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FORUM COMPRA VERDE: L’AMBIENTE E’ SERVITO Il 5 e 6 dicembre, si è svolta, al Palazzo delle Stelline di Milano, la IV edizione del Forum Compra Verde 2012. Il Forum è il più importante evento dedicato agli acquisti verdi (green procurement) e quindi il naturale luogo di incontro con gli attori pubblici, privati e non profit attivi sulle politiche sostenibili. E’, inoltre, un’occasione d’incontro tra i vari settori, dell’industria, dell’agricoltura, del commercio e dei servizi che hanno scelto modalità sostenibili di produzione e commercializzazione. Molteplici sono anche le possibilità di formazione sul tema degli acquisti verdi per aggiornarsi sulle novità legislative in materia e sulle migliori pratiche con gli esperti del settore. Comprare verde è importante perché significa scegliere beni e servizi ecocompatibili tenendo presente l’impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita dei prodotti. E’ questo un approccio fondamentale in quanto le pubbliche amministrazioni hanno dei volumi di spesa molto importanti pari mediamente al 16% del Pil comunitario e possono essere un volano per la domanda di beni e servizi “verdi”. Sviluppare sempre maggiori procedure di acquisto utilizzando criteri verdi può quindi servire per sviluppare un mercato sostenibile di beni e servizi. E, infatti, si stanno approntando appalti pubblici sempre più regolati da capitolati che utilizzano i Criteri Ambientali Minimi (CAM) approvati dal Piano d’Azione nazionale per gli acquisti verdi. Tra i diversi workshop svoltisi durante il Forum, di particolare interesse è stato quello relativo alla ristorazione collettiva. Anche in questo campo viene fatto molto uso di criteri ambientali. Ad esempio, è sempre più diffuso inserire nei capitolati relativi alla ristorazione alimenti di provenienza biologica e a chilometri zero, l’utilizzo di ortaggi e frutta stagionali, la fornitura di prodotti del commercio equo e solidale, di bibite senza imballaggio insieme alla riduzione degli sprechi d’acqua. Interessante è stata la presentazione dell’innovativo servizio sostitutivo di mensa (buoni pasto) progettato dalla provincia di Trento con l’inserimento di criteri ambientali minimi. In particolare perchè è stato inserito l’obbligo di avere, nell’ambito delle convenzioni con i ristoranti per la spendita del buono pasto, un certo numero di ristoratori che espongono il marchio “Ecoristorazione Trentino” https://www.eco.provincia.tn.it/Ecoristorazione_Trentino/pagina4.html. “Ecoristorazione Trentino” è un progetto che nasce dal tavolo di lavoro che la provincia autonoma di Trento ha avviato con le principali associazioni di categoria operanti nel settore della ristorazione. L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto ambientale, cioè, l’inquinamento, il consumo di energia e acqua e la produzione dei rifiuti connessi al servizio sostitutivo di mensa e alla sua filiera. Il Disciplinare dell’Ecoristorazione Trentino è suddiviso in 5 aree contenenti priorità per il comparto della ristorazione che espone il marchio. L’area alimenti e bevande da priorità ai prodotti biologici, locali, solidali. L’area rifiuti che da priorità alla riduzione dei rifiuti stessi. L’area energia e acqua da priorità al risparmio energetico ed idrico. L’area acquisti non alimentari con priorità ai prodotti verdi. Infine, l’area informazione, comunicazione, educazione ambientale per coinvolgere la clientela nelle buone pratiche ambientali. In ogni caso, la concessione del marchio “Ecoristorazione Trentino” richiede, per ogni esercente, la soddisfazione dei seguenti 7 requisiti obbligatori: - menù a filiera trentina: nel menù si devono trovare portate i cui ingredienti provengono esclusivamente dal territorio trentino, con conseguente riduzione delle emissioni da trasporto; - alimenti biologici: nel menù devono essere impiegati almeno due ingredienti provenienti da agricoltura biologica, che rispetta l’ambiente; - prodotti monodose: l’esercizio (il ristoratore) non può utilizzare prodotti usa e getta, riducendo così la produzione di rifiuti; - acqua di rete: l’esercizio deve informare la clientela della possibilità di ordinare acqua del rubinetto, con conseguente riduzione delle emissioni da trasporto e della produzione dei rifiuti; - illuminazione: l’esercizio deve utilizzare esclusivamente impianti di illuminazione a risparmio energetico e delle emissioni di gas serra in atmosfera; - prodotti per le pulizie: l’esercizio deve utilizzare almeno due linee di prodotti per le pulizie ecologici, con conseguente riduzione dell’inquinamento idrico e atmosferico; - informazione: l’esercizio ha l’obbligo di informare la propria clientela dell’impegno per l’ambiente e delle buone pratiche ambientali attuate; - altre azioni: altre azioni scelte dall’esercizio che consentano il risparmio idrico ed energetico, la riduzione dei rifiuti, l’impiego di prodotti ecologici e l’attuazione di azioni di comunicazione ed educazione ambientale. Il progetto Ecoristorazione Trentino è stato seguito nel febbraio 2012 dalla firma di un accordo di programma che abilita i ristoratori trentini, nel rispetto dei succitati criteri ambientali, a richiedere l’omonimo marchio di qualità ambientale dopo avere sostenuto una indipendente verifica di conformità. Il progetto risulta essere interessante ed innovativo, anche se occorre aumentarne le potenzialità, inserendo, ad esempio tra i requisiti necessari a partecipare alla gara per il servizio sostitutivo di mensa, un convenzionamento minimo di esercizi di ristorazione che espongono il marchio “Ecoristorazione Trentino” ben superiore agli attuali quattro esercizi. Con questo correttivo, oltre ad aumentarne la possibile efficacia in termini di sostenibilità ambientale, il progetto di Ecoristorazione Trentino potrebbe essere anche un utile strumento di sviluppo economico in funzione anticiclica, per le eventuali ricadute in termini di incremento della domanda di prodotti regionali da agricoltura biologica e a chilometro zero. Elia Bova
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