Sostenibilità: informare, educare e poi normare
Sostenibilità: informare, educare e poi normare

Il concetto di sostenibilità, di sviluppo sostenibile ci riporta al lontano 1987, al rapporto della Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo noto come rapporto Bruntland ove fu coniata una definizione di sviluppo come un processo “che fa fronte alle necessità del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare le proprie esigenze”.
L’obiettivo indicato era quello di migliorare la qualità della vita rimanendo nei limiti della compatibilità ambientale e ciò attraverso attività produttive consapevoli degli usi futuri delle risorse, nel frattempo, opportunamente preservate.
Da qui la nascita di un processo, allora denominato agenda 21, ( da XXI secolo) che fissava procedure e strumenti per attivare la responsabilità di tutti gli attori locali , ai diversi livelli, sulle azioni da compiere. (Responsabilità e sussidiarietà).
La centralità della iniziativa pubblica ha portato migliaia di realtà locali a dotarsi di una serie di piani di azione locali, in parte forieri di obiettivi concreti raggiunti e in parte no.
Nella maggioranza dei casi gli operatori produttivi ed i cittadini stati coinvolti solo in parte in questi processi, in quanto le priorità erano dettate da altri processi sociali, economici di rilevanza territoriale più ampia di quella locale.
In continua crescita, invece, sono stati i processi di sensibilizzazione sulla scarsità delle risorse e sui danni arrecati all’ habitat o alla salute da un uso e consumo senza regole; ciò ha portato come conseguenza interventi pubblici, dei privati e dei cittadini che hanno individuato i fattori di pressione, operando positivamente su di essi. (Informazione ed Educazione)
Quando poi i benefici si sono trasformati anche in benefici economici, sociali, di qualità del vivere, anche attraverso opportune legislazioni la sostenibilità ha cominciato ad essere percepita e vissuta non più come un obiettivo romantico o un fatto emergenziale (rifiuti), ma come un obiettivo concreto e realizzabile. (Normativa)
• Insomma è attraverso l’ informazione che si può ottenere consapevolezza ed un processo educativo capace di modificare i comportamenti siano essi relativi al ruolo di cittadino, di consumatore, di fruitore di servizi, di produttore di beni, supportati da una opportuna legislazione che segua ed accompagni i comportamenti virtuosi, talvolta precedendoli ed orientandoli.
A questo proposito si segnala la importante iniziativa promossa da Legambiente in collaborazione con IEFE-Bocconi e Ambiente Italia e con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente con la quale, attraverso l’'etichetta "salva clima" i prodotti dicono quanto inquinano.
In questo modo il consumatore è libero di scegliere i prodotti che meno incidon sull'ambiente.
In Gran Bretagna tramite la Carbon Footprint, sono già oltre 25 mila i prodotti tracciati, negli Stati Uniti oltre 10 mila ed anche in Francia si sta attivando una grande campagna per la trasparenza e la consapevolezza a servizio del consumatore affiancando al costo, anche quello ambientale .
E’ ora necessario che seguano opportune e coerenti normative che obblighino le aziende produttrici a tale catalogazione.

Nel sito www.viviconstile.org, sono classificate un centinaio di aziende produttrici: dalle passate di pomodori, ai meloni, ai biscotti, ai crackers, alle stampanti, ai televisori, alle lampadine, agli imballaggi, alle colle per i pavimenti ecc.
Questa la presentazione che appare sul sito citato:


Sai quanta CO2 acquisti insieme a un prodotto?
Per il Clima è la prima etichetta in Italia che comunica la quantità di gas a effetto serra generate da un prodotto o da un servizio durante una o più fasi del suo ciclo di vita.
La nostra ambizione è che presto su ogni prodotto possa comparire la sua impronta di CO2. I nostri criteri di scelta non devono essere più solo la qualità e la convenienza, ma anche l'impatto ambientale di ciò che acquistiamo.
Clicca sulla marca che ti interessa per visualizzare tutti i prodotti con etichetta Per il Clima.
Gioba Marzin