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L'ULTIMA BUFALA ENERGETICA: LA FISSIONE PIEZONUCLEARE Il 4 maggio 2012, Alberto Carpinteri, Presidente dell’Inrim, Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, un ente che si occupa di misure, tramite un ufficio stampa esterno all’Inrim emette un comunicato stampa dal titolo: “Nucleare pulito: un test lo conferma”. In questo documento l’Inrim afferma ufficialmente che “è stata verificata sperimentalmente la presenza delle cosiddette reazioni piezonucleari, vale a dire reazioni legate alla fissione, cioè alla separazione dei nuclei di elementi leggeri, con numero atomico pari o inferiore a quello del ferro, che emettono neutroni e diffondono onde elettromagnetiche, producendo energia senza emissione di raggi gamma e senza scorie radioattive …”. Tutti i maggiori quotidiani, dalla Repubblica alla Stampa, fino a Libero, riprendono il comunicato, pontificando sull’eccellenza della ricerca italiana. Perfino Rai 3 Regionale dedica uno spazio all’avvenimento. Godetevi un sunto sul sito: https://theatomunexplored.com/ Ma all’interno dello stesso Inrim c’è una forte opposizione, che accusa apertamente Carpinteri di aver presentato dati raccolti in modo non scientifico, e quindi di aver raggiunto conclusioni prive di fondamento. Ma c’è di più. All’Inrim non sono mai stati fatti esperimenti di frattura su rocce granitiche e basaltiche, come sostenuto in un secondo comunicato dal titolo “Nucleare pulito: ricerca a Torino”. Nessun lavoro è stato pubblicato su questi argomenti da ricercatori Inrim. Si scopre così che sull’argomento sono stati pubblicati recentemente altri lavori di smentita, tra i quali due di un gruppo svedese, pubblicati il primo nel 2009 e il secondo nel 2010, e uno di alcuni ricercatori dell’Infn. Si tratta di due lavori di G. Ericsson (Uppsala University, Svezia) ed un lavoro di A. Spallone (Infn-Lfn, Frascati, e Hydrogen Energy Research Agency), pubblicati tra il 2009 ed il 2010 su Physics Letters A, che commentano rispettivamente un lavoro di F. Cardone pubblicato sulla stessa rivista, dedicato ad esperimenti di cavitazione in soluzioni di torio, ed un lavoro di A. Carpinteri pubblicato ancora su Physics Letters A, dedicato al piezonucleare da frattura. I commenti contenuti nei lavori di Ericsson e Spallone demoliscono l’impianto concettuale e sperimentale dell’effetto piezonucleare. Ericsson e i suoi collaboratori dimostrano l’esistenza di gravi insufficienze ed errori in: 1) Analisi statistica dei dati; 2) Metodo sperimentale; 3) Selezione dei dati e presentazione; 4) Misure del rumore di fondo. Essi scrivono un articolo rigoroso e di inusitata durezza, che fa a pezzi esperimento ed interpretazione di Cardone. Il lavoro di Spallone è ugualmente duro nei confronti degli esperimenti di Carpinteri sulla frattura del granito. Questi autori mostrano innanzitutto che il metodo sperimentale è descritto dal Presidente dell’Inrim in modo lacunoso e la misura del fondo neutronico non è eseguita in modo statisticamente sensato. Mostrano poi che i picchi di lettura dei rivelatori He-3 che si osservano in coincidenza dell’evento di frattura possono avere origine diversa dall’emissione neutronica. Mettono infine in luce che la reazione nucleare ipotizzata da Carpinteri è inconsistente e viola il principio di conservazione dell’energia. Anche questo studio è rigoroso e si attiene strettamente ai principi del metodo scientifico. Per maggiori dettagli vedi: https://www.nextme.it/scienza/energia/3791-reazione-piezonucleare-intervista-fiorillo Ma, diversamente da altri scienziati che proclamano di aver scoperto la soluzione dei problemi energetici, quelli della lobby piezonucleare, grazie a buone entrature nella maggioranza del governo precedente, sono già riusciti a strappare promesse di finanziamenti principeschi, centinaia di milioni di euro, millantando la scoperta di un processo in grado di produrre energia a buon mercato e senza pericoli, tanto che la tecnica sarebbe buona anche per ridurre la radioattività prodotta dalle scorie nucleari, traendone al tempo stesso energia. Vedi: https://www.giornalettismo.com/archives/338226/la-bufala-doro-dellenergia-piezonucleare/ Di fronte alle forti perplessità del mondo scientifico, allora le domande diventano altre: come è possibile che il progetto sia arrivato fino all’Inrim? E come mai nella loro storia i “piezonuclearisti” hanno sempre preferito appoggiarsi ad una anomala rete di sponsor politici anziché attingere ai più tradizionali canali di finanziamento della ricerca? A Torino, il 4 maggio, durante un convegno intitolato “Atom unexplored”, Francesco Mazzucca, ex presidente di Ansaldo nucleare, oggi commissario della Sogin spa (società preposta allo smantellamento del parco nucleare italiano), ha infatti auspicato la nascita di nuove alleanze per il finanziamento della ricerca sul piezonucleare. Mazzuca, nominato a capo della Sogin spa da Silvio Berlusconi nel 2009, e salutato dall’allora ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola come “il primo tassello per il ritorno dell’Italia all’energia nucleare”, è infatti un convinto sostenitore di questa forma di “nucleare pulito”. Al punto da spendersi personalmente per organizzare il convegno di Torino, attraverso l’associazione di ispirazione cattolica Solidarietà e Sviluppo di cui è presidente. Sergio Zabot
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