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OLTRE IL PIL: I RISULTATI DEL BARILLA CENTER Secondo il rapporto sulla congiuntura del Centro Studi Confindustria l’economia italiana sta toccando il punto massimo della recessione che dura ormai da cinque anni. Diminuiscono anche le cause alla base della crisi: il credit crunch, l’iper-restrizione dei bilanci pubblici e la frenata della domanda globale. Ma oltre alle stime che analizzano gli andamenti dell’economia sulla base del PIL (prodotto interno lordo), si sono sviluppati da molti anni studi economici incentrati sugli indici di benessere della collettività. Tra queste analisi importante è quella realizzata dal Barilla Center for Food & Nutrition, un centro di analisi e proposte che ha l’obiettivo di approfondire i grandi temi legati all’alimentazione e alla nutrizione su scala globale Sulla base dell’edizione 2013 dell’indice di benessere del Barilla Center for Food & Nutrition (https://www.barillacfn.com/news/litalia-tra-gli-ultimi-paesi-al-mondo-nell-indice-di-benessere-bcfn/) l’Italia risulta essere ottava su dieci paesi al mondo. Per raggiungere questo risultato di analisi, l’Index del Centro Barilla ha misurato il benessere di diverse dimensioni della condizione umana e sociale, sintetizzate dai sotto-indici Lifestyle, Social and Interpersonal, Wealth and Environment. Inoltre, l’indice del Barilla Center è composto da due sotto-indici l’Indice di Benessere, che riflette lo stato attuale, e l’Indice di Sostenibilità, che stima le dinamiche e le tendenze future. Sulla base di questi dati, Svezia e Danimarca sono risultati essere al primo e al secondo posto, tra i 10 paesi analizzati (Italia, Spagna, Grecia, Francia, Germania, Danimarca, Svezia, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone), sia nell’Indice di Benessere attuale che nell’Indice di Sostenibilità, grazie ai risultati positivi raggiunti negli indicatori del benessere soggettivo, ambientale, sociale e politico. Risulta invece spiacevole la situazione italiana, al terz’ultimo posto dell’Indice di Benessere Attuale, davanti soltanto a Spagna e Grecia. Nel dettaglio, l’Italia è oggi penultima per l’Indice di Benessere Politico a causa della percezione dell’alto livello di corruzione (peggio di noi soltanto la Grecia), penultima anche nella dimensione dell’indice Sociale and Interpersonale, a causa della crisi, della disoccupazione giovanile e della mancanza di solide politiche di Welfare. In aggiunta, non risultano essere migliori le previsioni poiché, per quanto riguarda il benessere materiale e quello ambientale, l’Italia registrerà addirittura un leggero peggioramento in futuro per la sua scarsa sensibilità ambientale. Il solo aspetto positivo per il nostro paese si riferisce al sotto-indice che riguarda lo Stile di Vita , dove l’Italia è seconda alle spalle del Giappone. Un risultato legato al tempo speso a tavola - circa due ore al giorno - al basso uso di antidepressivi e all’elevata aspettativa di vita. Tuttavia anche questo buon risultato risulta di difficile mantenimento a causa del posizionamento del nostro paese al nono posto dell’Indice di Sostenibilità, dovuto all’aumento sia dell’obesità giovanile sia dell’inattività fisica. In conclusione, rimane importante che gli indici di benessere vengano sempre più utilizzati per la misurazione del benessere anche nell’attuale fase di globalizzazione dell’economia. Infatti, se come evidenzia il Centro Studi Confindustria, c’è una ripresa sia in Cina sia negli Stati Uniti, in questo caso oltre che per l’azione della FED (Federal Reserve Bank) anche per i coraggiosi deficit pubblici, rimane auspicabile che, se e quando la ripresa si diffonderà anche negli altri paesi, i soggetti titolari della politica economica inseriscano tra i parametri guida delle loro azioni anche quelli che possano avere un effetto di miglioramento sulla condizione umana e sociale, e, quindi, anche sugli indici di benessere. Elia Bova
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