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Le pietre che vanno a spasso nella Valle della morte. La Valle della morte è un Parco nazionale degli Stati Uniti sito in California ai confini del Nevada. Deve la sua fama al fatto che all’incirca al centro del Parco si trova il punto più basso del Nord America. Sempre all’interno del Parco si sono trovati reperti relativi ad insediamenti di almeno quattro culture che si sono succedute in epoche differenti da 9.000 anni fa fino al presente. Altro aspetto per cui questo territorio è famoso è quello delle cosiddette “pietre rotolanti”. Il fenomeno delle pietre rotolanti che si muovo apparentemente senza alcuna causa esterna è un mistero che da decenni appassiona studiosi e turisti : pietre anche di grandi dimensioni si muovono talvolta anche per centinai di metri lasciando una scia estremamente visibile. Alcuni studi di contorno hanno consentito di trovare tracce di una gigantesca esplosione con probabile e conseguente emissione di calore: terremoto,caduta di meteoriti incandescenti sono gli eventi più probabili. Riportiamo solo per dovere di cronaca le ipotesi fantasiose, proposte da alcuni, in merito ad una esplosione nucleare prodotta da popoli in guerra che avrebbero ridotto un territorio costituito da ricca vegetazione, abitato da animali ed uomini, in deserto o la caduta di un UFO, con o senza, l “aiutino “ da parte di extraterrestri ! Più credibili e sostenibili scientificamente, le ipotesi di chi pensa ad un ampio tappeto di ghiaccio su cui le pietre scivolerebbero , talvolta in copia od a gruppi, anche per via della elevata escursione termica tra giorno e notte. Altri pensano alla esistenza di una fonte magnetica sotterranea instabile e pertanto in movimento, che trascinerebbe le pietre agganciandole per attrazione magnetica, in relazione anche alla profonda depressione che caratterizza la valle, nei confronti del territorio circostante. Comunque sia la visione delle tracce lasciate sul terreno da parte di oggetti inanimati che si muovono senza l’intervento umano, resta una visione davvero affascinante ed inquietante. Sergio Saladini
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