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CENTOCINQUANTA E NON LI DIMOSTRA Tredici anni, centocinquanta numeri, centocinquanta riunioni di redazione per decidere come costruire il numero successivo della rivista, ma soprattutto per vederci, parlarci, occasione per divenire più amici, salutare qualcuno e dare il benvenuto a qualcun altro. Il nucleo originario lavorava presso l’Assessorato all’Ambiente della provincia di Milano dove con Assessori Renato Aquilani prima e Giulio Facchi poi aveva contribuito a fare di Milano e della sua provincia un luogo dove si pensava si progettava si risolvevano problemi concreti (l’emergenza rifiuti della Lombardia) si praticava “cultura ambientale”.[img7dx] Poi un vento di destra volle azzerare tutto disperdendo talenti e smontando una bella ed efficiente organizzazione. Perché ancora ci chiediamo? Forse la risposta sta nella condanna giudiziaria comminata per “turbativa d’asta, minacce e tentata estorsione” a chi allora fece tabula rasa del gruppo troppo onesto ed efficiente per i veri obiettivi che i nuovi (si fa per dire) amministratori si ponevano. Ma l’esperienza non andò tutta dispersa e con l’aiuto di Ignazio Ravasi cercammo di far vivere un luogo ove si potesse informare, parlare, discutere di ambiente usando il web come strumento, allora quasi clandestino, di comunicazione. Il luogo fisico fu per tanti anni Casa della Cultura a Milano ove Ferruccio Capelli ci ha a lungo ospitato. Se a distanza di tredici anni siamo qui a parlarne evidentemente siamo riusciti nel nostro intento. Riguardando i vecchi numeri ed i tanti articoli ospitati, possiamo dire che non tutti sono “memorabili” alcuni hanno seguito un po’ troppo le “mode ambientali” altri hanno cercato dialoghi, spesso vani, con i partiti e con le istituzioni, ma sempre si vede la sincerità e la libertà intellettuale di chi li ha scritti. A tutti gli autori ed a tutti voi che ci seguite, vogliamo trasmettere ottimismo e fiducia, perché forse oltre un decennio fa non pensavamo che la cultura ambientale avrebbe fatto così tanti passi in avanti permeando, ove poco ove tanto, altre discipline quali l’economia, le arti, le scienze alimentari, i costumi, insomma l’intera società. Molto, tanto resta ancora da fare e noi cercheremo di continuare a dare il nostro contributo. Grazie a tutti! Continuate a seguirci! Sergio Saladini
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