BUON NATALE CONCORDIA!
LO SMANTELLAMENTO DELLA NAVE CONCORDIA
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Dal 27 luglio 2014, il relitto della Concordia ha raggiunto il porto di Prà-Voltri dove la proprietà è stata trasferita da Costa Crociere al consorzio “Ship Recycling”, costituito da Saipem (51%) e San Giorgio del Porto (49%) che ha lo scopo specifico di demolirla secondo gli accordi e le prescrizioni definite da tutte le Autorità competenti al termine della Conferenza dei Servizi del giugno 2014.
Tale lavoro si protrarrà circa per due anni occupando dalle 500 alle 700 persone, con un onere che si suppone sia di circa 100 milioni di euro.
La scelta di Genova che fu accompagnata, come è noto, da grandi polemiche ha dalla sua forti motivazioni: è l’unico porto-cantiere italiano a possedere la certificazione ISO 30000.2009 per la gestione dei processi di smantellamento e riciclo delle navi non più in esercizio (Ship Recycling Management).

Per quanto riguarda gli aspetti legati al recupero, si stima che l’80% dei materiali saranno riutilizzati consentendo di ottenere 50.000 tonnellate di acciaio e metalli vari.

Dice Paolo Carrera, Vice Presidente del Commercial Environment & Renewables di Saipem, “Il riciclaggio delle navi è diventato un tema di forte interesse internazionale con l’adozione in sede IMO (International Maritime Organization) della Convenzione internazionale di Hong Kong del 2009, sul riciclaggio sicuro ed ecologico delle navi.
La Convenzione entrerà in vigore dopo la ratifica da parte di almeno quindici stati la cui flotta mercantile rappresenia almeno il 40% della stazza lorda della flotta mercantile mondiale. L’Italia è una delle prime cinque nazioni ad avere già firmato la Convenzione.”

Ecco, in sintesi, le quattro fasi del progetto:

La prima parte delle operazioni sarà l’alleggerimento della nave, ovvero la rimozione degli arredi interni e degli allestimenti dei ponti esterni, a partire dal ponte più alto (il 14°). In questo modo sarà possibile ridurre il pescaggio del relitto ovvero ridurre parte sommersa, così da facilitare il trasferimento presso un altro Molo, l’Ex Superbacino, dove si trova l’area delle riparazioni navali.
In questo luogo avverrà la fase due che vedrà ancora operazioni di alleggerimento, con lo smantellamento delle strutture dei ponti (dal 14° al secondo).
Successivamente ( fase tre) , verranno rimossi i cassoni, e avviate le procedure di pulizia delle cambuse e delle cellule frigo al ponte 0, al termine delle quali il relitto restante sarà spostato al Bacino di Carenaggio quattro.
Qui (fase quattro) verrà completato lo smantellamento, con la rimozione finale di tutti gli allestimenti interni, la pulizia delle aree e il trasporto per lo smaltimento o il recupero dei materiali derivanti dalla demolizione del relitto.

Fonti:
NowHow.it(bY MWH);
themeditelegraph.it;
www.wired.it

Gioba Marzin.
Gioba Marzin