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CICLOTURISMO, UNA VERA POTENZIALITA' Non so se vi è noto, ma l’Italia è il primo produttore di biciclette in Europa con 2.728.600 esemplari realizzati nel 2014, in crescita del 2,1 per cento sull'anno precedente. In sostanza, nel nostro Paese sono presenti circa 25 milioni di biciclette con 12 milioni di ciclisti che usano frequentemente le due ruote. Un fattore di mobilità urbana importante perché riduce il numero di auto in circolazione, produce evidenti benefici e risparmi in termini ambientali, sociali, sanitari. Servono, perciò, piste ciclabili che hanno un costo fino a 400 euro al metro. Studi internazionali dimostrano, però, che ogni euro investito in questo settore ne restituisce 4 o 5 alla collettività in meno di tre anni. Non solo: l’utilizzo della bicicletta, ossia il cicloturismo, può rappresentare un’importante leva economica per il turismo nazionale. Secondo dati Enit (l’Agenzia nazionale del turismo), la potenzialità è di 3,2 miliardi di euro di fatturato all'anno. Ecco perché, non solo come sportivo, ho sottoscritto convintamente una risoluzione che impegna il Governo a favorire i processi di digitalizzazione delle informazioni e delle caratteristiche dei percorsi e dei luoghi interessati al cicloturismo; a costruire sinergie con gli operatori del settore del turismo individuando e favorendo strategie di promozione del settore del cicloturismo nazionale che tengano conto della percezione del nostro Paese dagli stranieri; ad effettuare il monitoraggio periodico sullo stato di avanzamento lavori dei percorsi ciclabili e dei progetti Bicitalia ed EuroVelo verificando in particolare la messa in sicurezza di strade e ciclovie; a sviluppare le potenzialità del cicloturismo valorizzando le manifestazioni e gli eventi già esistenti e favorendo la costruzione di offerte tematiche differenti integrate lungo uno stesso percorso o differenziate per percorsi e legate al paesaggio, all’archeo logia, ai beni culturali, ai pellegrinaggi, all’enogastronomia. Paolo Cova
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