Aree produttive ecologicamente attrezzate (Apea).
Le “Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate” (APEA) sono state previste dall’art. 26 del D. Lgs 112/98, il quale prevede che:
“ Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano, con proprie leggi, le aree industriali e le aree ecologicamente attrezzate, dotate delle infrastrutture e dei sistemi necessari a garantire la tutela della salute, della sicurezza e dell'ambiente. Le medesime leggi disciplinano altresì le forme di gestione unitaria delle infrastrutture e dei servizi delle aree ecologicamente attrezzate da parte di soggetti pubblici o privati, anche costituiti ai sensi di quanto previsto dall'articolo 12 della legge 23 dicembre 1992, n. 498, e dall'articolo 22 della legge 8 giugno 1990, n. 142, nonché le modalità di acquisizione dei terreni compresi nelle aree industriali, ove necessario anche mediante espropriazione. Gli impianti produttivi localizzati nelle aree ecologicamente attrezzate sono esonerati dall'acquisizione delle autorizzazioni concernenti la utilizzazione dei servizi ivi presenti.
Le regioni e le province autonome individuano le aree di cui al comma 1 scegliendole prioritariamente tra le aree, zone o nuclei già esistenti, anche se totalmente o parzialmente dismessi. Al procedimento di individuazione partecipano gli enti locali interessati.”
Secondo uno studio del Piemonte, le regioni che hanno dato una definizione al concetto di APEA e dei criteri generali a cui devono rispondere sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria,Lombardia, Milose, Puglia, Toscana, Umbria, veneto, Marche.
Vediamo ora di capire di cosa si tratta.
Le imprese generano inevitabilmente impatti sull'ambiente: consumano energia, acqua, materie prime, modificano il paesaggio, generano traffico, rifiuti, rumore, emissioni in acqua e in atmosfera. Gestire al meglio questi impatti è una necessità ecologica, economica e sociale.
La qualifica di Apea è volta a valorizzare un risultato complessivo d'area, al di là di quello aziendale. L'obiettivo strategico a cui tendere è la chiusura dei cicli produttivi nelle diverse componenti ambientali.
Il tema della qualificazione ambientale degli insediamenti produttivi è relativamente nuovo anche a livello internazionale: è, infatti, solo a partire dai primi anni ’90 che, negli Stati Uniti, ma anche in Asia e in Europa, si sono diffuse sperimentazioni volontarie volte alla realizzazione di parchi produttivi attenti alla minimizzazione degli impatti sull’ambiente.
Gli Eco-Industrial Parks (Eip), così come teorizzati da Lowe, Moran e Holmes, sono comunità di imprese manifatturiere e di servizio, legate da una gestione comune, che cercano di migliorare le proprie performance ambientali, economiche e sociali, attraverso la collaborazione nel trattare questioni ambientali e l’impiego di risorse (inclusa l’energia, l’acqua e i materiali).
E’ l’esemplificazione (o equivalente metaforico) dell’equilibrio dinamico che si instaura in un sistema ecologico, in cui energia e rifiuti sono costantemente riciclati e riutilizzati da altri organismi e processi entro il sistema stesso. In un sistema a ciclo perfettamente chiuso … , solo l’energia solare (o altra fonte rinnovabile) proverrebbe dall’esterno, mentre tutti i sottoprodotti sarebbero costantemente riutilizzati o riciclati.
Tuttavia l’assoluta chiusura del ciclo non può essere raggiunta a livello di eco-distretto, né avrebbe molto senso conseguire tale risultato (almeno i prodotti finali, ovvero le merci, devono uscire). Chiudere ermeticamente certi cicli inoltre significherebbe a volte imporre dei costi eccedenti i benefici economici (anche se in realtà, nel conteggio di questi ultimi, dovrebbero essere inclusi anche i vantaggi ambientali, ecologici e sociali derivanti dall’implementazione di tali pratiche).
E’ evidente d’altra parte, che oggi l’economia è progettata per raggiungere alti tassi di produzione (sistema ad alta efficienza), mentre gli ecosistemi da questo punto di vista non sono sempre così esemplari; inoltre per chiudere i cicli occorre fare i conti con le leggi della termodinamica: se il primo principio afferma che non è possibile creare né distruggere della materia e dell’energia, il secondo sostiene che la materia/energia sottoposta ad un processo di trasformazione, subisce un aumento di entropia. Ragion per cui l’obiettivo della chiusura dei cicli, è da intendersi come “aspirazione” dell’economia, e non in senso stretto.
Questo modello determina inoltre mutua dipendenza fra le varie parti del sistema, con tutti i problemi e i vantaggi conseguenti.
L’obiettivo quindi cui si dovrebbe tendere consiste in un uso limitato di input (risorse e materiali vergini), un limitato quantitativo di rifiuti che abbandona il sistema e, soprattutto, uno schema di comportamento collaborativo tra le varie componenti dell’ecosistema industriale attuato attraverso lo scambio di materiali ed energia. In questo modo ci si spinge oltre al principio di responsabilità del prodotto, in quanto si prende in considerazione anche il processo e i suoi scarti, che non possono più essere esternalizzati.
Ciò presuppone un approccio sistemico e un rapporto di cooperazione tra le imprese, in senso orizzontale; inoltre appare evidente che per realizzare simili traguardi il sistema industriale deve possedere sistemi ad alta tecnologia, un atteggiamento preventivo nei confronti dell’inquinamento e operare un sensibile riciclo dei rifiuti.
Attraverso la qualifica Apea si vogliono minimizzare gli impatti sull'ambiente naturale, ma anche sugli operatori e i residenti, attraverso la garanzia della salubrità e la sicurezza dei luoghi di lavoro (per esempio una buona illuminazione naturale, buone condizioni di aerazione, controllo dei livelli di rumore presenti negli ambienti, ecc.).
Inoltre nelle Apea sono presenti servizi di qualità per le imprese e gli addetti (quali, ad esempio, banca, posta, esercizi commerciali, servizio ristorazione, asilo nido, mobility management di Apea, servizi per la formazione, ecc.).
Le Apea, rappresentano per le imprese un'opportunità d'insediamento di eccellenza in quanto offrono economie di scala, infrastrutture e servizi comuni, una gestione ambientale condivisa e partecipata, una riduzione dei costi per l'approvvigionamento idrico ed energetico.


Tratto da “Apea aree produttive ecologicamente attrezzate. Linee Guida aggiornamento 2008”. Provincia di Bologna e “Linee Guida per le Apea. Regione Piemonte. Luglio 2009.
In allegato gli interi documenti di riferimento.
Gioba Marzin