E giò el cartell e sù el cartell.
Mi scuso con i non lombardi, ma la vicenda in esame richiede l’uso del dialetto visto dove si è svolta.
Il 14 febbraio 2001, la Provincia di Milano vista l’elevata concentrazione degli agenti inquinanti presenti nella atmosfera del Milanese, visto che molta parte essa è dovuta alle emissioni provenienti dal traffico, ricordato che la diminuzione della velocità comporta la riduzione delle emissioni inquinanti, ha istituito il limite massimo dei 70 km orari sulle tangenziali e su tutte le strade provinciali fino al 15 marzo 2001.
Alle ore 24 del 15 marzo 2001 la Provincia di Milano ha dichiarato decaduti i limiti antismog introdotti lo scorso 21 febbraio sulle tangenziali milanesi e lungo le strade provinciali, nelle ore successive sono stati nuovamente sostituiti i cartelli che riportavano il limite dei 70 orari con i vecchi che riportavano il limite dei 90 orari: fine della storia.
Costi certi:
• € 20.000 a carico della Provincia;
• € 60.000 a carico della Società Serravalle;
• Costi ore/ uomo per le operazioni di allestimento e riallestimento.
Risultati certi:
• la condivisione unanime del provvedimento da parte dell’’Assemblea dei sindaci, convocata a Palazzo Isimbardi, sede della Provincia, come misura “meno impattante per la circolazione, del blocco totale o delle targhe alterne” ;
• la diminuzione del carico inquinante (non esattamente valutabile in considerazione l’apporto fornito dalle condizioni meteorologiche che, nelle settimane in esame , grazie a pioggia e vento, hanno contribuito a diminuire la quantità di polveri inquinanti nell’aria);
• modesto il numero delle contravvenzioni: solo 500 automobilisti sono stati fotografati dagli autovelox mobili sulle tangenziali, mentre nessun verbale risulta emesso sulle provinciali prive strumentazioni elettroniche.
Nel compiacersi per l’esperienza adottata “ da considerarsi complessivamente positiva”, il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà ha ringraziato “quei cittadini che, rispettando le norme del Codice della strada, hanno dimostrato autocoscienza nei confronti della tutela della salute pubblica. A coloro che, invece, hanno evidenziato poca sensibilità nei confronti di quest’iniziativa, rammento quanto segnalato dall’Oms, in base alla proiezione di un’indagine già diffusa sull’impatto sanitario del particolato. Lo studio ha ipotizzato che le morti causate dal particolato nei 30 capoluoghi della Pianura Padana potrebbero presto superare le 7.000 unità all’anno.
La città di Milano ha sforato di ben 56 giorni dall’inizio dell’anno i limiti di Pm10 consentiti dall’Unione europea, il che ci aveva imposto, del resto, un intervento immediato a tutela della salute dei nostri cittadini.”

Non so come la pensiate , voi Lettori, ma il sottoscritto quale utilizzatore abituale del sistema delle tangenziali non può non osservare che il transito è abitualmente reso difficile in primis dalle lunghe code, sia in ingresso che in uscita, che si formano in alcune ore del giorno, quando ciò non avviene, la gran parte del traffico operativo, camion e tir soprattutto, non rispetta nemmeno i limiti dei 90 km/ora “percepiti” come ingiustificati quando la strada multi corsie consente velocità più elevate. Allora il primo problema sarebbe quello di attivare forme di controlli automatici più efficaci , invitare i conducenti a spegnere il motore quando i tempi di sosta immobile divengono elevati, vigilare sul mancato rispetto dei limiti di velocità massima consenti per alcune tipologie di automezzi.
In questo contesto la misura messa in atto dalla Provincia di Milano è risultata velleitaria ed estremamente pericolosa per chi i limiti decideva di rispettare!
Le stesse considerazioni del Presidente della Provincia, rilasciate alla fine della iniziativa, non appaiono per nulla entusiaste, prive di effettivi riscontri sui risultati conseguiti, tranne quello (forse la sola motivazione ) di inventarsi qualcosa di alternativo al blocco totale del traffico o alle targhe alterne.
Matteo Mauri, capogruppo Pd Provincia di Milano è polemico: «Non avevamo pregiudizi, ma questa misura è stata presa fuori tempo massimo ed è finita molto presto».
Resta l’aspetto legato ai costi: il Condacons annuncia "un esposto alla Corte dei conti per accertare se l'acquisto, l'installazione e la rimozione dei cartelli stradali, considerati i pochi giorni nei quali sono stati utilizzati, costituiscano sperpero di denaro pubblico".
Ambrogio Brambilla (fruitore abituale delle tangenziali)