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Impatto del rumore antropico sui cetacei Seminario del progetto Gionha Il rapporto tra inquinamento acustico ed i suoi effetti sui mammiferi marini è stato affrontato all'interno di un seminario, tenutosi il 22 settembre all'Accademia Navale di Livorno, promosso da ARPAT, Accademia Navale di Livorno, Società Italiana Biologia Marina e Associazione Italiana di Acustica, all'interno del progetto transfrontaliero GIONHA Il legame tra le attività antropiche che insistono sulle risorse marine ed il disturbo che queste esercitano su molte specie rappresenta una tematica in grado di catalizzare un interesse crescente da parte delle comunità scientifica e non. Il rapporto tra inquinamento acustico ed i suoi effetti sui mammiferi marini è stato affrontato all'interno di un seminario, tenutosi il 22 settembre all'Accademia Navale di Livorno, promosso da ARPAT, Accademia Navale di Livorno, Società Italiana Biologia Marina e Associazione Italiana di Acustica, all'interno del progetto transfrontaliero GIONHA (Governance and Integrated Observation of Marine Natural Habitat) di cui ARPAT è capofila. Il seminario, che ha visto la partecipazione di soggetti provenienti da vari ambiti della ricerca scientifica ed autorità militari e locali, ha contribuito a delineare un quadro preciso e dettagliato su una tematica quanto mai complessa e critica. I lavori sono stati aperti dagli interventi del Direttore generale ARPAT, Giovanni Barca, e dell'Ammiraglio dell'Accademia Navale Pier Luigi Rosati, che hanno focalizzato l'attenzione su alcune tematiche di stringente attualità, caratterizzate da un unico filo conduttore: il mare inteso come patrimonio della collettività, da preservare nel rispetto delle generazioni presenti e future. La tutela e la valorizzazione di un bene così prezioso non può prescindere da una coesistenza sostenibile tra attività commerciali e risorse marine, e GIONHA, sotto questo punto di vista, è attivo attraverso una serie di azioni di educazione e sensibilizzazione dei vari stakeholders interessati quali, comunità scientifica, autorità preposte al controllo degli ambienti marini, operatori turistici e soggetti del settore commerciale legato alla pesca. La collaborazione sinergica tra ARPAT ed Accademia Navale crea i presupposti per un reciproco interscambio di esperienze, attraverso le quali ampliare e consolidare le attuali conoscenze sugli ambienti marini e sugli individui che li popolano. La prima sessione del seminario, dal tema “Il progetto GIONHA e la biodiversità marina in Toscana” moderata da Giovanni Barca, ha dato particolare risalto all'attuale quadro normativo comunitario, che trova nella Marine Strategy lo strumento attuativo per il raggiungimento di un buon stato ecologico delle risorse marine entro la scadenza del 2020. Le pressioni e gli impatti delle attività antropiche su tali ecosistemi dovranno essere valutati attraverso l'applicazione di un set diversificato di undici indicatori che vanno dalla biodiversità alle fonti di disturbo quali rifiuti e rumore sottomarino di origine antropica, all'interno di un approccio integrato ed ecosistemico degli ambienti marini. Nell'attività di monitoraggio e valutazione degli impatti sugli ecosistemi marini assume un'importanza strategica il ruolo dell'Osservatorio Toscano dei Cetacei (OTC), che tramite attività di tutela della biodiversità e di recupero degli animali spiaggiati, costituisce un valore aggiunto per l'intera area protetta del Santuario Pelagos. Questa prima parte, infine, ha ulteriormente approfondito l'analisi sulla qualità delle acque marine grazie ad un lavoro di indagine e mappatura georeferenziata dei rifiuti abbandonati sui fondali marini condotto da ARPAT. La seconda sessione, moderata da Gaetano Licitra, responsabile ARPAT del Progetto Gionha, è stata rivolta ad una disamina delle strumentazioni e dei metodi impiegati per la rilevazione dell'inquinamento acustico subacqueo e procedure di mitigazione. In questa sessione sono stati mostrati gli sviluppi in questo settore della tecnologia digitale che permette oggigiorno di disporre di strumenti robusti e versatili per la rilevazione dei cetacei, per una accurata determinazione del rumore antropico e delle attività sismiche. Questo sviluppo tecnologico viene integrato dall'attività dei centri di taratura, che offrono un'importante supporto nella validazione scientifica delle misure. Tra le azioni di mitigazione sono state illustrate le procedure adottate dalla Marina Militare per limitare l'impatto acustico subacqueo, soprattutto sui cetacei, prodotto dalle attività delle imbarcazioni militari. La terza ed ultima sessione, presieduta da Fabrizio Serena, responsabile scientifico del Progetto Gionha, ha affrontato il tema degli impatti dell'inquinamento acustico sui cetacei all'interno del Santuario Pelagos, collocato nell'area dell'alto Tirreno. L'area si caratterizza per la “forzata coesistenza” tra attività antropiche, particolarmente concentrate lungo l'intera fascia costiera, e specie marine di notevole pregio ed importanza biologica tra i quali, appunto, cetacei e tartarughe marine. Gli studi presentati dipingono una situazione piuttosto critica: il traffico navale, tra le varie sorgenti antropiche, costituisce una fonte di disturbo continua e diffusa, caratterizzata da livelli sonori ben oltre i valori precauzionali stabiliti dalla normativa comunitaria attualmente vigente. In generale gli ambienti di vita dei mammiferi marini appaiono in via di degrado. L'inevitabile sovrapposizione tra aree densamente trafficate e ambienti di vita forza alcune specie di delfini a concentrarsi in porzioni ridotte dei loro habitat, mentre la vasta gamma di rumori prodotti dall'uomo, soprattutto nello spettro delle basse frequenze, azzera le capacità di comunicazione dei grandi misticeti, con una serie di complicazioni che dal singolo individuo possono amplificarsi fino ad intaccare la stabilità di intere popolazioni. Nell'ambito del seminario ARPAT ha presentato la caratterizzazione acustica dell'area di studio realizzata attraverso una metodica che costituisce un valido strumento per un'adeguata valutazione della rumorosità in aree molto vaste all'interno di differenti scenari. Collegato a questo ambito è stato segnalato la pubblicazione di specifiche norme tecniche, ancora in fase di perfezionamento, per la valutazione del rumore emesso dalle imbarcazioni. Il seminario si è concluso con gli interventi di Stefano De Ranieri, direttore della Società Italiana di Biologia Marina e Alessandro Peretti presidente dell'Associazione Italiana di Acustica, che hanno puntualizzato come l'acustica marina, se considerata come strumento di indagine sulla qualità degli ambienti di vita delle molteplici specie marine (dalle popolazioni ittiche fino ai mammiferi marini), sia stata relegata ad ambienti accademici di nicchia, ottenendo poca visibilità rispetto ai canonici temi dell'acustica e della biologia marina. L'Assessore regionale all'ambiente, Annarita Bramerini, ha concluso i lavori della giornata sottolineando la necessità di dare maggior risalto ad una serie di tematiche, trasversali a molti settori della nostra comunità, che riguardano un mondo, quello del mare e dei suoi abitanti, verso il quale la politica delle istituzioni non ha sempre dato la giusta attenzione. L'assessore ha inoltre sottolineato come il lavoro dell'Agenzia in questo ambito e la collaborazione con tutti gli enti, come è avvenuto nella giornata seminariale, consenta alla Regione Toscana di porre la basi per il recepimento della direttiva entro il 2020. Le relazioni presentate saranno disponibili quanto prima sul sito Gionha www.gionha.eu Francesca Chiostri, Daniee Taburni e Eduardo Rossi
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