretazioni non omogenee.

Ai Ministri si chiede se non reputino necessario intervenire, eventualmente anche in via legislativa, al fine di chiarire in maniera definitiva l’effettiva applicazione della legge, fornendo indicazioni cogenti alle amministrazioni locali e agli operatori del settore.
Paolo Cova