La Torre Energetica Ambientale Multifunzionale
Un progetto italiano che potrebbe cambiare il paesaggio urbano in futuro
Gli studi del Centro di ricerca sulle biomasse (Crb) di Perugia, diretti dal Professor Franco Cotana, membro della New York Academy of Sciences, hanno condotto all’avvio di un progetto italiano che potrebbe cambiare il paesaggio urbano in futuro e che ha già destato interesse fuori dall’Italia...
E’ all’Università di Perugia che sono state brevettate delle torri energetiche ambientali multifunzionali, dette Team, che, inserite nel contesto urbano, hanno la capacità di generare servizi e energia pulita.
Sono edifici che ben si adattano al concetto di smart city, dotati di sistemi energetici integrati e regolati da intelligenze artificiali, dell’altezza di circa 30 metri. I primi due prototipi saranno costruiti nell’area industriale di Perugia S. Andrea, con i finanziamenti del ministero dell’Ambiente, e grazie alla loro connessione potranno fornire energie rinnovabili, servizi ambientali e informativi alle utenze produttive.
Le possibilità di applicazione delle torri energetiche sono molteplici: biodigestione anaerobica, o smaltimento, dei rifiuti organici, energia fotovoltaica e minieolica, trasmissione di calore in sonde geotermiche, accumulo di energia termica e gravitazionale.
E non solo, infatti, le reti possono essere usate anche per la gestione dei flussi di merci e dati, sono dotate di un sistema di raccolta di acqua piovana e di fitodepurazione, di trigenerazione, illuminazione a Led e di colonnine di ricarica per le macchine elettriche e ancora funzioni di trasmissioni wireless e ripetitori per telefonia mobile. Non mancano dispositivi di sicurezza e videosorveglianza collegati fra loro e sistemi antincendio, monitoraggio ambientale e del traffico.
L’utilità e versatilità di questo tipo di architettura intelligente ha destato l’interesse di altre realtà fuori dall’Italia, come i Paesi del Golfo e gli Emirati Arabi, dove, grazie all’intermediazione di uno studio d’architettura di Terni impegnato in quelle aree, le torri energetiche progettate da Catana sono conosciute e potrebbero essere utilizzate sia per aree industriali, sia per edifici sportivi.
In Qatar, infatti, si terranno i mondiali di calcio del 2022 e le torri multifunzionali potrebbero essere usate come stadi in cui la funzione architettonica sarebbe affiancata da quella energetica, con sistemi di irrigazione del manto erboso del tutto autosufficiente.
Le Team in futuro potrebbero rivelarsi utili anche in contesti urbani e avere funzione residenziale. Innanzitutto, la loro struttura è concepita per essere antisismica e, inoltre, produrrebbero energia per altri edifici carenti da questo punto di vista. Come spiega lo stesso professor Catana, le torri possono essere anche ottime soluzioni in aree agricole, senza intaccare il paesaggio, ma riutilizzando costruzioni preesistenti in disuso, come colombaie e essiccatori di tabacco dismessi.
(C.C. Dal sito ingegneri.info)

Il progetto delle Torri energetiche TEAM, … si ispira metaforicamente al medioevo, all’immagine della torre che contraddistingue così tanti borghi italiani, ma punta a risolvere alcune delle questioni più spinose del settore energetico attuale e rilancia l’immagine della torre in chiave avanguardista nel futuro smart delle nostre città. Il landscape dei grandi quartieri produttivi delle città potrà in futuro ricalcare quegli stessi profili. Ma le sue torri non avranno più funzione protettiva; saranno invece un articolato sistema per rispondere alla domanda di energia sia da un punto di vista elettrico e termico, sia in estate che in inverno, ricorrendo esclusivamente a fonti rinnovabili, facendo in modo che la variabilità della produzione di alcune di queste (fotovoltaico ed eolico) sia controbilanciata dalle rinnovabili che possono invece avere una produzione costante e programmabile (geotermico e biomasse).
La Torre Energetica Ambientale Multifunzionale è il risultato dell’integrazione di differenti tecnologie di produzione di energia rinnovabile, concentrate in una struttura antisismica composta da un fusto rastremato alto fino a 40 m con diametro da 15 m e un serbatoio in testa del diametro 20 m e altezza 4 m, e soprattutto, a basso consumo di territorio. Flessibile, poliedrico e multivalente, dotato di tecnologie all’avanguardia, il sistema TEAM prevede la realizzazione di un sistema integrato di reti intelligenti, in connessione reciproca, che consenta di fornire servizi energetici, ambientali ed informativi alle utenze produttive: telegestione, tele e radiocomunicazione; monitoraggio ambientale, acustico, vibrazioni; telecontrollo ad infrarosso per rilevazione incendi e videosorveglianza; illuminazione a LED.
( da Valentina Coccia, Centro di Ricerca sulle Biomasse CRB)
In Allegato copia del progetto Smart team
Gioba Marzin