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Solo cinque regioni su venti hanno attivato i fondi UE destinati agli agricoltori che operano in siti natura 2000 RETE NATURA 2000: SOLO CINQUE REGIONI SU VENTI HANNO ATTIVATO I FONDI UE DESTINATI AGLI AGRICOLTORI CHE OPERANO IN SITI NATURA 2000 Solo due italiani su 10 conoscono la Rete Natura 2000. Per questo parte il progetto Life+ FA.RE.NA.IT per comunicare la biodiversità ai cittadini, agli amministratori pubblici e soprattutto agli agricoltori. Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini: “Tra gli obiettivi, stimolare la creazione di occupazione verde fra i giovani, per fare sviluppo e al tempo stesso difesa del territorio e nuove forme di agricoltura”. Il ministro delle Politiche Agricole Mario Catania: “Lavorare sull’informazione agli agricoltori per far acquisire loro una più ampia conoscenza delle norme comunitarie” Chi in Europa coltiva un campo in una delle 25.000 aree individuate a tutela della natura più bella e preziosa del vecchio continente ha diritto a un indennizzo che ripaga l'agricoltore delle operazioni di salvaguardia dell’ambiente. Fino a marzo 2012, solo 5 regioni (Marche, Veneto, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Valle D’Aosta) hanno attivato le misure per concedere l’indennità agli agricoltori presenti nelle aeree agricole. Sono 3.513 gli agricoltori su circa 200mila aziende collocate nei quasi 3.000 Sic e Zps italiani che costituiscono la Rete Natura 2000 italiana (Siti di importanza comunitaria e Zone di protezione speciale) i potenziali beneficiari. E' uno dei segnali di quanto l'imponente operazione di protezione della biodiversità messa in piedi dalla UE con Rete Natura 2000 sia paradossalmente poco conosciuta e valorizzata. Per dare un’immediata visibilità a questi luoghi dove l’Europa ha deciso di tutelare gli habitat e le specie minacciate del nostro continente, parte FA.RE.NA.IT (Fare Rete su Natura 2000 in Italia) con lo scopo di comunicare nel nostro Paese la più ambiziosa iniziativa mai intrapresa a livello europeo per proteggere specie e habitat di interesse comunitario. A essere direttamente coinvolti nel progetto sono CTS, ISPRA, Comunità Ambiente, Regione Lombardia, Coldiretti con il cofinanziamento dei ministeri dell'Ambiente e delle Politiche Agricole, delle Regioni Abruzzo, Calabria e Marche e la Provincia di Agrigento. Ma il problema della scarsa conoscenza non riguarda soltanto il mondo dell’agricoltura ma è purtroppo generalizzato. Infatti, a distanza di 10 anni dalla costituzione di Rete Natura 2000, si è ancora lontani da una conoscenza diffusa della rete ecologica europea da parte dei cittadini, degli amministratori pubblici e dei maggiori portatori d’interesse. Un problema non solo italiano: la ricerca Flash Eurobarometer, realizzata nel 2010, ha segnalato che il 78%dei cittadini europei non ha mai sentito parlare di natura 2000: ben 8 su 10. La stessa ricerca mette in evidenza che il 62% degli italiani considera la perdita di biodiversità un problema molto serio mentre circa il 22% dei cittadini europei intervistati ha indicato una maggiore informazione come prima misura da intraprendere per proteggere la biodiversità e un altro 11% ha indicato come prima misura la creazione d’incentivi finanziari per gli agricoltori. Il dato più significativo riguarda però gli agricoltori: l’80% non conosce affatto Rete Natura 2000. Il progetto FA.RE.NA.IT, promosso dal CTS e finanziato dalla Commissione Europea con il programma LIFE+, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare e dal Ministero Politiche agricole, vuole dare risposte concrete alla mancanza d’informazione sui benefici della Rete Natura 2000 specialmente in aree agricole e rurali, per supportare i responsabili delle amministrazioni pubbliche italiane che hanno l’onere della gestione e della valorizzazione di queste aree ma anche e soprattutto per chi risiede ed opera in queste aree, le aziende agricole, i singoli agricoltori, gli allevatori e più in generale i cittadini. Per salvaguardare la ricchezza di specie e il mantenimento dell’equilibrio naturale bastano alcune azioni semplici ma importanti, ad esempio conservare le siepi, le macchie di alberi, oppure sfalciare le praterie in alta quota in periodi in cui non si danneggiano le nidificazioni. In cambio, gli agricoltori possono ricevere indennizzi non ancora pienamente conosciuti e sfruttati, oltre alla prospettiva di promuovere una produzione alimentare più sana e pulita e la possibilità di usare tecniche di coltivazione meno invasive: meno fertilizzanti e meno pesticidi. Pratiche agricole adeguate possono insomma concorrere alla salvaguardia di numerose specie, sia animali che vegetali, un vero e proprio patrimonio per il nostro paese. E d’altra parte il mantenimento di un buon livello di biodiversità contribuisce alla conservazione della purezza di suolo, aria e acqua, nonché alla buona salute di molti insetti impollinatori, indispensabili in agricoltura. E’ quello che viene comunemente definito come servizio sistemico di regolazione della biodiversità. Il coinvolgimento di chi opera in aree agricole e rurali è quindi essenziale per fermare la perdita di biodiversità. Ma oggi una parte del mondo agricolo percepisce l’esistenza di Rete Natura 2000 soprattutto come un vincolo. Le misure economiche previste sotto forma di indennizzi per ripagare gli agricoltori dei costi aggiuntivi o dei mancati redditi sono rimasti inutilizzati, perché giudicate poco interessanti rispetto ad altre opportunità. Nello specifico, secondo il rapporto sull'applicazione della condizionalità in Italia diffuso dal Ministero delle Politiche Agricole nel settembre 2010, erano solo3.513 le aziende agricole che si prevedeva avrebbero beneficiato dei fondi per la conservazione degli habitat e delle specie presenti nelle aeree Sic e Zps (misura 213 - Indennità Natura 2000 - del PSR), su un totale complessivo di circa 200.000 aziende che operano nei Siti natura 2000 (dati ENEA/2011). Ci sono problemi burocratici e organizzativi, ma anche un livello di informazione troppo basso delle possibilità offerte agli agricoltori.Coldiretti, la principale organizzazione di categoria con le sue oltre 600 mila imprese associate, riferisce di un livello di conoscenza ancora scarso riconducibile principalmente alla mancanza di una specifica campagna d'informazione nella maggior parte delle regioni, che metta in risalto il valore della conservazione delle aree di pregio naturalistico rispetto agli oneri che vengono richiesti a chi fa agricoltura in queste zone. “Le attività a difesa della biodiversità sono uno dei progetti su cui stiamo lavorando – conferma il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini – nei programmi per promuovere la nascita di imprese “verdi” tra i giovani. L’occupazione nei settori della nuova agricoltura e dei nuovi lavori è mirata alla crescita e all’uscita dalla crisi economica attraverso la difesa del territorio dal dissesto idrogeologico, attraverso la produzione di biomasse da destinare alle fonti rinnovabili d’energia, attraverso colture innovative per la chimica verde e i biocarburanti, attraverso la protezione delle varietà vegetali della tradizione”. “L’agricoltura, pur rimanendo un’attività centrale per l’economia del nostro Paese, è da sempre il primo presidio ambientale del nostro territorio – ha sottolineato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania -. È di fondamentale importanza lavorare sull’informazione agli agricoltori per far acquisire loro una più ampia conoscenza delle norme comunitarie, in particolare delle misure volte a tutelare la biodiversità e la salvaguardia dell’ambiente. L’attuale Politica agricola comune prevede infatti uno stretto collegamento tra gli aiuti e il rispetto di una serie di regole di comportamento degli agricoltori, definite condizionalità. Potrebbe essere uno strumento informativo utile per una buona gestione, sia dal punto di vista agronomico che ambientale, dei terreni e delle aziende, oltre che del benessere degli animali e della sicurezza alimentare, elementi considerati sempre più centrali anche per i cittadini. È basilare, tuttavia, che questi strumenti siano realmente efficaci e non costituiscano un aggravio burocratico ed economico per le nostre imprese”. L’intero progetto FA.RE.NA.IT pertanto è dedicato a contribuire ad aumentare la conoscenza del valore e dei benefici di Rete Natura 2000 da parte del mondo rurale e dell’agricoltura (amministratori ed operatori). L’obiettivo del progetto è di facilitare una maggiore collaborazione tra enti competenti per la rete Natura 2000 e per l’agricoltura, a livello nazionale e regionale, e di impostare con la loro collaborazione una strategia di comunicazione a livello nazionale. Il progetto prevede la produzione e la circolazione di materiale informativo su media tradizionali e on line, la creazione di un sito web, una conferenza finale a livello europeo e attività di networking con le organizzazioni italiane ed europee pubbliche e private coinvolte nella gestione dei siti Natura 2000 nelle zone rurali/agricole. I partner coinvolti nel progetto FARENAIT: CTS, ISPRA, Comunità Ambiente, Coldiretti, Regione Lombardia Cofinanziato da: Ministero dell’Ambiente e della Tutele del Territorio e del mare, Ministero Politiche agricole, Regione Abruzzo, Regione Calabria, Regione Marche, Provincia di Agrigento Pietro Briganò Press Office Manager Centro Turistico Studentesco e giovanile Presidenza Nazionale Via Zoe Fontana, 10 00131 - Roma tel. +39 06.44111337 fax +39 06.44111475 mobile +39 348.4358474 www.cts.it www.ctsassociazione.it __________________________________ Pietro Briganò
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