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IN EMILIA ROMAGNA NUOVE TECNICHE DI COMPOSTAGGIO ED IMPIANTI A LETTURA OTTICA DELLE COMPONENTI SECCHE. Il 16 luglio a Rimini , in località Cà Baldacci, dopo una fase di collaudo che si è protratta per sei mesi, è entrato in servizio un biodigestore anaerobico che tratta la componente organica dei rifiuti attraverso un processo che elimina definitivamente la emissione di odori, aspetto questo che ha sempre causato ostilità da parte dei comuni e dei cittadini dove tali impianti operavano. Ciò è stato reso possibile attuando un completo rinnovo all’impianto di compostaggio precedente, con un investimento pari a 10 milioni di euro. Attraverso un processo chiamato” batch dry fermantation” ovvero fermentazione a secco, il processo di trasformazione avviene in assenza di ossigeno all’interno di celle di cemento armato, emulando , per certi versi il processo di masticazione e digestione proprio degli esseri viventi. Dopo questa fase di lavorazione i rifiuti vengono finemente tritati e lasciati fermentare in un locale buio per un mese a 37 gradi: è qui che si formano batteri, come nello stomaco dei ruminanti il cui operare produce biogas contenente una percentuale di metano pari al 60%. L’impianto produce oltre al compost anche energia elettrica rinnovabile : 8.000 MWh all’anno di energia elettrica rinnovabile (pari al fabbisogno di circa 9.000 cittadini) e 8.000 tonnellate annue di compost biologico prodotto. Il nuovo biodigestore di Cà Baldacci s’inserisce all’interno di un piano più ampio, che sta vedendo il Gruppo Herambiente che ha realizzato l’ impianto, investire massicciamente per potenziare la filiera del recupero e della valorizzazione dei rifiuti. Tale piano prevede due linee di intervento: l’infrastrutturazione del territorio con altri impianti di biodigestione anaerobica del tutto simili a quello riminese e un impegno complessivo di circa 20 milioni, riguarda l’installazione, in ogni provincia presidiata, di impianti di selezione del secco a lettura ottica, che vanno ad integrare e potenziare esistenti piattaforme di selezione rifiuti. Ai primi di luglio a Modena è stato inaugurato un impianto che applica la cosiddetta “selezione intelligente” dei rifiuti da riciclo attraverso un impianto a lettura ottica che consente di innalzare la qualità e quantità del materiale da avviare a recupero in quanto la selezione è fino a tre volte più veloce di quella manuale ed anche più accurata: meno margini di errore e minimizzazione dei materiali di scarto. La nuova linea consentirà di trattare quest'anno quasi 68mila tonnellate di rifiuti, che equivalgono a ben 6 tonnellate ogni ora, che passano al vaglio delle macchine e degli addetti. Vediamo come. Il dosatore aprisacchi immette i rifiuti nel ciclo attraverso veloci nastri trasportatori, che conducono ad un vaglio rotante: questa enorme centrifuga spedisce in base alla dimensione le diverse frazioni ad un controllo manuale o al nuovo occhio elettronico. Questo, sostanzialmente composto da spettrometri a luce visibile e ad infrarossi, riconosce i diversi materiali e tramite getti di aria compressa li “spara” su due nastri trasportatori differenti. In questo modo i vari nastri permettono di condurre i rifiuti omogenei verso il compattamento volumetrico. Così cartone, plastica, gomma, legno e altri materiali vengono poi avviati ai consorzi di recupero.“ “ L’obiettivo di tali interventi, inseriti anche nel Piano Industriale Hera al 2016, è duplice: valorizzare al massimo l’impegno dei cittadini nella raccolta differenziata e confermare la Regione Emilia-Romagna fra le più virtuose in Italia non solo per quanto riguarda le percentuali di raccolta differenziata ma anche per quanto attiene il materiale effettivamente avviato a recupero. E’ questo parametro infatti, più che la percentuale di raccolta, il punto di riferimento verso cui sono orientati gli obiettivi europei. Su questo fronte, già ora la percentuale della raccolta differenziata avviata a effettivo recupero da Hera supera il 93%, come calcolato nell’ambito del progetto di tracciabilità dei rifiuti effettuato dall’Azienda in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e certificato da un qualificato ente esterno, quale DNV Business Assurance”. Fonti: www.ecoseven.net, www.telesanterno.com www.modenatoday.it Sergio Saladini
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