SUPER ASSOCIAZIONE O NUOVO CARTELLO?
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All’inizio di marzo di quest’anno è stato siglato l’atto di fusione fra ASSISTAL ed AGESI come unico soggetto associativo “ASSISTAL – Associazione Nazionale Costruttori di Impianti e dei Servizi di Efficienza Energetica (E.S.Co.) e Facility Management”.

Il comunicato stampa recita pomposamente che la “fusione delle due associazioni nasce dallo stretto legame tra due mondi oggi profondamente interconnessi quali la progettazione, la costruzione degli impianti e la gestione degli stessi attraverso i servizi energia che sono alla base dell’Efficienza Energetica”.

Il comunicato stampa enfatizza poi come “Questo percorso vada nella direzione già delineata dal Sistema Confindustriale, proprio oggi al centro di una vera e propria riorganizzazione, di una maggiore efficienza e consolidamento delle politiche di sistema”.

Già … ma cosa si intende per politiche di sistema? Forse si allude alla nascita di un unico potente cartello che controlli un mercato come quello dell’efficienza energetica che è in piena espansione in Europa e si sta sviluppando anche in Italia?

In effetti, anche da noi si stanno sviluppando, non senza difficoltà, nuovi approcci all’efficienza energetica: i Contratti di Prestazione con Garanzia di Risultato, promossi in ambito comunitario per ridurre i consumi di energia primaria, quindi le emissioni climalteranti e sostenuti finanziariamente dalla Commissione europea e dalla Banca Europea per gli Investimenti.

Per verificare i risultati però, è necessario che le forniture di combustibile siano separate contabilmente dalla gestione degli stabili e degli impianti, altrimenti non si può sapere se i risparmi sono dovuti ad una effettiva buona gestione dei sistemi edificio-impianti o semplicemente ad uno sconto più o meno consistente sul gas o sul gasolio. A maggior ragione questa separazione è necessaria se vi sono interventi di riqualificazione energetica. La riduzione dei costi è dovuta alla buona riuscita degli interventi o allo sconto sui combustibili?

Nei paesi anglosassoni i contratti di prestazione energetica (Energy Performance Contracting – EPC) con garanzia di risultato stanno diventando prassi consolidate. In Italia siamo ancora agli albori; gli EPC sono stati adottati da alcuni Comuni in Provincia di Milano, incluso il Comune di Milano; in Provincia di Chieti sono in corso delle gare per adottarli; in Provincia di Trento li stanno predisponendo; a Padova li vogliono adottare; altre Amministrazione li stanno studiando.

Il meccanismo contrattuale degli EPC è relativamente semplice: a fronte della riqualificazione energetica degli edifici e della loro gestione, il Cliente da una parte paga direttamente il combustibile e l’energia elettrica e dall’altra parte corrisponde alla Esco un Canone che viene stabilito di anno in anno sulla base di un cosiddetto «Saldo di Periodo». Se il Risparmio Energetico Effettivo è minore del Risparmio Energetico Garantito, il Cliente tratterrà la differenza dal Canone; nel caso contrario e auspicato in cui il Risparmio Effettivo sia maggiore del Risparmio Garantito, i maggiori benefici conseguiti saranno ripartiti tra il Cliente e la Esco.

Ma le Società che forniscono servizi energetici non ci stanno. Forti di una sciagurata legge (la n° 115/2008) che consente di fondere insieme: la fornitura del combustibile, la gestione degli immobili e l’eventuale riqualificazione energetica, offrono quasi esclusivamente una tipologia di contratto, il cosiddetto “servizio energia”. Esse sono in grado, infatti, vuoi per propria abilità commerciale, vuoi per adesione a consorzi di acquisto, vuoi per legami societari con Holding che operano principalmente nel mercato del gas, di approvvigionarsi di combustibile a prezzi favorevoli e comunque sempre sconosciuti ai Clienti finali. D’altra parte è nota la difficoltà, per i Clienti, di conoscere i consumi reali degli edifici, nonché l’impossibilità di conoscere i prezzi praticati.

Guai a opporsi al nuovo ordine auspicato dal sistema confindustriale per il “consolidamento delle politiche di sistema”. Le gare andranno inevitabilmente deserte.
Sergio Zabot