Piovono merli.
E’ scritto nel libro dell’esodo che…. poiché Il Faraone si rifiutò di far partire il popolo degli Ebrei , Dio mandò le dieci piaghe: moria di pesci, acqua di fiumi e laghi trasformata in sangue, attacchi di rane, zanzare, mosche, locuste, moria di bestiame, ulcere provocate dalla caduta di polveri infette, grandine e tenebre provocate da nubi nocive.
Continuando la nostra “apocalittica” ricerca ecco, in Giovanni , i sette sigilli, quattro dei quali ci portano ai cosiddetti cavalieri dell’apocalisse, portatori di flagelli quali Guerra, Carestia, Pestilenza e Morte ed infine il sesto sigillo all’apertura del quale si scatenerà il terremoto, la caduta del cielo ovvero di sole, luna e stelle, mentre monti ed isole scompariranno.
Vi domanderete il perché di questo esordio, ma la lettura del giornali nei primi giorni dell’anno che segnalavano “pioggia di merli morti nell’Arkansas “ “dopo i merli ora tocca ai pesci tamburo: oltre 100.000 ne sono già morti!” “ cento tonnellate di sardine, ombrine, pesci gatto piaggiate lungo le coste di Paranaguà, in Brasile” ” un tappeto di uccelli morti rinvenuto sulla statale sannitica, vicino a Marcianise e nella zona industriale di Faenza” ci hanno portato alla memoria i presagi contenuti nelle scritture, tralasciando i Maia per i cui presagi c’è ancora tempo un paio di anni.

A dire il vero se si pensa alle inondazioni in Brasile ed Australia, all’inquinamento di fiumi, laghi e mari, alla mucca pazza, le profezie sembrano avverarsi sotto forma, però, di castighi dell’uomo sull’uomo , senza quindi scomodare Dio, come d’altronde in assenza dei quattro cavalieri, noi in Italia ne abbiamo uno solo, che però in quanto a flagelli “ fa per quattro”.
Restano da spiegare i fenomeni e la moria di animali che ha caratterizzato questo inizio del 2011.
Le spiegazioni date dalla stampa e dagli esperti sono in genere molto differenziate da caso a caso: malattie, avvelenamento, tempesta ad alta quota, sbalzi di corrente sui cavi dell’alta tensione, “morti urtandosi tra loro o impattando contro gli alberi a seguito di un troppo repentino decollo provocato da fuochi di artificio o altra causa che li ha spaventati”.
Restando in Italia sono più di 800 finora le carcasse di tortore che sono state raccolte intorno alla zona industriale di Faenza, il Corpo forestale dello Stato è prontamente intervenuto e, dopo un primo esame necroscopico, che ha evidenziato un interessamento prevalentemente degli organi interni, ha ipotizzato uno “squilibrio digestivo per ingestione di semi di mais e di girasole”.
A Marcianise, nel casertano si è trovato un tappeto di uccelli morti sulla Stradale Sannitica a ridosso del multiplex Big Maxicinema: Il fenomeno ha riguardato quasi quattrocento tra tortore e storni.

In questo caso si ritiene più probabile la salmonellosi, che avrebbe colpito alcuni stormi di uccelli.
Ma, poiché questi uccelli , che abitualmente si nutrono di insetti , non disdegnano i frutti, come nespole, ciliegie ed olive, non è da escludere la responsabilità di qualche agricoltore che abbia usato “maniere forti” per porre fine ai danni recati alla produzione.


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Sergio Saladini