LA GREEN ECONOMY ALL'ATTENZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
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Alcune commissioni della Camera dei deputati hanno avviato un’indagine conoscitiva sul tema della green economy. Non solo a livello internazionale ed europeo si guarda in maniera convinta a un modello di sviluppo basato sulla green economy, ma anche i deputati sono convinti che tale modello sia quello più vicino alle caratteristiche e all’identità italiane basate sulla bellezza del patrimonio storico-naturalistico, la qualità delle produzioni, la creatività e l'operosità degli imprenditori e dei lavoratori, la coesione sociale e il rapporto fra economia, territorio e comunità.

Inizialmente la green economy veniva identificata come una piccola parte dell'economia riferita all’industria ambientale e in particolare al settore delle energie rinnovabili, mentre adesso è concepita come strumento di sviluppo sostenibile basato sulle tre dimensioni di economia, società e ambiente, in grado di garantire un migliore e più equo benessere per tutto il genere umano nell'ambito delle risorse limitate del pianeta.

A livello internazionale diverse sono le definizioni di ‘economia verde’: a partire dalla definizione di green economy dell'UNEP, volta al miglioramento del benessere sociale, alla riduzione dei rischi ambientali e a un uso efficiente delle risorse, fino a quella di ‘crescita verde’ dell'OCSE che promuove un modello di sviluppo in grado di garantire alle nuove generazioni le risorse e i servizi ambientali su cui si basa il benessere, e a quelle concernenti lo sviluppo sostenibile e l'utilizzo efficiente delle risorse provenienti delle istituzioni europee.

Nonostante le differenti definizioni, vi è però una visione comune sulla green economy come strategia di sviluppo basata sulla valorizzazione del capitale economico, naturale e sociale.
Tra le diverse politiche dell’economia verde, nel campo del settore energetico, risultano molto importanti le politiche governative di aumento degli investimenti e degli incentivi a sostegno delle fonti rinnovabili, insieme a vari accordi internazionali sui limiti alle emissioni e sull'efficienza energetica.
In particolare la Strategia energetica nazionale (SEN) - documento di programmazione energetica a livello nazionale adottato con il decreto 8 marzo 2013 - indica tra i suoi fini principali il superamento di tutti gli obiettivi ambientali europei:
- la riduzione delle emissioni di gas serra del 21% rispetto al 2005 (obiettivo europeo 18%);
- la riduzione del 24% dei consumi primari (obiettivo europeo 20%);
- il raggiungimento del 19-20% di incidenza dell'energia rinnovabile sui consumi finali lordi (obiettivo europeo 17%).
L’obiettivo atteso è quello di fare diventare le rinnovabili la prima fonte nel settore elettrico al pari del gas dando anche una spinta alla crescita.
La Strategia economica nazionale vuole quindi dare anche un impulso alla crescita economica, con il settore energetico a fare da traino. Si prevedono importanti investimenti privati fino al 2020 nella green e white economy (energie rinnovabili e efficienza energetica) e nei settori tradizionali (reti elettriche e gas, rigassificatori, stoccaggi, sviluppo idrocarburi).

In questo campo, anche per fronteggiare una crisi economica dalla quale l’Italia fa fatica ad uscire e incentivare la crescita, le commissioni ambiente e attività produttive della Camera dei deputati hanno cominciato a svolgere un'indagine conoscitiva sulla green economy.
Secondo le due commissioni occorrerà puntare su uno sviluppo basato su nuove tecnologie, fonti rinnovabili, efficienza energetica, ricerca e innovazione e su tutela e promozione del patrimonio naturale e culturale.
L’indagine della Camera vuole essere un contributo alla formazione di una nuova agenda politica nella quale l'ambiente possa diventare un’opportunità economica immediata e la green economy sia una delle politiche più importanti seguite dall’attuale governo.

Elia Bova
Elia Bova